Politica - il Centro Tirreno
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Mer, Mag

Politica

Le notizie dal mondo politico: aggiornamenti, sondaggi, analisi e approfondimenti

L’ex ministro dell’economia Roberto Gualtieri starebbe valutando la proposta del Pd di candidarsi a sindaco di Roma e si sarebbe preso ''qualche giorno’’, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti del Pd romano, per decidere se accettare la sfida per il Campidoglio.  

Nuovi arrivi nella Lega. Ne è convinto Matteo Salvini che, commentando il passaggio dell'eurodeputato Vincenzo Sofo dalla Lega al gruppo dei Ecr-Fratelli d'Italia, afferma: "Io auguro buona fortuna a tutti, per me viene prima l'interesse dell'Italia che le convenienze di partito. Ognuno farà le proprie scelte.

"Un proverbio russo dice che sarebbe stolto chi volesse spaventare un porcospino mostrandogli le proprie natiche nude". Lo scrive su Facebook il deputato M5S, Pino Cabras, dopo le 15 espulsioni dal gruppo parlamentare fra i senatori Cinquestelle annunciate ieri sera dal reggente Vito Crimi, dopo il voto contrario alla fiducia al governo in Senato. 

La linea dura di Vito Crimi, che su Facebook ha annunciato l'espulsione dei 15 senatori M5S che ieri hanno votato contro la fiducia al governo Draghi, non frena il fronte del no alla Camera, dove sarebbero "tra i 17 e i 23, allo stato attuale" i deputati che starebbero valutando il voto contrario. Lo spiegano all'Adnkronos fonti M5S, che in questa fase stanno 'soppesando' il pallottoliere di Montecitorio. 

Terremoto in casa 5 Stelle "I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia" al governo Draghi "saranno espulsi", annuncia con un post su Facebook il capo politico del M5S, Vito Crimi. Una decisione che fa scoppiare una guerra interna al Movimento. 

"Ieri il Senato ha votato la fiducia al Governo Draghi. Abbiamo a Palazzo Chigi l’italiano più stimato nel mondo, una maggioranza molto ampia e senza compravendita di senatori, i 209 miliardi europei in buone mani, lo spread che scende, la destra che è spaccata, molte conversioni all’europeismo, i grillini estremisti fuori dalla maggioranza, il ritorno della competenza, i professionisti a pagamento dei talk show spiazzati dalla politica.

"Presidente, ho sentito paragonarla a Ronaldo e Baggio. Vista la sua fede calcistica, meglio il Capitano...". Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva e tifoso della Roma, preferisce accostare il premier Mario Draghi a Francesco Totti e non, come fatto da altri esponenti politici, a Cristiano Ronaldo o Roberto Baggio. 

Dopo aver ottenuto il via libera ieri notte al Senato con 262 voti a favore, 40 contrari e due astensioni, Mario Draghi è alla Camera dove è iniziato in aula il dibattito sulla fiducia. Gli iscritti a parlare sono 63. Nella seduta di ieri il presidente del Consiglio, aveva consegnato il testo delle dichiarazioni programmatiche del nuovo governo.  

Il Senato ha votato la fiducia al governo Draghi con 262 voti a favore, 40 contrari e due astenuti. Con questa maggioranza l'esecutivo dell'ex presidente della Bce non ce l'ha fatta a superare Monti che il 17 novembre del 2011 ottenne la fiducia a palazzo Madama da 281 senatori. 

''Vuole intervenire per che cosa? In dissenso? Ma lei per la verità non era iscritto. Arriva sempre all'ultimo momento...''. La presidente del Senato Elisabetta Casellati, terminate le dichiarazioni di voto e quelle in dissenso, si sente chiamare da Lillo Ciampolillo. Memore del voto alla fiducia del governo Giuseppe Conte in zona Cesarini che sollevò tante polemiche, Casellati non si trattiene: ''Ogni volta arriva all'ultimo...''.