Il problema di Aladino - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Mar, Mag

Il problema di Aladino

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Aladin - illustré par Albert Robida
Aladin - illustré par Albert Robida

 

 

Gli appassionati di Jung, dell’interpretazione dell’esistenza, dei sogni, degli archetipi avranno pane per i loro denti leggendo l’interessante, denso scritto di Antonio Vitolo past President Apa, docente universitario, psicologo, saggista dal titolo: Sull’archetipo della metanoia. Nel suo testo si trova un’interpretazione di ciò che sta avvenendo. Troveranno, nella lettura, gran piacere anche gli appassionati dello zodiaco! È un testo che apre molteplici scenari di inchiesta, di ricerca e riflessione. Noi ci poniamo in dialogo aperto con il Prof. Vitolo e con voi, cari lettori, e prendendo la palla al balzo vi proponiamo invece la lettura di un testo scarsamente conosciuto di Ernst Jünger non fosse altro per giocare con i due nomi che spesso vengono confusi Jung e Jűnger. Abbiamo di fronte "due giovani", pietre miliari del pensiero e della ricerca.

Lo Jűnger che vi proponiamo è quello de: "Il problema di Aladino". Ci sembra un romanzo molto attuale. Il testo pone la data del termine della sua stesura Wilflingen 6 gennaio 1982. A scrivere è uno Junger maturo, ha 87 anni. Vi troviamo riproposti i temi a lui cari. È un modo per ripercorrerli tutti in maniera non rimarcata, spiccata, ma su ogni tema vi è un commento pungente, profondo che può essere di stimolo al lettore non pigro, non abituato alla pappa scodellata, per avventurarsi in una nuova ed entusiasmante ricerca e/o approfondimento. Noi diremo poco o quasi nulla del testo perché il nostro è un invito a leggerlo, a gustarlo e rifletterlo. Jünger non desidera il suo lettore passivo, lo desidera vivo basti pensare che così si esprime:

"la libertà la portiamo dentro di noi; un buon cervello la realizza in ogni regime. Riconosciuto come tale, avanza dappertutto, passa qualunque linea. Non è lui a traversare i regimi, sono loro che lo traversano, quasi senza lasciar traccia. Può fare a meno di loro, non loro di lui. Se sono duri ciò affina l’intelligenza. A parte questo i regimi vanno rassomigliandosi a vista d’occhio; ovunque scompare l’allegria, persino a Parigi il sourire."

Ernst Jünger pone un problema da risolvere: quello di Aladino. Ogni problema pone una risoluzione, ma ognuno deve individuare la propria. Siamo soli, ognuno di noi è solo davanti al proprio problema e talvolta questo problema diviene assillante, dilaniante, diviene ansia che si trasforma in insonnia. Ci si sente impazzire, conosciamo la follia , urge trovare risposta. Tra i sogni e la realtà non vi è quasi più differenza. Il dialogo si trasforma ben presto in soliloquio. Jünger dice:

"il sogno domina la realtà; la trasforma in poesia , in opera d’arte. Io credo che ogni grande svolta sia stata ottenuta così. La precedette la follia..."

Riguardo alla tecnica così si esprime:

" non penso, del resto, che la tecnica sia in contraddizione con la grande svolta. Ci condurrà fino al muro del tempo e verrà trasformata nella propria essenza. La meta dei razzi non sono mondi sconosciuti, ma il loro senso e’ quello di scuotere l’antica fede; il suo aldilà non è bastato".

Lo scritto ci pone di fronte alla nostra epoca di decadence che ha sottratto il sorriso dai volti ed allontanato le divinità. Dio è morto recita Testa Matta. E’ il periodo della schizofrenia generalizzata. È un romanzo che ci porta per mano nell’oltretomba della società, della morte del singolo e ne “la morte” che merita invece una sepoltura Eterna! "Con le tombe comincia l’umanità, non solo la cultura" (citazione dal testo) . Neanche i morti hanno più pace, un luogo per sempre invece sarebbe doveroso ed ecco Jünger ci propone la Terrestra una multinazionale delle pompe funebri su scala planetaria. Il culto del morto è importante così come quello di donare una giusta sepoltura alla salma. Ma solo quando personalmente si attraversa la morte si va incontro di nuovo alla vita - per i ricercatori spirituale - se siamo riusciuti a stabilire l’incontro con noi stessi. Si affronta in questo testo l’importanza di conoscere la storia, il nichilismo, l’eros, l’amicizia, la società, la poesia, la tecnica, lo studio, la statistica, la pubblicità, la cultura, la libertà, i sogni, la natura, la divinità, la morte. In base al grado di conoscenza e confidenza che ognuno ha maturato all’interno di se stesso con se stesso e la cultura che possiede troverà un diverso grado di comunicazione e comprensione del testo che vi abbiamo proposto. È un viaggio attraverso il morire per rinascere Eterni o quantomeno “Risvegliati“ . Il mondo nichilista tesse la struttura del testo e il nichilismo viene portato alle estreme. Il protagonista arriva a definirsi un nichilista erotico, ma sul finire come nelle storie più belle, il nichilismo viene vinto ,vivendo in pienezza, con il grande incontro che si sa che avverrà presso l’hotel dell’Aquila unico animale che può guardare il sole con gli occhi puntati dritti al suo disco luminoso e radioso. 

Leggi anche: Sull’archetipo della μετάνοια (metanoia)

 


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