L’educazione ai sentimenti e loro contemplazione. La via all’amore: la forma più alta di esperienza
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Mar, Mag

L’educazione ai sentimenti e loro contemplazione. La via all’amore: la forma più alta di esperienza

Il senso della vita
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René Magritte, Gli Amanti (1928)
René Magritte, Gli Amanti (1928)

 

Una domanda che ricorre frequente, fra chi si interroga fra sé e sé, è: dove stiamo andando, dove siamo diretti? Sappiamo solo che siamo sempre di corsa, presi, oppressi da un’accelerazione pertanto le giornate passano di furia, di fretta, con smania.

Questo input viene da Ernst Jünger dalle prime pagine de: "Lo stato mondiale". Il testo tradotto e con prefazione di Quirino Principe, uno dei migliori traduttori di Jünger -forse - perchè si accosta alla pagina di Jünger come ad una pagina pentagrammata e dona al lettore italiano non solo la pienezza dei significati interni alla scrittura, ma anche la bellezza e la musicalità della forma e della parola.

Ci muoviamo, un altro pochino, attraverso il testo e scopriamo che soltanto colui che riesce a fermarsi, a porsi distante interiormente, da questo movimento vorticoso, può cercare di comprendere la direzione intrapresa, può cercare di uscire da un meccanismo perverso di disordine e caos, di svuotamento e depauperizzazione di un mondo simbolico e delle sue forme statiche mentre le dinamiche prendono forma e può donare al movimento un suo proprio contributo.

Svanisce la sacralità e la bellezza del mondo. Un mondo di automi non necessità di tali forme e non riesce neppure a comprenderle così come un mondo di atomi non riesce a vivere un tesoro di affetti.

Si parla spesso di persone - oggigiorno- anafettive, la corsa perenne non ci consente di farci carico di un mondo di affetti e di viverlo con la pienezza che gli è propria.

Il mondo di affetti per essere vissuto e in modo pieno necessità di lentezza, di tempo, di desiderio, di "esseri umani". Necessità che venga osservato dal suo sbocciare al suo prendere vita e svilupparsi nelle sue molteplici forme. Ma chi è in grado - oramai - di osservare?

Già il mondo reale sfugge al nostro sguardo. Sfugge il guardarsi negli occhi, sfuggono le immagini dei paesaggi che si muovono lungo il nostro procedere. Sfuggono le rielaborazioni di ciò che, in maniera vorticosa, abbiamo intravisto con la coda dell’occhio.

Tutto ciò porta anche ad uno svilimento del nostro linguaggio e del nostro incontro intimo con persone ed oggetti.

Desideriamo soltanto essere originali -che al giorno d'oggi- può essere sinonimo di essere stravaganti o anarchici - ma cosa accade in realtà alla realtà e alla realtà del linguaggio?

Lasciamo Jünger parlare: "Il linguaggio è uno strumento artigianale il cui uso si impara attraverso la descrizione dell’oggetto, allo stesso modo in cui l’arte del tiro s’impara davanti al bersaglio.

Quel che importa è soprattutto educare alla descrizione oggettiva: per esempio cominciando con la descrizione della mela che si trova sul tavolo mentre scriviamo. Lo scopo da raggiungere è di cogliere l’oggetto con la penna come se usassimo un pennello; è invece da evitare la trasposizione intellettuale dell’oggetto, tipica di quella prosa di successo in cui sembra di avvertire, a ogni segno di interpunzione, l’applauso tributato dall’autore ai propri pensieri.

In un'epoca nella quale la razza è oggetto di attenzione quanto mai severa non si può trascurare che la precisione del linguaggio è uno fra i tratti caratteristici della razza ben conformata.

La mancanza di tali scuole letterarie è dunque un sinonimo grave"...

Il video di oggi verte proprio sulla descrizione oggettiva, sulla bellezza e la pienezza della lingua e sull’educazione ai sentimenti.

È un video che ci racchiude, con un ampio e caldo abbraccio, tra le culture di Oriente ed Occidente.

Ci aiuta a scorgere linguaggi universali, ricchezza di immagini, ricchezze e corredi di affetti. Ci riporta a considerare il nostro lessico, il nostro essere umani attraverso il vivere il momento con presenza di essere.

