Bio-Impedenziometria

Bio-Impedenziometria

Bio-Impedenziometria Sono passati i tempi in cui si dava attendibilità alla bilancia di casa, uno strumento che si basa sulla misurazione del peso globale di qualunque cosa ci si appoggi sopra, non tenendo conti di diversi aspetti del corpo umano come la sua composizione "fattore fondamentale per una valutazione di uno stato fisico".

Ad oggi, tutti i metodi per la determinazione della composizione corporea effettuabili in vivo, sono indiretti. Ciò significa che tutti questi metodi forniscono stime, per quanto accurate, non misure dirette.

La BIA (Bioimpedenziometria) è un esame di tipo bioelettrico per l'analisi quantitativa e qualitativa della composizione corporea, risulta essere una delle tecniche attualmente più usate ed affidabili per la determinazione della composizione corporea. Viene utilizzato un apparecchio chiamato Impedenziometro, che, collegato tramite elettrodi al paziente, misura la resistenza che il corpo oppone al passaggio di una corrente debolissima e ad altissima frequenza (50.000 Hz). Si basa sul dato fisico che l'acqua è un buon conduttore di corrente elettrica, mentre il grasso è un isolante quasi perfetto.

Poichè la Massa Magra Corporea (Fat Free Mass - FFM) è costituita prevalentemente da acqua, determinando il contenuto di acqua dell'organismo, è possibile risalire facilmente al contenuto in FFM, e quindi al contenuto di Massa Grassa (FAT). La misurazione che mi dà lo strumento sono 2 vettori ovvero la Resistenza e la Reattanza e dal valore della impedenza corporea, tramite alcuni algoritmi e con l'ausilio di un computer, si risale al contenuto di acqua corporea, di massa magra, di massa grassa, ed al metabolismo basale del paziente.

In assenza di alterazioni idro-elettriche, le correlazioni tra i vari compartimenti corporei sono costanti ed interdipendenti, tanto da permettere la valutazione quantitativa con elevata precisione. Non tutti sanno che una delle prime applicazioni dell'analisi di impedenza bioelettrica è stata a fini militari: nella seconda metà degli anni '70, il Prof. Jan Nyboer assieme a due allievi di allora, Rudy J. Lietdke e Tony Talluri, analizzarono le variazioni di idratazione a carico dei piloti ad alta quota. A seguito delle esperienze conseguite, fu prodotto il primo analizzatore di impedenza a scopo commerciale: il sensore BIA 101 Akern RJL System

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