Sono arrivate le feste: come comportarci a tavola?

Sono arrivate le feste: come comportarci a tavola?

Sono arrivate le feste: come comportarci a tavola?

Natale, il periodo più dolce dell’anno. “Dolce” penso sia il termine più adatto in tutti i sensi: per l’atmosfera, per il clima e soprattutto per tutto quello che si mangia in questo periodo. Infatti la tradizione natalizia italiana, dal Nord al Sud passando dal Centro e poi alle Isole, si sbizzarrisce in tema di dolci.

 

Il nostro bel Paese è rinomato per la sua fantasia culinaria e i dolci in questo periodo diventano il suo punto forte. Si parte generalmente coi preparativi dalla festa dell’Immacolata nei primi di dicembre, per arrivare all’Epifania nell’anno nuovo, dove non ci si riconosce più fisicamente e tutta l’allegria per il mese festivo che arrivava, si trasforma nei rimpianti dei mesi successivi.

I vestiti sembrano, anche se in realtà lo sono, più stretti. Inizia la negazione, anche con se stessi e, purtroppo a volte, non si vuole ammettere di aver esagerato. Si finisce con il portare avanti dei chili accumulati, che si presenteranno in tutto il loro aspetto alla "prova costume", quando poi è tardi per fare qualcosa nell’immediato e si finisce con il fare affidamento a delle diete fai da te, che peggiorano la situazione, creando frustrazione, scoraggiamento e in molti casi il risultato è di nuove abbuffate isteriche che ci fanno entrare in un circolo vizioso che ricomincerà puntualmente con il nuovo Natale.

Ricapitolando fin da subito, come detto è Natale, come proibire che l’atmosfera e i suoi profumi ci rimangano indifferenti? Con ciò significa anche che, nessun nutrizionista dirà, ed io prima di altri, che bisogna fare delle rinunce impossibili. Il periodo è appunto dolce, perché in ogni casa si respirano i piatti tradizionali, che poi verranno consumati in bellissime tavolate, addobbate per le splendide occasioni che queste feste rappresentano. A volte il camino acceso e degli ottimi conviviali possono giustificare una presenza un po' più prolungata al tavolo delle prelibatezze, ma …. ecco sopraggiungere il ma, bisogna assolutamente trovare il giusto bilanciamento tra quello che è l’aspetto delizioso delle feste e quelle che saranno i risultati fisici che ne verranno dopo tale periodo.

Un’altra cosa che ho la necessità di aggiungere, è che scrivo quest’articolo non per far vivere questo splendido periodo con preoccupazione e ansia ogni volta che decidiamo di mettere in bocca qualcosa. Dalla mia esperienza i sensi di colpa, la frustrazione e la paura di pentirsi di aver assaggiato e poi divorato quello che è poco salutare, ma non quello che si voleva, può essere allo stesso modo pericoloso e controproducente come aver mangiato il tanto negato preparativo. Non mi stancherò mai di dire che il nutrizionista non è l’inquisitore che si mette a centellinare il grammo di quello che si deve o non deve mangiare.

Il nutrizionista è un educatore alimentare, il suo compito è far apprezzare tutti gli alimenti, trovare il lato positivo per il nostro organismo e insegnare gli accoppiamenti più adeguati per bilanciare il nostro piatto senza farci vivere con tristezza il momento del banchetto. Primo consiglio, è di vivere le sole giornate di festa che si passeranno in compagnie e non tutti gli altri giorni da contorno ad un mese natalizio con già tanti giorni in rosso. Infatti, il problema di molti, sono i dopo festa, gli happy hour, gli assaggini dei dolcetti tradizionali che si preparano in eccesso per l’occasione, e soprattutto gli avanzi che proseguono nei giorni dopo.

In realtà se si coniugano le feste con il periodo di crisi economica che c’è in questo momento storico nel mondo, si può tranquillamente pensare di non dover cucinare così tanto da dover giustificare degli avanzi, e inoltre stare insieme con gli amici, che partecipano alla nostra festa o noi alla loro, non deve essere una comparsata, perché troppo occupati in cucina da non poter stare seduti insieme anche lontani dal tavolo imbandito. A volte ci si dimentica che Natale arriva una volta all’anno, che questa è la festa della chiacchiera in compagnia e della rinuncia alla fretta e non delle lacrime post cenone, perché i rotoli si sono depositati sui nostri fianchi e che i troppi panettoni ci faranno ricordare il Natale anche a ferragosto, con la prospettiva peggiore che non se ne andranno più se non con vere rinunce.

