"Ambasciatore e carabiniere uccisi dai rapitori"
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"Ambasciatore e carabiniere uccisi dai rapitori"

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Sono stati i rapitori ad uccidere l'ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci. Questa la prima ricostruzione dei fatti da parte delle autorità della Repubblica democratica del Congo.

Secondo quanto reso noto - riporta il sito Cas-Info - gli assalitori hanno fermato il convoglio, ucciso l'autista e costretto gli altri occupanti del veicolo a seguirli nel parco. Allertati, le Ecoguardie e gli uomini delle Fardc presenti in zona si sono messi al loro inseguimento. A 500 metri, "i rapitori hanno sparato a bruciapelo contro la guardia del corpo, deceduto sul posto, e contro l'ambasciatore, ferito all'addome. Quest'ultimo è morto per le conseguenze delle sue ferite, un'ora più tardi, all'ospedale della Monusco a Goma". 

Gli aggressori del convoglio su cui viaggiava il diplomatico italiano Luca Attanasio "erano 6 in possesso di cinque armi del tipo AK47 e di un machete".  

L'ambasciatore Luca Attanasio, rendono noto le autorità di Kinshasa, citando i risultati delle prime indagini, "era arrivato a Goma il venerdì 19 febbraio alle 10.30 a bordo del jet della Monusco immatricolato 5Y/SIM". "Alle 9.27 di lunedì 22 febbraio un convoglio di due veicoli del Pam è partito da Goma per il comune di Kiwanja, nel territorio di Rutshuru con a bordo la guardia del corpo dell'ambasciatore e gli autisti oltre ad agenti del Pam e allo stesso ambasciatore".  

Un team della presidenza della Repubblica democratica del Congo partirà oggi per Goma per seguire l'inchiesta sull'agguatoha reso noto il sito Cas-Info. I servizi competenti, si legge, sono stati istruiti a fare in modo "che sia fatta luce su questo crimine odioso nei migliori tempi possibili" e i responsabili siano "identificati e portati davanti alla giustizia".  

Un comitato di crisi, presieduto dal comandante supremo delle Forze, si è riunito ieri e ha esaminato il rapporto del governatore del Nord Kivu Carly Nzanzu Kasivita. Due decisioni importanti sono state prese, oltre alla partenza di un inviato della presidenza per Roma, con una lettera per il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, "l'invio di un team della presidenza a Goma, oggi, per seguire l'inchiesta e riferire regolarmente al capo dello Stato". 

Le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (Fdlr) negano ogni responsabilità nell'attacco e chiedono alle autorità congolesi e alla Monusco, la missione Onu nel paese, "di fare piena luce sulle responsabilità di questo ignobile assassinio invece che ricorrere ad accuse affrettate". Le Fdlr affermano che i propri combattenti non sono implicati in alcun modo nell'attacco compiuto ieri nel Paese contro il convoglio a bordo del quale viaggiava l'ambasciatore italiano Luca Attanasio e puntano il dito contro i militari. 

Da "fonti concordanti", affermano, risulta che il convoglio sia stato attaccato in una zona detta delle "tre antenne" vicino Goma, sulla frontiera con il Ruanda, "non lontano da una postazione delle Forze armate della Repubblica democratica del Congo (Fardc) e dei militari ruandesi delle Forze di Difesa ruandesi".  

"Le responsabilità di questo ignobile assassinio è da ricercare nei ranghi di questi due eserciti e i loro sponsor che hanno stretto un'alleanza contro natura per prolungare all'infinito il saccheggio dell'est della Repubblica democratica del Congo", denunciano. 

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