Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

 

21
Mer, Nov
home-1-ads-nut-tda-006

Abbiamo 79 visitatori online

Annunci AdSense
article-top-ads-nut-art-002

Sistema immunitario vs melanociti: la vitiligine

Sistema immunitario vs melanociti: la vitiligine

Articoli Nutrizione
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Se la vostra pelle presenta delle aree in cui si schiarisce progressivamente, potrebbe trattarsi di vitiligine, una patologia autoimmune che colpisce i melanociti, le cellule responsabili del colore della pelle, causandovi disagio nel contesto sociale. Ma quali sono le cause e come poterla trattare? Leggete l’articolo per saperne di più.

Sistema immunitario vs melanociti: la vitiligine
Sistema immunitario vs melanociti: la vitiligine



La vitiligine

Come detto sopra, la vitiligine è una patologia che colpisce la pelle e che crea nel soggetto colpito più disagi a livello psicologico che fisico. Infatti, le parti del corpo più interessate sono quelle più visibili ed esposte, quali mani, piedi, viso, gambe e gomiti, anche se può estendersi sia in altre zone, sia nella stessa zona coprendo un’area maggiore.

La vitiligine si può presentare sotto tre forme: focale, in cui la zona depigmentata è circoscritta ad una zona o poche altre, segmentale, se la zona interessa un solo lato del corpo, infine, generalizzata, se la zona si estende per entrambi i lati del corpo.

Il sospetto di vitiligine può esserci nel momento in cui si presentano le prime chiazze bianche, accompagnate da una predisposizione o addirittura da patologie autoimmuni, appartenendo entrambe alla stessa categoria di malattie. Spesso, si manifesta anche insieme a stanchezza surrenalica, ovvero quando non si producono adeguate quantità di cortisolo, condizione presente in diverse patologie autoimmuni; inoltre, insieme ad alopecia areata, anemia perniciosa ed ipotiroidismo, per cui in caso di sospetta vitiligine, si consiglia di sottoporsi anche a questo tipo di analisi del sangue, oltre agli anticorpi antinucleo per identificare la presenza di malattie autoimmuni. Infine, è possibile che il medico possa richiedere la biopsia di un pezzetto di pelle, per verificare se il campione risulta completamente privo di melanociti.

Cause della vitiligine

La predisposizione genetica è una delle prime tesi confermate nell’insorgenza di vitiligine, infatti, una buona percentuale di persone che hanno la vitiligine soffrono anche di altre patologie autoimmuni. Non sono malattie contagiose, pur riguardando la pelle che è costantemente esposta all’esterno. La reazione riguarda i melanociti, che normalmente accumulano il pigmento melanina e danno colore alla pelle, ma che in questo caso vengono attaccati dal sistema immunitario che li distrugge, perché non li riconosce come self.

La predisposizione genetica è correlata all’alterazione del gene NALP1 che controlla il sistema di allerta contro le infezioni, per cui se questa alterazione fa perdere il controllo, si verifica danno cellulare. Inoltre, i melanociti distrutti presentano dei difetti enzimatici (della catalasi), che sono stati correlati ad un’iperossidazione dei componenti cellulari, causato da un accumulo di perossido d’idrogeno (acqua ossigenata) che si forma in grande quantità durante un’infezione batterica, che confonde il sistema immunitario il quale attacca i melanociti.

Inoltre, come accade anche nella psoriasi, situazioni stressanti o molto forti a livello fisico e psichico, una lunga esposizione solare, possono essere gli eventi scatenanti della vitiligine.

Consigli per il trattamento

Trattandosi di una patologia autoimmune, per evitare che i sintomi peggiorino e per bloccare il fenomeno, bisognerà agire anche tramite l’alimentazione.

Partiamo dal presupposto che le patologie autoimmuni sono infiammatorie e che l’alimentazione se poco varia può causare infiammazione da cibo, peggiorandone la gravità; per individuare se siamo infiammati dal cibo che mangiamo, oltre ad eliminare cibi ad alto indice insulinico, quali latte, zucchero e farine raffinate, ci si dovrà sottoporre al test Recaller in modo da capire quali categorie alimentari devono essere ruotate durante la settimana, per fare in modo che il corpo le tolleri di nuovo.

Inoltre, caratteristica comune alle altre patologie autoimmuni è l’aumentata permeabilità intestinale, definita anche leaky gut, che dovrà essere ripristinata tramite la somministrazione di sostanze come la glutammina, in grado di riparare la barriera intestinale, e poi di probiotici e prebiotici per mantenere la flora batterica intestinale in equilibrio.

Infine, poiché la vitiligine potrebbe essere causata da un eccesso di perossido d’idrogeno, sarebbe opportuno aggiungere all’alimentazione sostanze antiossidanti, contenenti vitamina C ed E, integrando anche con glutatione, coinvolto nel meccanismo d’azione della glutatione perossidasi, enzima che trasforma il perossido d’idrogeno in ossigeno ed acqua, e con il selenio di cui la glutatione perossidasi ha bisogno. Buona fonte di antiossidanti sono ovviamente frutta e verdura, che non devono mancare mai ad ogni pasto, ma anche i cereali integrali al 100% che conservano preziose proprietà al loro interno. Per individuare, quindi, se il nostro corpo è minacciato da stress ossidativo, è anche possibile sottoporsi nel mio studio, al test che dosa le quantità di radicali liberi e l’efficienza della difesa antiossidante.

Ho scritto e condiviso questo articolo
Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

Annunci AdSense
article-bototton-ads-nut-art-001

Seguici anche su Facebook

Annunci AdSense
sidebar-ads-nut-tda-010
Annunci AdSense
sidebar-ads-nut-tda-011
Nutrizione - Salute e Benessere
Notizie su nutrizione e alimentazione
Annunci AdSense
sidebar-ads-nut-tda-010
Annunci AdSense
sidebar-ads-nut-tda-011
Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-nut-cca-001