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L’ACQUA: UN BENE PREZIOSO

L’ACQUA: UN BENE PREZIOSO

Articoli Nutrizione
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Mantenere una buona idratazione corporea è alla base del corretto funzionamento dell’organismo, quindi è importante bere anche quando non si sente il senso di sete, ricordando di integrare in caso di perdite eccessive di liquidi (sudorazione, febbre, vomito etc.).

L'acqua: un bene prezioso
L'acqua: un bene prezioso

 

Molto spesso quando parliamo di dieta dimentichiamo di menzionare uno dei componenti principali: l’acqua.

Si sente dire spesso che il nostro corpo è costituito per la maggior parte da acqua, ma altrettanto spesso ci dimentichiamo di bere regolarmente almeno 2 litri al giorno.

L’acqua costituisce ogni singola cellula del nostro organismo, ed è fondamentale per fare avvenire molteplici reazioni biochimiche che sono alla base del metabolismo cellulare. L’acqua è anche un ottimo solvente, riempie gli spazi interstiziali ed è uno dei costituenti delle membrane cellulari responsabile degli scambi di ioni ma anche di glucosio e amminoacidi; se non c’è abbastanza acqua nelle membrane, il fegato cerca di sostituirla producendo colesterolo, proprio per questo uno stato di disidratazione prolungata potrebbe comportare un aumento plasmatico del colesterolo.

Anche il diabete sembra essere correlato ad una condizione di disidratazione; infatti l’insulina permette l’ingresso nelle cellule non solo del glucosio ma anche di amminoacidi e acqua; se vi è una scarsa idratazione viene bloccata la secrezione di insulina per “risparmiare” liquidi che servono a livello extracellulare (per il sangue per esempio), ma anche per alcune cellule che sono maggiormente costituite da acqua, come i neuroni; diminuendo l’insulina il glucosio non riesce ad entrare nelle cellule causando una iperglicemia. Dunque una disidratazione protratta nel tempo e non corretta, altera l’intero stato metabolico dell’individuo.

Inoltre l’acqua è fondamentale per far avvenire tutte quelle reazioni che portano alla produzione di energia (glicolisi, ciclo di Krebs, fosforilazione ossidativa), infatti questi metabolismi necessitano di ioni idrogeno che derivano appunto dalle riserve idriche del nostro organismo.

Molto spesso si pensa di poter sostituire l’acqua con altre bevande; questo è da considerarsi un errore, perché solitamente queste bibite contengono zuccheri, e quindi oltre ad innalzare la glicemia, con un conseguente picco insulinico, alterano anche l’osmolarità del nostro organismo, aumentando il senso di sete. Possono essere consumate senza alcun problema spremute, tè, caffè (anche d’orzo) e tisane senza zuccheri o dolcificanti, che però, come già detto, non devono essere considerati dei sostituti dell’acqua.

Dunque lo stato di idratazione non deve essere sottovalutato in uno stile di vita corretto ed equilibrato, per fare in modo che il nostro organismo funzioni meglio. È doveroso consigliare di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, che può essere integrata con dei sali minerali per il mantenimento dell’osmolarità e dell’equilibrio elettrolitico. Inoltre bisogna considerare che in alcune condizioni particolari come un’elevata temperatura esterna, esercizio fisico intenso, febbre, vomito, ma anche con l’avanzare degli anni (quando il senso di sete diminuisce) l’apporto di acqua deve essere aumentato, quindi è importante bere anche quando non se ne avverte il bisogno. 

 

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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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