Recovery: dal Piemonte 3 mila progetti per 34 mld di investimenti - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Sab, Set

Recovery: dal Piemonte 3 mila progetti per 34 mld di investimenti

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Sono circa 3mila i progetti che il Piemonte presenterà a Roma appena saranno indicate le modalità di ingaggio, per un totale di 34 miliardi di euro di investimenti provenienti dal Recovery plan. Progetti selezionati soprattutto tra quelli provenienti dal territorio. Ad annunciare i numeri, in apertura del Consiglio straordinario convocato sul tema ‘Piemonte next generation’, il presidente della Regione, Alberto Cirio. 

"Il Recovery , insieme al tema vaccini - ha puntualizzato Cirio - è una delle due colonne su cui investire per far ripartire il paese e il Piemonte, una ripartenza che abbiamo voluto ricostruire attraverso l’ascolto capillare dei territori , cosi come concordato in Conferenza delle Regioni. Si è, quindi, stabilito di adottare, un meccanismo di raccolta istanze inerenti le 6 missioni del Ricovery: Digitalizzazione, innovazione, Rivoluzione verde e transizione ecologica, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, Istruzione, ricerca e salute" 

"Non è ancora chiaro il metodo con cui saranno selezionate le proposte delle Regioni, perché il governo Draghi, anche giustamente, attende il via libera da Bruxelles anche per comunicare le regole: abbiamo dovuto muoverci al buio, mettendo in atto il metodo botton up, censendo istanze progettuali dei territori", ha osservato ancora Cirio precisando che "i progetti che non troveranno spazio nel Recovery e nel fondo complementare pari a 30 miliardi, auspichiamo possano trovare spazio nella programmazione dei fondi europei. Conclusa questa prima fase di censimento si passerà ora alla fase due di programmazione". 

Sui 6 assi di intervento del Recovery sono intervenuti gli assessori regionali competenti. Per l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, il percorso che ha portato alla definizione di una selezione di progetti ha avuto come unico principio cardine quello della ‘Crescita felice’ con progetti legati alla rivoluzione verde, alla transizione ecologica, alla sostenibilità. "All’interno della macroarea della digitalizzazione – ha aggiunto l’assessore – grandi temi come 5G, banda larga, intelligenza artificiale, big data, cyber security e il cloud. Un’area questa in cui sono stati raccolti circa 200 progetti, più di 20 cantierabili, per un valore di oltre 700 milioni di euro". 

"Dopo i vaccini – ha osservato l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano - abbiamo davanti una sfida difficile, la sfida economica. L’economia piemontese ha basi solide e punti di forza. Abbiamo imprese che possono dar vita ai nuovi trend tecnologici e propensione all’export, innovazione e ricerca, abbiamo l’incontro virtuoso tra atenei e imprese, tra filiere e distretti. Quello su cui dobbiamo investire è il potenziamento del rapporto tra pubblico e privato, la cultura digitale delle piccole e medie imprese , i costi e la fornitura delle materie prime, lo sviluppo e l’attrazione degli investimenti . Solo cosi potremo creare opportunità per essere attrattivi e competitivi". 

Sul tema sanità è intervenuto Luigi Icardi secondo cui approfittando delle risorse del Recovery "urge un riordino e un rafforzamento della rete territoriale, superando la vecchia visione ‘ospedalocentrica’ e valorizzando invece i distretti della salute dotate di risorse e autonomia. Serve medicina del territorio più accessibile e incentrata su case della salute. Occorre una rete di assistenza primaria diffusa e collegata all’area sociosanitaria. Bisognerà introdurre una circolarità tra domiciliarità, residenzialità e ospedale favorendo la scelta domiciliare. I 60 progetti sanitari che abbiamo selezionato intendono affrontare due sfide in particolare: la digitalizzazione del servizio sanitario e il miglioramento delle reti di prossimità per l’assistenza territoriale". 

Agli interventi di presidente e assessori, e’ seguito il dibattito in Aula a cui hanno partecipato, tra gli altri, i capigruppo delle forze politiche presenti in Consiglio.Per Alberto Preioni (Lega) "il lavoro di censimento presentato dalla Giunta Cirio è espressione delle volontà dei sindaci e dei territori, un lavoro capillare e dettagliato da cui non si poteva prescindere. I tanti progetti andranno cuciti insieme in maniera da rendere il Recovery plan un reale piano di ripartenza. Un lavoro utile e non scontato perché tra due anni si riaprirà anche la nuova programmazione europea. 

Per il Pd, Raffaele Gallo ha osservato: "oggi avremmo dovuto discutere di Next generation, di opportunità e di sviluppo, di investimenti e risorse e invece anche in questa occasione come per il Piano competitività e del Riparti Piemonte, la Giunta Cirio ha perso l’occasione di indicare quale sia la sua visione rispetto al futuro del Piemonte. Invece di entrare nel merito di progetti strategici in grado di dare nuove spinte al Piemonte, il presidente Cirio comunica di aver stilato lista di piccoli e grandi interventi dei Comuni. Lavoro legittimo ma diverso da quello che ci offre in termini di opportunità il Recovery plan. La Regione avrebbe dovuto definire priorità e non limitarsi a raccogliere i progetti degli enti locali." 

