Rimuovere l'intolleranza alimentare nei pazienti affetti da sclerosi multipla

Rimuovere l'intolleranza alimentare nei pz affetti da sclerosi multiplaIl concetto di intolleranze alimentari ha subito un'importante evoluzione, infatti siamo passati dalla ricerca dei singoli alimenti considerati dannosi a una visione più ampia di reazione infiammatoria generata da uno stimolo ripetuto e prolungato di antigeni simili tra loro.

L'approccio moderno dei test per individuare quella che ormai è definita infiammazione da cibo identifica delle categorie di alimenti e sostanze alimentari che vengono raggruppate sulla base della loro somiglianza immunologica. Parliamo di gruppi alimentari quali il frumento, i latticini, i lievitati e fermentati, il nichel, il sale ed i salicilati Una volta individuate alcune delle cause di reattività si inizia un percorso terapeutico che porta alla riduzione dell'infiammazione e al recupero della tolleranza immunologica.

Il sistema migliore e più collaudato per fare ciò, non è l'eliminazione bensì la rotazione dei cibi appartenenti ai gruppi alimentari identificati. Lo schema utilizzato ricorda lo svezzamento dei bambini. Ogni 3 giorni di astensione, nei quali vengono usati cibi "alternativi", si effettua un reinserimento, anche piccolo, di alcuni alimenti appartenenti ai gruppi a cui si è risultati più sensibili. I cibi definiti alternativi hanno naturalmente caratteristiche immunologiche differenti da quelli del gruppo alimentare in questione e permettono all'organismo una pausa dagli allergeni a cui si è sensibilizzato.

Le reintroduzioni hanno invece la funzione di ristabilire la tolleranza, proprio come avviene con lo svezzamento Se si è intolleranti verso un cibo, ogni volta che quel cibo entra in bocca ed attraversa l'intestino sollecita macrofagi e cellule dentritiche sensibilizzati a quell’ allergene, attivandosi e producendo citochine pro-infiammatorie come il BAFF ed il PAF. Il BAFF entrando nel torrente sanguigno raggiunge tutti i tessuti dell'organismo attivando i macrofagi e i linfociti sparsi nel corpo;

Questi ultimi a loro volta infiammano i vari distretti senza causare danni e dolori, ma se vi è un organo o tessuto un po' sensibile (più degli altri) che in questo caso nel malato di sclerosi multipla “la guaina mielinica”, allora l'infiammazione da silente diventa dolente a carico dei nervi causando danni.

Biologo Nutrizionista Francesco Garritano - Per info telefonare al 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

il Nutrizionista risponde

 


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