Impedenziometria: conosciamo meglio la nostra composizione corporea

Spesso alla parola “nutrizionista” ci si associa immediatamente il termine “dieta”, senza però sapere che queste 5 lettere hanno dietro di essi un lungo e accortissimo lavoro. Infatti, nel mio studio nutrizionale, prima di impostare una dieta ai miei pazienti, sfrutto ore ed ore di visita per capire e scrutare a fondo le loro problematiche; e sottolineo che tutto ciò è fondamentale ai fini miei professionali e ai traguardi dei miei pazienti.

Ecco perché spesso parlo o scrivo “contro le diete fai da se”, perché alla base del nostro corpo e del nostro benessere c’è la sana nutrizione e non bisogna mai sottovalutarla. Scrivo questo articolo, perché purtroppo ancora oggi molti miei colleghi utilizzano metodiche ormai a mio avviso “arcaiche”, pratiche e veloci per elaborare un piano alimentare personalizzato. Mi spiego meglio. Un tempo, la prima visita nutrizionale era sostenuta, oltre da una serie di domande utili per la conoscenza esterna del paziente, anche da un plicometro, un sistema di misurazione che, pinzando alcune pliche corporee con una specifica pinzetta, stimava il grasso corporeo.

Non lo misura quindi, ma lo stima, dividendo il corpo in soli due compartimenti: massa magra (FFM) e massa grassa (FM). E mediante il peso e l’altezza e una semplice formula matematica, il gioco era fatto: ovvero la dieta era pronta. Ma anche il campo della nutrizione, ha negli ultimi anni, fatto passi da gigante nelle sue metodiche e approcci da utilizzare. E la cosa più preoccupante è che tutt’oggi ancora molti nutrizionisti non mettono in atto queste nuove ed ottime metodiche. Forse nessuno di voi sa che con questi vecchi metodi, non si parlava di certo di tematiche importanti come il muscolo, o come l’acqua intracellulare o l’acqua di ritenzione, e che proprio grazie a queste misurazioni si elabora una dieta vera e personalizzata.

Sicuramente non tutti sanno che il nostro corpo è formato dal 70% di acqua e che l’acqua esogena (introdotta con l’alimentazione) è ancora più importante dell’acqua endogena (presente naturalmente nel nostro corpo). Alla luce di queste considerazioni, tengo a scrivere che esiste uno strumento, da me utilizzato, utilissimo e fondamentale per valutare la composizione corporea, in toto: il cosiddetto esame impedenziometrico (BIA). La stesura di un piano alimentare non è certamente cosa facile se si pensa al fatto che ogni persona è unica nel suo genere e diversa dalle altre.

Ognuno, infatti, risponde in maniera differente nei confronti di una dieta poiché sono molti i fattori che possono influenzare il tutto, dallo stile di vita, alla genetica fino alla “psicologia” della persona. Ecco perchè ogni piano alimentare dovrebbe essere preceduto da una valutazione iniziale della composizione corporea, tale da fornire informazioni dettagliate sul livello di forma fisica e sullo stato nutrizionale della persona. La bioimpedenziometria è un sistema indolore di valutazione che può essere qualitativo o quantitativo della massa corporea conduttiva.

La tecnica utilizzata da questo strumento per questa misurazione, venne inventato negli anni 60 da Thommasset e applicata negli anni 70 per studiare gli effetti delle variazioni di idratazione durante i voli militari in alta quota, per poi estendersi su tutto il piano sanitario. La bioimpedenziometria permette di valutare la quantità dei diversi tessuti e soprattutto permette di calcolare la massa magra del nostro organismo. Praticamente vengono applicati degli elettrodi sulle mani e sui piedi dell’individuo sdraiato a supino su un lettino, privo di accessori metallici, e lo strumento induce un passaggio di una lieve corrente elettrica attraverso tutto il corpo.

In teoria, si dice che lo strumento misura la resistenza e la reattanza, due vettori fisici questi, che evidenziano la differente risposta delle strutture biologiche. I fluidi intra- ed extracellulari, infatti si comportano come conduttori resistivi (R); mentre le membrane cellulari, come conduttori reattivi (Xc). Con questa informazione si può stimare il consumo di calorie, o di energia, del nostro corpo in condizioni di riposo. A questo dato bisogna aggiungere il consumo indotto da qualunque attività fisica che facciamo.

Quindi la bioimpedenziometria ha una vasta applicazione nella medicina, perché consente di valutare la gravità di alcune situazioni come la disidratazione (mancanza di liquidi) o gli edemi(eccesso di liquidi), il grado di deperimento organico da malattie croniche, la prognosi di malattie acute, gli effetti di alcuni farmaci ecc... . Per quanto concerne l’obesità o il sovrappeso (problema assai diffuso nel nostro Paese) la valutazione della bioimpedenziometria è un dato fondamentale per indirizzare la terapia in quanto:

• Permette di valutare quanto grasso c’è nel corpo prima di iniziare la terapia

• Permette di valutare quanto muscolo abbiamo in corpo

• Permette di verificare lo stato idrico del nostro organismo.

Per tutte queste ragioni, io non ho esitato ad acquistare questo strumento, che sebbene costoso, riesce in ogni situazione a estrapolare la verità, che sia essa negativa o positiva. Infatti, solitamente io sottopongo i miei pazienti a tale esame, oltre che alla prima visita, anche ad ogni controllo mensile, il che diventa importantissimo il risultato, in quanto mi indica la quantità di grasso, di muscolo e di acqua (intra ed extracellulare); solo così, io ho un quadro completo sul corpo del mio paziente, e solo se dall’esame risulta una diminuzione del grasso, dell’acqua extracellulare e un aumento della massa muscolare, posso ritenermi soddisfatto del mio lavoro.

C’è ovviamente da dire, che forse i miei colleghi, non utilizzano tale metodo per la “paura” della risposta ai vari controlli, ma a me sinceramente tutto ciò non può che essere di stimolo ad incrementare l’aiuto volto al mio paziente. Ormai è da anni che utilizzo l’impedenziometro Aken ed è infatti da anni che ottengo ottimi risultati. Ecco perché, miei cari lettori, dovete diffidare dalle semplici visite nutrizionali in cui il tutto viene basato sul peso, ormai sono passati i tempi in cui si dava attendibilità alla bilancia, uno strumento che si basa sulla misurazione del peso globale di qualunque cosa ci si appoggi sopra, non tenendo conti di diversi aspetti del corpo umano come appunto la sua composizione a 360 gradi.

E’ nostro dovere informare che ormai la bilancia da noi tanto “temuta” non è attendibile, considerando che l’altezza durante il giorno varia ben tre volte, figuriamoci il peso! E soprattutto teniamo presente che metodi come la plicometria risultano essere una tecnica molto soggettiva, poiché anche posizionando le due pinze di 1 millimetro più su o più giù, tutto il nostro “grasso” può variare. Se davvero volete intraprendere un percorso nutrizionale vero e soprattutto sicuro, affidatevi a questo strumento, e solo così non rischierete di “perdere” inutilmente e soprattutto perdere male.

Biologo Nutrizionista Francesco Garritano - Per info telefonare al 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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