Secondo Paolo Ruzzola (Fi) "il censimento dei progetti segnalati dai comuni e dai territori, è la base per costruire anche i futuri bandi europei". Sean Sacco (M5S) ha evidenziato "abbiamo a disposizione fondi da spendere entro il 2026 e invece di pensare a come ridisegnare il Piemonte, la giunta propone un elenco di progetti e idee che stavamo già facendo prima. Dei 34 miliardi di euro previsti per il Piemonte probabilmente ne arriveranno fra i 7 e gli 8. Non presentarsi con progetti chiari e strutturali vuol dire perdere una grande occasione. 

Per Paolo Bongioanni (FdI) "l’ ascolto partecipato portato avanti dalla Giunta con i Comuni piemontesi, è la chiave per indicare le reali necessità del territorio. Tremila progetti sono tantissimi e anche se non saranno tutti realizzabili, rappresentano un’occasione straordinaria per recuperare il terreno perso nelle scorse legislature". Per Silvio Magliano (Moderati) "le risorse esistono se esistono riforme strutturali, questa è la sfida. Grave che la Città Metropolitana non abbia inserito la tangenziale est di Torino tra i progetti finanziabili". 

"I fiumi di soldi per il domani non basteranno mai se servono a fare le stesse cose di ieri, magari gli stessi errori – ha dichiarato Marco Grimaldi (Luv) - bisogna ripensare radicalmente il nostro modello sociale e di sviluppo, invece si continua ciecamente con pioggia di risorse per grandi opere che si sarebbero fatte in ogni caso". 

Per Mario Giaccone (Monviso) "la falla è sulla capacità strategica di progettare il futuro di questo territorio fra 30-40 anni. Le scelte hanno un modello ‘vecchio’ più che una vera programmazione che guardi al futuro". Infine, per Francesca Frediani (M4O) "la Giunta ha solo raccolto istanze dei territori scegliendo di non decidere nulla, illustrandoci progetti scollegati tra di loro. Ennesima occasione persa per dare una direzione al Piemonte".  

Agli interventi di presidente e assessori, e’ seguito il dibattito in Aula a cui hanno partecipato, tra gli altri, i capigruppo delle forze politiche presenti in Consiglio. Per Alberto Preioni (Lega) "il lavoro di censimento presentato dalla Giunta Cirio è espressione delle volontà dei sindaci e dei territori, un lavoro capillare e dettagliato da cui non si poteva prescindere. I tanti progetti andranno cuciti insieme in maniera da rendere il Recovery plan un reale piano di ripartenza. Un lavoro utile e non scontato perché tra due anni si riaprirà anche la nuova programmazione europea. 

Per il Pd, Raffaele Gallo ha osservato: "oggi avremmo dovuto discutere di Next generation, di opportunità e di sviluppo, di investimenti e risorse e invece anche in questa occasione come per il Piano competitività e del Riparti Piemonte, la Giunta Cirio ha perso l’occasione di indicare quale sia la sua visione rispetto al futuro del Piemonte. Invece di entrare nel merito di progetti strategici in grado di dare nuove spinte al Piemonte, il presidente Cirio comunica di aver stilato lista di piccoli e grandi interventi dei Comuni. Lavoro legittimo ma diverso da quello che ci offre in termini di opportunità il Recovery plan. La Regione avrebbe dovuto definire priorità e non limitarsi a raccogliere i progetti degli enti locali." 

Secondo Paolo Ruzzola (Fi) "il censimento dei progetti segnalati dai comuni e dai territori, è la base per costruire anche i futuri bandi europei". Sean Sacco (M5S) ha evidenziato "abbiamo a disposizione fondi da spendere entro il 2026 e invece di pensare a come ridisegnare il Piemonte, la giunta propone un elenco di progetti e idee che stavamo già facendo prima. Dei 34 miliardi di euro previsti per il Piemonte probabilmente ne arriveranno fra i 7 e gli 8. Non presentarsi con progetti chiari e strutturali vuol dire perdere una grande occasione. 

Per Paolo Bongioanni (FdI) "l’ ascolto partecipato portato avanti dalla Giunta con i Comuni piemontesi, è la chiave per indicare le reali necessità del territorio. Tremila progetti sono tantissimi e anche se non saranno tutti realizzabili, rappresentano un’occasione straordinaria per recuperare il terreno perso nelle scorse legislature". Per Silvio Magliano (Moderati) "le risorse esistono se esistono riforme strutturali, questa è la sfida. Grave che la Città Metropolitana non abbia inserito la tangenziale est di Torino tra i progetti finanziabili". 

"I fiumi di soldi per il domani non basteranno mai se servono a fare le stesse cose di ieri, magari gli stessi errori – ha dichiarato Marco Grimaldi (Luv) - bisogna ripensare radicalmente il nostro modello sociale e di sviluppo, invece si continua ciecamente con pioggia di risorse per grandi opere che si sarebbero fatte in ogni caso". 

Per Mario Giaccone (Monviso) "la falla è sulla capacità strategica di progettare il futuro di questo territorio fra 30-40 anni. Le scelte hanno un modello ‘vecchio’ più che una vera programmazione che guardi al futuro". Infine, per Francesca Frediani (M4O) "la Giunta ha solo raccolto istanze dei territori scegliendo di non decidere nulla, illustrandoci progetti scollegati tra di loro. Ennesima occasione persa per dare una direzione al Piemonte".