Povertà. A Cosenza c’è la rete di contrasto ''Risposta''
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Povertà. A Cosenza c’è la rete di contrasto ''Risposta''

Povertà. A Cosenza c’è la rete di contrasto “Risposta”

Cosenza
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Dormivano a terra perché troppo poveri per permettersi un letto. A quattro bambini sono stati consegnati due lettini a castello dove poter riposare e sognare un domani migliore. È successo a Cosenza grazie al progetto “Risposta, rete integrata di contrasto alla povertà”.

Povertà. A Cosenza c’è la rete di contrasto ''Risposta''
Povertà. A Cosenza c’è la rete di contrasto ''Risposta''

 

Il progetto, promosso dall’associazione Sostegno Amico, è sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e vede la partecipazione di altre sette realtà sociali (ALT - Associazione Lotta Tumori, Arcifisa, Associazione Franco Loise, Associazione Rosanna Spina Vestire gli Ignudi, Auser Cosenza, Banco Alimentare Calabria, Cooperativa Don Bosco). L’obiettivo di Risposta è far uscire dall’emarginazione sociale le persone in condizione di povertà. Con il progetto si vogliono sostenere almeno 300 soggetti indigenti fornendo loro, innanzitutto, servizi di prima necessità (cibo, abbigliamento) e poi avviando percorsi di sostegno psicologico e professionale, con supporto ed orientamento al lavoro.

Al momento sono state prese in carico 158 persone. 17 le visite mediche e specialistiche effettuate (odontoiatriche, oculistiche, ortopediche) e 80 utenti orientati al lavoro. In vista della stagione autunnale sono in programma acquisti di kit per la scuola e di scarpe e giubbini per donne, bambini e ragazzi. “La normativa prevede oggi innumerevoli forme di sostegno per le famiglie bisognose – ha dichiarato Sergio Principe, presidente di Sostegno Amico – pensiamo al REI, al SIA, al reddito di cittadinanza. Risposta è, invece, il privato sociale che si organizza e che porta concretezza laddove i percorsi istituzionali non arrivano. E poi rappresenta anche la capacità di attrarre risorse sul territorio”.

Grazie al progetto, per esempio, è stato possibile acquistare un materasso da donare ad una famiglia per il proprio bambino e un defibrillatore da utilizzare in una palestra frequentata da donne sottoposte a cure chemioterapiche. L’idea innovativa del progetto è che i beneficiari non sono fruitori passivi dei servizi, ma entrano a far parte attivamente della rete di sostegno. Essenziale è, inoltre, il ruolo dei partner, vere e proprie antenne sociali sul territorio che hanno il compito di individuare persone e famiglie in stato di difficoltà e di mettere a disposizione il proprio know how.

Red
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