Congo, attacco all'ambasciatore: la ricostruzione dell'intelligence
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Congo, attacco all'ambasciatore: la ricostruzione dell'intelligence

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I sei componenti del commando che ha attaccato il convoglio del quale faceva parte l'ambasciatore italiano, Luca Attanasio, nella Repubblica democratica del Congo, hanno prima ucciso l'autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell'agguato.

E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti di intelligence, secondo cui a poche centinaia di metri si trovava una pattuglia dell'Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un’unità dell'esercito congolese, giunti in soccorso dei rapiti. Ma quando sono intervenuti i rangers, gli aggressori hanno sparato al carabiniere di scorta all'ambasciatore, Vittorio Iacovacci, e al diplomatico. Il governo locale aveva autorizzato il movimento senza scorta del convoglio del World Food Programme (WFp), di cui faceva parte l'ambasciatore italiano a Kinshasa, dicono ancora all'Adnkronos fonti di intelligence. 

Dietro l'attacco, ci sarebbero le Forze democratiche ruandesi. Le fonti di intelligence confermano all'Adnkronos che le autorità locali, per quanto l’identità degli assalitori non sia ancora conosciuta, sembrerebbero per il momento privilegiare la pista del Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr-Foca), principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. E il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, ha riferito che le indagini sono in corso, è stato interrogato uno dei sopravvissuti, il quale conferma che gli aggressori si sono parlati in kinyarwanda e hanno parlato con gli ostaggi in swahili.  

Secondo lo Us Counter Terrorism Center, le Fdlr sono il probabile responsabile di circa una dozzina di attentati terroristici commessi nel 2009, che hanno ucciso centinaia di persone nel Congo orientale 

Dopo il 2010, come conseguenza dell’azione dell’esercito congolese e dei ranger dell’Iccn, il gruppo ha rimodulato la sua strategia preferendo azioni a bassa intensità ma con profitti maggiori, soprattutto finanziari. Sono loro che nel 2018 rapirono due turisti inglesi nel parco nazionale di Virunga, rilasciandoli dopo due giorni.  

Nell’aprile del 2020 circa 60 membri del gruppo attaccarono una pattuglia dell’Istituto congolese per la conservazione della natura provocando 17 morti, di cui 12 ranger. 

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