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Mangio senza grassi, altrimenti prendo peso!

Mangio senza grassi, altrimenti prendo peso!

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Quante volte ho sentito questa frase! Sono veramente tante (o troppe?!) le persone che ancora pensano che a farci ingrassare siano i grassi, probabilmente per il legame che c’è fra le due parole. Il problema, in realtà, sono gli zuccheri e la qualità di carboidrati che mangiamo, come dimostra anche lo studio riportato nell’articolo. Buona lettura!

Mangio senza grassi, altrimenti prendo peso!
Mangio senza grassi, altrimenti prendo peso!

 

Grassi zero, cibi light!

Ebbene sì, il consumatore dei nostri giorni, fissato con la linea, mette nel suo carrello della spesa solo cibi light, con pochi grassi, perché troppi fanno ingrassare. Invece, queste persone non sanno che eliminando i grassi dai prodotti light, restano solo zuccheri, proprio quelli che dovremmo eliminare dalla nostra dieta, perché semplici.

Partiamo dal presupposto che il nostro organismo ha bisogno di assumere grassi buoni, saturi ed insaturi nelle corrette quantità, poiché le nostre cellule, in particolare le membrane, sono costituite da fosfolipidi; inoltre, è proprio grazie alla presenza di adeguate quantità di grasso (nell’uomo intorno al 14%, nella donna intorno al 20%) che il tessuto adiposo riesce a liberare un flusso regolare dell’ormone leptina, coinvolto nella regolazione degli assi metabolici. Non avendo abbastanza grasso nel nostro organismo, la leptina prodotta non sarà sufficiente ed avremo un rallentamento della tiroide, problemi di fertilità, demineralizzazione ossea, massa muscolare poco sviluppata e basse difese immunitarie.

No agli zuccheri!

I soggetti chiamati in causa, invece, sono gli zuccheri. Negli ultimi decenni, le linee guida dietetiche si sono concentrate sulla riduzione del grasso saturo come strategia primaria per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, trascurando i molti altri potenziali effetti della dieta sulla salute, in particolare gli effetti nocivi dello zucchero.

Per zuccheri non si intende solo il saccarosio (zucchero comune) che mettete nel caffè, ma anche di quelli nascosti e, vi assicuro, che ve ne sono ovunque. Un maggior apporto di bevande analcoliche (bevande zuccherate), ad esempio, è associato ad un aumento del 44% della sindrome metabolica, a un più alto rischio di obesità e ad un aumento del rischio del 26% di sviluppare diabete mellito; ma non si trovano solo nelle bevande o nei succhi di frutta, anche nei biscotti, nello yogurt alla frutta, addirittura in alcuni formaggi freschi.

Spesso, infatti, si tende a diminuire la quantità di carboidrati presenti nella dieta per consentire alle persone di dimagrire, ma come dimostra lo studio riportato sotto, nonostante siano più efficaci in termini di tempo a far perdere peso, l’entità del beneficio è piccola, poiché la qualità dei carboidrati ingeriti sembra più importante della quantità per gli esiti di salute. Infatti, piuttosto che eliminare o ridurre i carboidrati nella dieta, dovremmo porre maggiore importanza sul tipo di carboidrati che si sceglie; si dovrebbero evitare tutti i cereali raffinati, gli zuccheri semplici, gli edulcoranti, prediligendo carboidrati integrali al 100% e cibi con pochi ingredienti o a km 0. Tutto quello che ho appena scritto conferma la teoria del biochimico tedesco Rosenfeld, che nel lontano 1895 disse che i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati (fat burn in a carbohydrate flame), per spiegare l’importanza di assumere carboidrati al fine di riuscire a “bruciare” (sarebbe più corretto dire ossidare) i grassi.

Che tipo di dieta scegliere?

Se in una dieta completa ed equilibrata devono essere presenti sia grassi che carboidrati, quella da scegliere è proprio la GIFT, che consiglio da un bel po’ di anni e che insegna ai miei pazienti come mangiare, poiché si tratta di uno stile di vita che si può seguire ovunque e per sempre.

La dieta GIFT, di cui potrete trovare altri approfondimenti sul mio sito, prevede tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) costituiti da tre componenti: carboidrati integrali, proteine di qualità e fibre di frutta e verdura, che dovranno essere equilibrati fra loro ad ogni pasto. Inoltre, segue la cronobiologia per cui il pasto principale della giornata è la colazione, il pranzo sarà intermedio e la cena leggera, proprio come mangiavano un tempo i nostri nonni. Perché dare troppa energia al corpo a cena, quando poi si va a dormire e questa non viene utilizzata?

Inoltre, tramite questo tipo di dieta si otterrà un flusso regolare di leptina che riequilibrerà tutti gli assi metabolici, prevenendo patologie metaboliche ed ormonali. Cosa aspettate a dimagrire mangiando?

Riferimenti bibliografici:

  • Giugliano D et al. More sugar? No, thank you! The elusive nature of low carbohydrate diets. Endocrine. 2018 Mar 19.

 

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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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