Calcoli renali

Calcoli renali

Calcoli renali

I calcoli renali sono uno dei disturbi urologici più fastidiosi, i quali affliggono da anni la specie umana. Il calcolo è una massa solida formata dalla aggregazione di cristalli che possono essere presenti nelle urine. I cristalli, aggregandosi, crescono di dimensioni formando i calcoli che possono essere di grandezza molto variabile, da un granello di sabbia ad una pallina da golf.

I calcoli si formano nei reni ma si possono riscontrare anche negli ureteri ed in vescica. Nel 70-80% dei casi i calcoli sono costituiti dal solo calcio ossalato o da calcio ossalato insieme al calcio fosfato. Nel 10-15% dei casi i calcoli sono costituiti da fosfato di ammonio, di magnesio, di acido urico o di struvite e nel 5% dei casi, possiamo avere i calcoli da cisteina.

Si stima che circa il 10% della popolazione abbia avuto nel corso della propria vita un episodio di calcolosi renale. Gli uomini sono colpiti più frequentemente rispetto alle donne. La prevalenza di calcoli aumenta notevolmente dopo i 40 anni e continua ad aumentare fino ai 70 anni. Le cause dei calcoli sembrano essere molteplici, ma spesso i medici non sanno con esattezza che cosa provochi la formazione del calcolo.

Si pensa, a seguito di numerosi studi, che le principali cause possano essere determinati alimenti, oppure se ci sono precedenti familiari di calcoli renali, il paziente avrà maggiori probabilità di soffrirne. In più, la genesi dei calcoli possono essere anche le infezioni urinarie, oppure alterazioni endocrine come l’iperparatiroidismo. Altre cause della formazione di calcoli possono essere un'assunzione eccessiva di vitamina D, la gotta, ma anche alcuni diuretici e antiacidi a base di calcio possono far aumentare il rischio di formazione di calcoli renali perché accrescono la quantità di calcio presente nell’urina.

Come scritto precedentemente, i calcoli più sentiti sono formati da ossalato di calcio e soprattutto questi tipi possono comparire anche nelle persone affette da infiammazioni croniche dell’intestino o che si sono sottoposte a un’operazione di bypass intestinale. L’aspetto particolare per chi soffre di calcoli è la soglia o meglio ancora un eccessivo dolore consequenziale. Mi spiego meglio.

Diversi studi hanno potuto verificare come il dolore può comparire in differenti modi: talune persone possono avere i calcoli senza sentire per anni il dolore, e molte altre persone hanno dolore con sensazione di peso nella regione lombare che si può irradiare verso l’inguine e in questo caso il calcolo, danneggiando la mucosa urinaria può determinare microematuria. Talvolta invece il dolore è particolarmente intenso che si manifesta la classica “colica renale”.

Quest’ultima è causata dal passaggio del calcolo dal rene all’uretere. Il dolore, spesso violentissimo può essere accompagnato da nausea e vomito. Può durare poche ore o può ripetersi anche per molti giorni se il calcolo continua a muoversi. Purtroppo, una volta diagnosticato, solo alcuni urologici consigliano immediatamente una visita nutrizionale, per intraprendere un percorso alimentare atto alla gestione ed eliminazione dei calcoli. Meno del 10% delle persone che hanno sofferto di calcoli, avranno recidive, se seguiranno una terapia adeguata.

Per fortuna, solitamente non è necessario ricorrere all’operazione chirurgica, ma sarà solo sufficiente farsi seguire da un esperto della nutrizione. Nel mio studio, ho spesso dovuto riscontrarmi in pazienti con tale diagnosi, e nel 99% dei casi, il dolore e di conseguenza anche il calcolo è stato eliminato, senza alcun rischio di recidive. La strada migliore ed un consiglio immediato che solitamente offro ai miei pazienti, è il bere molta acqua, i calcoli si formano molto più difficilmente in urine diluite.

Spesso, in presenza di calcoli renali si consiglia di preferire acque oligominerali o minimamente mineralizzate, in modo da contenere l’esatto apporto di sodio e calcio, il cui aumento nelle urine può favorire la formazione di calcoli. Altro importante consiglio sarà sicuramente quel che riguarda le possibili modifiche dietetiche in base al tipo di causa di calcoli, dal momento che le misure dietetiche utili a prevenire certi tipi di calcoli possono risultare controindicate dinanzi a calcolosi di origine diversa.

Altre volte, come in presenza di calcoli di struvite che complicano le infezioni urinarie ricorrenti, la dieta ha scarso effetto preventivo; in questo caso, ad esempio, diviene indispensabile un trattamento antibiotico. Il principale obiettivo della dieta “dei calcoli” sarà perciò: aumentare l'apporto di sostanze, come ad esempio l'acido citrico, che possono inibire la formazione di determinati calcoli; e ridurre i fattori che predispongono la precipitazione dei sali responsabili della formazione del calcolo.

Quindi, oltre ad aumentare l’apporto idrico, sarà fondamentale ridurre drasticamente l'apporto di sale poiché predispone alla formazione di calcoli. Usarne poco in cottura (meglio quello marino integrale) e sostituirlo con limone e aceto, sarà la scelta migliore. Per i calcoli di calcio, sono consigliati i cibi ricchi in acido fitico (cereali integrali) che lega in calcio e ne modula l'assorbimento intestinale.

Il ruolo del calcio nella formazione di tali calcoli è stato da sempre oggetto di numerosi studi e ricerche. Oggi si è giunti alla conclusione che nella popolazione sana, una dieta ricca di calcio non solo non predispone alla calcolosi delle vie urinarie, ma può addirittura prevenirla riducendo l'assorbimento di acido ossalico; quindi differente dall’idea passata in cui molti medici facevano subito eliminare tutti i tipi di latticini, invece è buona idea il solo ridurre la loro assunzione.

Seppur presenti in misura minore, per i calcoli di ossalato è consigliato diminuire proprio l'introduzione alimentare dello stesso ossalato, abbondante in: frutta, come uva, fichi, ribes, prugne, lamponi; in verdura, come barbabietole, biete, indivia, spinaci, pomodori; in bevande, come cioccolata, caffè e tè. Mentre, per i calcoli di acido urico, io sconsiglio i cibi ad alto contenuto di purine, il cui metabolismo determina la formazione di acido urico.

I più ricchi cibi sono le frattaglie, la carne rossa e pesce grassi; sono da limitare anche il lievito di birra, funghi secchi e semi di girasole. Anche se presenti solo al 5%, la dieta per i calcoli da cisteina, prevede molta particolare attenzione; limitando soprattutto i cibi ricchi in metionina (precursore della cistina): per i vegetariani attenzione a uova, latte e frutta secca, per i vegani ridurre solo il consumo di frutta secca.

Importante è aumentare l'apporto di magnesio (incrementa la solubilità urinaria dei sali e ne inibisce la precipitazione) e di vitamina B6, entrambi presenti in cereali, legumi e frutta. Utilizzare regolarmente mirtilli ed agrumi, in quanto i mirtilli riducono il calcio in forma ionica e gli agrumi apportano acido citrico che diminuisce la saturazione urinaria dei soluti.

Biologo Nutrizionista Francesco Garritano - Per info telefonare al 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

il Nutrizionista risponde

 


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