Giustizia ingiusta per un poliziotto, il sindacato di Polizia si appella al Ministro Salvini
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
21
Mer, Ott
Visita il sito "il Centro Tirreno.com"
News - Arte e Cultura Eventi
Visita il sito "Nutrizione"
Nutrizione - Salute & Benessere
Visita il sito "La finestra sullo Spirito"
Approfondimenti di Cultura
Visita il sito "Partner"
Partner - il Centro Tirreno

Giustizia ingiusta per un poliziotto, il sindacato di Polizia si appella al Ministro Salvini

Giustizia ingiusta per un poliziotto, il sindacato di Polizia si appella al Ministro Salvini

Italia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

“Signor Ministro è giunta l’ora, dopo l’encomiabile lavoro da lei fatto sulle pensioni con la cd. quota 100, di cominciare a mettere mani anche sulle “tutele giudiziarie, civili e penali” degli operatori delle forze dell’ordine

Giovanni Iacoi Luca Andrieri Armando Riccardo
Giovanni Iacoi Luca Andrieri Armando Riccardo

 

Mai più un caso come quello di Armando Riccardo in Polizia”. Così ha esordito Giovanni Iacoi, Segretario Generale del sindacato Libertà e Sicurezza Polizia di Stato (LES), accogliendo la notizia dell’assoluzione del poliziotto Armando Riccardo, che ha poi proseguito: “Poliziotto modello che è stato costretto a difendersi dagli attacchi dei criminali per ben 18 anni dalle dichiarazioni farlocche di alcuni pentiti. Arresto (poi liberazione dal Tribunale del Riesame) ed una vita familiare e lavorativa distrutta. Tensioni continue, cambio di città, viaggi continui lontano dai propri affetti, divorzio e litigi che questo comporta. Problemi economici, carriera bloccata e ferma per anni ed anni. Un calvario che è durato 18 anni, proprio su colui il quale ha contribuito a colpire e sconfiggere il Clan dei Di Biase a Napoli; arrestare 99 persone a Secondigliano; individuare in Rosario Privato uno degli assassini di Silvia Ruotolo e poi tante altre operazioni per droga e reati in genere: tutto ciò è dimostrato ampiamente dai trentadue tra encomi e lodi a lui attribuiti. Insomma, uno dei migliori Poliziotti, lasciato solo a difendersi dalle ritorsioni di criminali che addirittura arrivarono ad accusarlo di corruzione per aver preso soldi quando lui era minorenne e non ancora in Polizia. Non è accettabile che criminali, quali sono e rimangono i pentiti, possano rovinare la vita ad un onesto poliziotto con l’assenso tacito dei vertici della Polizia. Dare valore alle parole dei pentiti senza afferrare il fine di queste dichiarazioni, ha permesso loro, nei fatti, di mettere fuori gioco un poliziotto scomodo”. Conclude Iacoi: “Per questo diciamo: mai più un caso Armando Riccardo in Polizia! È giunto il momento di una radicale Riforma della giustizia e soprattutto di una vera e propria tutela dei poliziotti che oggi è praticamente inesistente”.

Red
Author: RedWebsite: https://ilcentrotirreno.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
News: Italia, Estero, Politica, Arte e Cultura, Eventi, Sport, Salute, Tecnologia, Amici Estero

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002
il Cntro Tirreno.it - Salute & Benessere

Seguici anche su Facebook