Entrando nello specifico di quanto detto prima, non è necessario cucinare tanto, sobbarcarsi ore e ore davanti ai fornelli, tra assaggi e assaggini, pensando che cosi ci si potrà prendere le ” ferie” dopo. Gli avanzi sono un dramma per la linea, generalmente i giorni dopo l’abbuffata che invece necessitano di disintossicazione. Certo non bisognerebbe comunque abbuffarsi prima e un po' di regime disintossicante per più tempo può essere una tecnica da adottare. Generalmente quello che consiglio ai miei pazienti è cominciare la giornata con una colazione saziante a base di abbondante frutta, the verde senza zucchero o con un po’ di miele, dei biscotti preparati in queste feste rigorosamente integrali e senza zuccheri raffinati, e una fonte proteica come qualche gheriglio di noci o mandorle o per chi apprezza il salato può optare per dell'affettato come il prosciutto cotto o crudo o la bresaola.

Passare ad un piatto unico del pranzo, ad esempio, dove si cercherà di inserire tutti i nutrienti indispensabili: un bel minestrone caldo con verdure di stagione e legumi senza la pasta accompagnato da una buona porzione di pesce e da un contorno di verdura. Mangiamo nella giornata della frutta fresca, i mandarini o i cachi, che si trovano ora, sono veloci, dolci e ideali, ricordandoci che la frutta non deve essere mai essere mangiata come spezza fame ma deve essere mangiata per il gusto di mangiarla e per i tanti fotocomposti che essa contiene che ci proteggono da diverse patologie. Concludere in serata con una pietanza leggera come può essere un’insalatona arricchita dal parmigiano, dalla mozzarella o da tonno al naturale.

Consiglio prima di andare a dormire solitamente anche una buona tisana alle erbe. E’riservarsi il piatto prelibato al solo giorno di festa e solo a quello. Coniugando la sua preparazione con l’utilizzo degli alimenti più giusti. Per l’appunto , il mio secondo consiglio è la qualità dei cibi, scegliere quelli stagionali e freschi, limitare le pietanze troppe elaborate o con troppe creme e cremine. No alle fritture ma preferire cotture semplici, si ai cibi cotti al cartoccio, al forno o alla griglia senza arrivare alla bruciatura dell’alimento. Preferire le varianti integrali, limitare olio e sale, niente zuccheri o dolcificanti,si al pesce fresco e alle carni bianche, soprattutto no agli alcolici cosiddetti "digestivi" con il classico contorno di caffè affogato nello zucchero.

Si ad un classico bicchiere di vino e solo se è un momento particolare. Per i dolci limitarli il più possibili, riservarli a colazione e prediligere per esempio il cioccolato fondente, macedonie senza zucchero, o panettone anziché pandoro, no a creme, dolci al burro o mascarponi, zuccheri e farine raffinate. Naturalmente il dopo cenone, ma anche il prima e il durante, deve essere accompagnato dall’attività fisica che non può e non deve essere dimenticata. Anche se sembra un’idea improponibile, ritagliarsi un momento in palestra, può non essere un dramma se la si vive come un luogo caldo, dove poter scaricare la tensione lavorativa e ritrovare la serenità per stare in compagnie degli ospiti che ci aspettano a casa. Ideale potrebbe essere una nuotata in piscina o una corsa in bicicletta.

In alternativa si possono coinvolgere gli amici in dolci camminate sotto le luci scintillanti degli addobbi natalizi che risaltano dalle vetrine o nei viottoli di campagna, assaporando i profumi della natura, anche se è inverno e fa freddo può essere ideale per fare una passeggiata a passo veloce per scaldarsi, e tra un discorso e l’altro si può concludere l’uscita con un bagno rilassante e una tazza di the fumante che ritempra e riequilibra il fisico. Certo è, che il consiglio più giusto che posso dare, è quello di non sedersi a tavola con la convinzione che tutto quello che è presente sulla tavola deve finire tutto necessariamente nel nostro stomaco.

Il segreto è comunque limitarsi, selezionare il cibo meno calorico, evitare o quanto meno assaggiare modestamente quello più calorico e poi via abbondare con la verdura, limitando magari i nostri amati carboidrati. Detto questo, posso solo aggiungere che quando si pensa al Natale e si vede sventolare dappertutto l’immagine pingue e rosea di Babbo Natale non è facile immaginare un destino diverso per il nostro fisico, ma noi conosciamo e vediamo il caro vecchietto solo a dicembre, non sappiamo se anche lui è disperato durante l’anno al Polo Nord per i troppi biscotti mangiati la notte che consegna i regali, forse anche lui sogna le spiagge e il mare e non solo la neve, forse ai nostri bimbi si potrebbe insegnare che se si vuole bene al buffo uomo che scende dal nostro camino, che anno dopo anno potrebbe non farcela più per il troppo peso e che non necessariamente lo si deve ringraziare con dei dolci, ma anche la frutta potrebbe renderlo felice, e se poi la mangeranno al suo posto faranno ancora meglio, cosi lui non perde tempo a mangiare e più bimbi possono essere raggiunti dalla sua slitta carica di doni. Infondo il Natale è essere più buoni e generosi con gli altri. Buone feste.

Biologo Nutrizionista Francesco Garritano - Per info telefonare al 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

il Nutrizionista risponde

 


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