FOGGIA, Portano cibo a clochard in stazione, volontari multati perche' senza biglietto
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FOGGIA, Portano cibo a clochard in stazione, volontari multati perche' senza biglietto

FOGGIA, Portano cibo a clochard in stazione, volontari multati perche' senza biglietto

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La sanzione della Polizia Ferroviaria a Foggia. Valentina, dei Fratelli della Stazione: «Abbiamo provato a spiegare chi siamo e cosa facciamo lì da più di 20 anni, ma niente da fare». La Polfer: non si esclude che le sanzioni possano essere annullate

FOGGIA, Portano cibo a clochard in stazione, volontari multati perche' senza biglietto
FOGGIA, Portano cibo a clochard in stazione, volontari multati perche' senza biglietto

 

«Doveva essere una normale serata di servizio in stazione». Inizia così lo sfogo su Facebook di Valentina, volontaria dei Fratelli della Stazione, associazione di volontariato che a Foggia si occupa dei senzatetto che la notte trovano riparo, appunto, all’interno della stazione ferroviaria. Quella di ieri, invece, è stata una serata diversa, una prima volta in più di venti anni di pasti caldi e coperte distribuiti a chi non se li può permettere (l’associazione opera come gruppo informale dal 1998 ed è costituita come Onlus dal 2005). Perché mai era successo che i volontari venissero multati «per essersi introdotti arbitrariamente in ambito ferroviario», così come recita il verbale (postato su Facebook) della Polizia Ferroviaria: ognuno dei 7 volontari ha ricevuto una sanzione di 16,67 euro, formalmente perché privo di titolo di viaggio, ma per l’associazione «per aver visto quelli che per molti sono invisibili».

«Oggi c’erano tanti volontari - scrive Valentina - ci si rivedeva dopo tanto tempo e pochi senza dimora. Siamo entrati in stazione come ogni sera, il solito giro per incontrare chi ci aspetta, siamo entrati come ogni sera per chiacchierare con chi, senza dimora, si ferma in stazione. Per portare le coperte, visto che adesso la sera è più fresco e qualcuno ce le ha già chieste. E siamo stati multati per essere in stazione senza titolo di viaggio. Abbiamo provato a spiegare chi siamo e cosa facciamo lì da più di 20 anni, siamo stati multati perché per portare latte caldo e coperte a chi vive in stazione non abbiamo fatto il biglietto...ci siamo chiesti se quello che ci stava accadendo fosse reale, ci siamo guardati negli occhi, mi sembrava di essere all’improvviso in un documentario su Rai 3, non ero preoccupata tanto per me, ma per il mio amico che ho “convinto” io a venire in stazione, lui neanche ci voleva venire a far servizio, gli ho detto “salutiamo gli altri, ti racconto le novità”. Ho fatto due chiamate, quelle importanti, di cui una all’amico avvocato...che cosa ci contestano? Che facciamo? Eravamo lì a far volontariato in stazione, sì senza biglietto, ma portavamo solo umanità ...la nostra, quella di chi ci ha raggiunti sul binario o per telefono. Eravamo lì a chiacchierare con chi vive in strada. Per voi sono invisibili, noi li vediamo...E niente mi sembra di essere stata in una fiction... E mi astengo dai commenti sui modi e le parole...ancora non riesco a dormire... Ma non finisce qui».

Altri dettagli sono forniti da Emiliano Moccia, della stessa associazione: «Al primo binario vive da tempo una donna e, mentre le consegnavamo latte e viveri, due agenti Polfer hanno chiesto i documenti a quattro nostri volontari: tre indiani e un ragazzo che in passato ha avuto qualche piccolo problema con la giustizia, ma che sta finendo di scontare nella comunità di Emmaus a Foggia» e ha un permesso per l’associazione Sco di volontariato internazionale. I volontari hanno tentato di spiegare cosa stessero facendo al primo binario, ma «siamo stati multati perché per portare latte caldo e coperte a chi vive in stazione non abbiamo fatto il

biglietto». Poi i volontari sono stati accompagnati nella sede della Polfer e li sono stati multati di 16,67 euro, prosegue Emiliano: «Hanno applicato quanto stabilito dal Dpr del 1980 (che vieta la sosta nelle vicinanze dei binari se non si è in possesso di un regolare biglietto del treno, ndr) in cui, tra l’altro, l’importo dell’ammenda è ancora espresso in lire. In questo periodo si parla tanto di chiusura dei porti, ma qui in realtà si stanno chiudendo anche gli spazi della solidarietà».

Il problema, quindi, sarebbe sorto per la non immediata riconoscibilità dei volontari. A sottolinearlo è anche una nota della Polfer di Puglia, Basilicata e Molise:, in cui si evidenzia che i controlli sono «scaturiti dalla presenza in stazione di persone non immediatamente identificabili». Quindi, il mezzo passo indietro: «Il dirigente del Compartimento di Bari incontrerà i responsabili dell’associazione “Fratelli della Stazione” di Foggia, dopo aver avuto contatti informali già questa mattina, per far sì che in futuro, grazie anche alla visibilità e riconoscibilità dei volontari, tutti possano operare al meglio nei differenti campi di queste attività tanto necessarie quanto lodevoli. Non si esclude che le sanzioni possano essere annullate all’esito degli accertamenti e a valle dell’incontro odierno».

Red
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