il costituzionalista Celotto: 'Consulta è motore riforme, un giudice al passo con i tempi' - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
06
Gio, Mag

il costituzionalista Celotto: 'Consulta è motore riforme, un giudice al passo con i tempi'

Italia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

"La Corte costituzionale sempre di più conferma il suo ruolo dichiarante dei diritti e di motore delle riforme. Negli ultimi 10 anni sul matrimonio omosessuale, sul suicidio assistito, sulle trasmissioni del cognome della madre; adesso sul riconoscimento della paternità da coppie dello stesso sesso".

A parlare è il costituzionalista Alfonso Celotto che, commentando all'Adnkronos le sentenze depositate dalla Consulta sul caso di due uomini che avevano avuto la paternità attraverso la surrogazione di maternità vietata in Italia e di due donne che avevano fatto ricorso alla fecondazione assistita, afferma: "La Corte mostra sempre come il suo ruolo non sia solo di garanzia dei valori della Costituzione ma anche di cerniera verso le nuove esigenze sociali".  

"La Corte costituzionale - prosegue Celotto - bilancia anche il proprio ruolo rispetto al Parlamento e con moniti rinforzati come quello di queste due sentenze; invita il Parlamento, che è depositario ultimo della sovranità popolare, a conformare, aggiornare la legislazione a nuove esigenze e fatti sociali; ma mostra anche piena consapevolezza che a fronte dell'inerzia parlamentare, come avvenuto nel caso Capato, la Corte non può non rendersi parte attiva per tutelare i diritti dei cittadini".  

"E' la Corte che matura con i tempi: nel 1961, in un contesto completamente differente - ricorda il Costituzionalista - la Corte ritenne ragionevole la differente punizione dell'adulterio dell'uomo e della donna. Perché come ricordiamo allora la donna era punita per semplice adulterio che era un reato; l'uomo invece solo per concubinato. In quel contesto, la Corte ritenne ragionevole la differente punizione, mentre 10 anni dopo la dichiarerà incostituzionale. In questo la Corte costituzionale conferma di essere un giudice al passo con i tempi".  

(di Roberta Lanzara) 

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002