Il video si è reso possibile grazie alla presenza di Giuliano Boccali e si intitola: "L’educazione ai sentimenti e loro contemplazione. La via all’amore: la forma più alta di esperienza umana". È un lungo viaggio e coglie vari aspetti e forme della conoscenza e della coscienza. Un procedere affascinante, ammaliante, profondo, mai noioso, mosso sulle corde del cuore palpitante, vivo.

È un viaggio che aiuta a dissipare le nebbie che si pongono innanzi ai nostri occhi formate da sensazioni e moti mentali, emotivi confusi, tempestosi -spesso- contrastanti tra loro.

Questo excursus ci aiuterà a scoprire il mondo, al di là del velo che lo ricopre, al dolce suono della parola che nasce da chi ne sa fare corretto uso- perché consapevole, cosciente- È uno schiudersi al mondo presente esteriore ed interiore al proprio essere. È sentirsi rinascere, sbocciare in un universo cullato dalla tenerezza.

Per osservare i sentimenti occorre saperli riconoscere e saperli nominare e saperli trasformare da istinti, pulsioni ad emozioni.

Questo video può essere anche inteso come una guida all’arte di sapersi emozionare. Chi sarà capace di farne buon uso, diverrà in grado di colmare il vuoto del nichilismo, emerso soprattutto come male di vivere nel ‘900, e di ricolmare il mondo di oggi fatuo, abbigliato di apparente non senso.

Fulcro e cibi prediletti, per arricchire il mondo degli affetti, sono la natura e l’arte in senso esteso: musica, poesia, pittura. Assistiamo allora alla possibilità della nascita di una nuova famiglia, comunità: quella dei consanguinei spiritualmente, di quelle anime affini nei gusti, nelle ricerche ed aspirazioni simili.

Questo stesso incontro nasce con un libro donato alla scrivente dal suo caro fratello spirituale, un caro, carissimo e vecchio amico, residente in Magna Grecia. Un libro che ha reso più forte l’amicizia, ma anche creato lo spunto di questo incontro che vi viene proposto.

Il libro è tradotto e curato da Giuliano Boccali che guida anche il video.

Quando il libro, in questione, arrivò nelle mani della scrivente divenne fonte di curiosità indicibile. Vi era un intenso desiderio di sapere cosa contenesse il libro che il fratello le aveva donato. La scrivente si chiedeva cosa vi fosse riposto di prezioso - nello scritto - che il fratello spirituale, le aveva donato... Quale il messaggio da cogliere? Ed al contempo era desiderosa di apprendere che cosa, il Professore che, aveva conosciuto ed aveva avuto modo di apprezzare come ospite del mondo di Eumeswil, avesse scritto e tradotto. La grande immensa gioia fu di trovarvi ciò che oggi vi proponiamo e speriamo possa rendervi, con la sua dolcezza, tenerezza, bellezza, seduzione: più ricchi! Più ricchi di quell'unica ricchezza proveniente da una sorgente pura, inesauribile che può solo prosperare donando gemme preziose da incastonare intorno al cuore e porre come luminescente richiamo intorno al nostro collo e capo.

Il testo in questione è: "Nuvolo Messaggio" di Kalidasa.
Adesso riprenderemo proprio la scrittura superba di Giuliano Boccali del testo da lui stesso curato e tradotto: "Kalidasa è il più grande poeta dell’India antica. Sulla sua vita, si sono intrecciate fantasie e leggende; si svolse comunque tra il IV e il V secolo, in un raffinato ambiente di corte. I suoi versi sono stati continuamente presi a modello, e ammirati anche in Occidente, per la delicatezza, il potere di suggestione, la dolcezza. Il suo capolavoro è, per unanime giudizio, "Nuvolo messagero", del quale presentiamo la prima versione italiana in un linguaggio moderno e attuale, ma evocativo e struggente".

“ Nuvolo messagero” è un lungo canto di amore di nostalgia persa e di desiderio struggente. Forse, anche dei tesori difficili e preziosi che il distacco racchiude. Il canto di chi, lontano dalla sua donna, sopraffatto dalla solitudine, decide di affidare a un nuvolo un messaggio per la sposa. Sono parole, immagini che affiorano alla mente, crescono nella fantasia con infinite trasparenze, delineando la traccia di emozioni che morbide si succedono. Perché -questo il senso dell’opera- i sentimenti non vivono casuali, ma si coltivano contemplandone il sorgere, accogliendo la gioia, la sofferenza che donano, alimentandoli e smorzandoli anche solo con l’ombra di un gesto.

