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Mar, Giu

Fonti Tripoli: "Pescatori in zona pesca libica, sparati solo colpi avvertimento"

Cronaca
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La Guardia costiera libica nega di aver sparato contro i pescherecci italiani al largo delle coste di Misurata, ammette solo di aver sparato colpi di avvertimento, uno dei quali avrebbe raggiunto il comandante dell’'Aliseo' Giuseppe Giacalone.

Una circostanza che potrà essere confermata solo dopo la visita medica completa del comandante, ferito lievemente, e trasportato sulla nave della Marina militare italiana “Libeccio”, dicono all’Adnkronos fonti libiche. Che ribadiscono come i tre pescherecci non si trovassero in acque internazionali, come da loro sostenuto, ma nella Zona di protezione della pesca creata da Muammar Gheddafi nel 2005, quando estese da 12 a 74 miglia la zona economica esclusiva. “La pesca in acque internazionali nel Mediterraneo è un concetto che non ha più alcun valore dal punto di vista legale. I pescatori sostengono che si trovassero in acque internazionali, ma non è così”, spiegano le fonti. 

Le autorità italiane, da quando nelle settimane scorse i pescatori di Mazara del Vallo avevano annunciato l’intenzione di tornare al largo delle coste libiche, avevano più volte messo in guardia dal rischio di incidenti, come avvenuto a settembre, quando gli uomini di Khalifa Haftar avevano sequestrato 18 membri dell’equipaggio di due pescherecci, tenendoli in ostaggio per oltre tre mesi. E solo il 3 maggio scorso la fregata “Alpino” della Marina militare era dovuta intervenire a protezione di alcune imbarcazioni, verso le quali si dirigeva a tutta velocità un gommone proveniente dalla Cirenaica. 

“Si dovrebbe avviare una riflessione sull’ipotesi di sanzioni” contro chi si mette in mare in quelle aree nonostante “il forte sconsiglio” del governo, dicono fonti a conoscenza del dossier. “Si deve decidere che linea attuare, perché la politica libica è più conforme di quanto non lo sia quella italiana rispetto alla zona di protezione della pesca e delle loro risorse”, sottolineano. 

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