"Mascherine e 170mila litri di gel, così i ragazzi torneranno a scuola"
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"Mascherine e 170mila litri di gel, così i ragazzi torneranno a scuola"

"Mascherine e 170mila litri di gel, così i ragazzi torneranno a scuola"

Salute e Benessere
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"Siamo già pronti per distribuire undici milioni di mascherine al giorno e 170 mila litri di gel igienizzante alla settimana nelle scuole".

"Mascherine e 170mila litri di gel, così i ragazzi torneranno a scuola"

 

Così il commissario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri, in un’intervista a La Stampa, in cui afferma che "certamente" sarà rispettata la data del 14 settembre per l’inizio dell’anno scolastico, anche se ci sarà gradualità nelle consegne dei due milioni e mezzo di nuovi banchi negli istituti. "Lunedì comincerà il test sierologico gratuito per tutto il personale docente e non docente, a cura dei medici di base. La loro collaborazione, della quale sono certo, sarà fondamentale per la riapertura delle scuole in sicurezza. E tra poco - spiega Arcuri - partirà la distribuzione dei nuovi banchi. Ma anche in questo caso, conosco l’obiezione: non potevate pensarci prima?".

"La domanda ha due risposte. Una tecnica: dovevamo o no fare la gara? Secondo me, e anche secondo i liberisti, era fondamentale farla. Tutti dicevano di no, che sarebbe andata deserta e nessuno avrebbe partecipato. Invece l’abbiamo fatta e si sono presentate 14 aziende. Undici stanno realizzando i banchi. Sono tutte aziende italiane o dell’Unione europea. Sempre a proposito di polemiche inutili, nessun banco cinese. Poi - sottolinea il commissario - dovevamo soddisfare tutte le richieste dalle Regioni. In Italia si producono duecentomila banchi l’anno, e noi ne abbiamo trovato due milioni e mezzo in due mesi. Il Trentino ci ha chiesto il 12% dei banchi, il resto lo riutilizzerà. La Val d’Aosta l’8%. Il Veneto il 15%. L’Emilia-Romagna il 16. La Campania il 61. La Sicilia il 69. Dall’analisi di queste differenze viene la risposta politica: se qualcuno ha anche deciso di rifare gli arredi scolastici cogliendo l’occasione del Covid, io che ci posso fare? Trovarglieli".

Sull’indagine dell’Anac, l’Autorità anticorruzione, che denuncia rialzi nel prezzo dei camici tra Legnano e Lodi, in Lombardia, fino al 339% e un copricalzare a Genova costava allo Stato 0,03 euro a Genova e 1,28 a Foggia, Arcuri sottolinea: "Ho già detto che si tratta divergognose speculazioni e che la libertà del mercato ha un limite insormontabile: il diritto alla salute dei cittadini. Da sempre aleggia nella storia delle emergenze la consapevolezza o il sospetto che siano un grande affare per pochi a scapito della vita di molti. Non a caso da quando mi sono insediato e mi sono trovato ad acquistare dispositivi di sicurezza o strumenti di cura, tutte le volte che ho potuto l’ho fatto attraverso lo strumento delle gare europee. Gare accelerate, che sono garanzia di tracciabilità e trasparenza. E non ero obbligato a farlo".

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