Si possono allora rievocare in modo che nessuno soffochi con la sazietà o punga invece colla mancanza: la devozione infrange il cerchio fatale della sensualità, la tenerezza scioglie l'oppressione, la confidenza prelude e prolunga in risonanze infinite la gioia dei corpi che si uniscono. E la possibilità di evocare stati diversi significa liberare se stessi dall'essere preda, di volta in volta, della passione e dell'angoscia dell'ìattimo. Anche questo potere, passa, necessariamente, attraverso l'immagine e l'emozione; e pure il pensiero ne fa parte, perchè elabora l'esperienza e la rispecchia come verità interiore.

L'arte di emozionarsi, troppo spesso temuta ed evitata in Occidente, la facoltà di determinare il ritmo dei sentimenti: in questo Kalidasa può esserci maestro. Attraverso la bellezza, la via che egli suggerisce porta alla liberazione dalla chiusura nei concetti e dalla monotonia degli stati psichici. Le infinite modulazioni della vita risaltano e insieme tutto si rivela unito non più faticosamente nel segno della ragione, ma in quello di un principio superiore dove sensazione sentimento e pensiero si fondono in armonia a generare la forma più alta di esperienza umana.

Leggendo "Nuvolo messagero", riscopriamo che l’universo è un meccanismo oggettivo, e spesso ostile, ma anche una trama sottile di allusioni e memorie.

Le immagini, le similitudini ricche e sensuali che potrebbero sembrare eccessive, spesso non sono che il frutto di un’attenzione e di una partecipazione all’ intima vita della natura molto più intense della nostra. Nascono infatti da un’intenzione poetica consapevole, e da una sensibilità educata volutamente a sperimentare e contemplare a un tempo i processi delle proprie emozioni. A generarle è sempre un particolare concreto: la sfumatura di un colore, il tono di una voce, la scia di un profumo, la carezza di un refolo sulla pelle, e si alimentano poi delle impressioni, delle somiglianze, delle memorie che il particolare attira in modo irresistibile e spontaneo. Perciò, ascoltando le immagini del poeta, è meglio abbandonarsi ai riflessi e alle ombre delle analogie, anche quelle taciute che noi troviamo o inventiamo sul metro della nostra ricchezza interiore, fino ad esserne permeati, e a conoscere per via immediata il sentimento che sollevano. "TI DICONO CHE GLI AMORI DIMINUISCONO PER LA LONTANANZA: E INVECE, MANCANDO IL GODIMENTO, CRESCIUTA L'EMOZIONE NEL DESIDERIO DELLE COSE AMATE, DIVENGONO UN TESORO DI AFFETTI".

Questa arte di vivere la vita affettiva, di emozionarsi, riportandoci in stretto contatto col mondo profondo interiore e con l’ incontro dell’ altro e del mondo che anima il mondo con occhi sereni, aperti, puliti, ci aiuta anche a salire la scala, a compiere l’arrampicata dei ricercatori, degli avventurieri dello spirito, verso gli amori e l’Amore, ma ci aiuta ad entrare in contatto con un linguaggio limpido, cristallino e investito di Bellezza che ci conduce nei crinali dove più vicini, par di essere, a chi dona origine alle parole…

Giuliano Boccali: ha insegnato Indologia e Lingua e letteratura sanscrita, prima a Venezia Ca’ Foscari, poi all’Università degli Studi di Milano. Collabora con il Domenicale del "Sole 24 Ore". Fra i suoi libri più recenti "Il dio dalle frecce fiorite. Miti e leggende dell’amore in India" (il Mulino 2022) "Il silenzio in India. Un’antologia" (Mimesis, 2017) e "Passioni d’Oriente. Eros ed emozioni in India e Tibet" (con R. Rotella, Corriere della sera, 2018). Ha inoltre curato "La storia di Shiva e Parvati" (Marsilio, 2018).

VIDEO. L'educazione ai sentimenti e loro contemplazione. La via all’amore: la forma più alta di esperienza

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

Visita il Sito: Associazione Eumeswil

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