Politica - il Centro Tirreno
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Mer, Mag

Politica

Le notizie dal mondo politico: aggiornamenti, sondaggi, analisi e approfondimenti

 

"Un'ulcera, non curabile, non operabile, non sanabile". E' l'immagine che lo scrittore Erri De Luca propone all'AdnKronos, commentando le dimissioni da segretario del Pd di Nicola Zingaretti e gli scenari che ora si aprono nel Partito democratico e nel mondo politico della sinistra. "Le dimissioni di Zingaretti, più che un atto politico, sono state un atto sofferto, doloroso, personale e sentimentale", sottolinea l'intellettuale. 

"Un gesto che ha rimesso in discussione un'intera vita di militanza in quella compagine - prosegue De Luca - Sono state dimissioni anche da sé stesso, dalla sua vita politica precedente. E' questo 'racconto' personale che soprattutto mi ha colpito, come osservatore esterno - confessa - Un racconto molto sincero, che ha messo a nudo la sua sofferenza, la sua delusione per tutto quello che aveva costruito finora, con quel partito e per quel partito". 

E ora? Una donna? Un ritorno di Enrico Letta? Un 'papa straniero'? Come si muoverà il Pd dopo questo 'sfogo' del suo segretario che è deflagrato all'interno del partito, con un effetto tellurico? "Intanto, non lo ridurrei a semplice sfogo o a mera mossa politica: gli sfoghi passano, come le sbronze... - osserva lo scrittore - Questa, invece, è un'ulcera che non si può curare, un'ulcera che non si può operare, un'ulcera non sanabile. Ma non credo che nel Pd si faranno molti scrupoli nel passare oltre...", prevede Erri De Luca. 

 

"Offesi", "insultati" con una cosa che "sembra scritta da un Beppe Grillo". Pd compatto contro Mattia Santori e le Sardine, dopo l'intervista di oggi al giovane leader del movimento su Repubblica in cui quello dei dem viene definito un 'partito tossico'. Nel momento di crisi dopo le dimissioni del segretario Zingaretti, le parole della 'sardina' infiammano gli animi e dal Pd si punta il dito: "La nostra comunità - dicono - merita rispetto". 

 

"Fra noi non ci sono differenze vere, di linea politica o di rivalità personale. Non siamo il Partito democratico o i Cinque Stelle. Non date sponda, vi prego, a chi vorrebbe dividerci, a chi vuole dipingere correnti che non ci sono e non ci possono essere al nostro interno". Così Silvio Berlusconi in collegamento via zoom con i ministri e i sottosegretari di Forza Italia del governo Draghi. 

 

Una 'Giornata nazionale della partecipazione e della cittadinanza digitale' da celebrare ogni anno in ricordo di Gianroberto Casaleggio nell'anniversario della morte. Questo il progetto lanciato sul Blog delle Stelle da Enrica Sabatini, socia dell'Associazione Rousseau.

 

Il M5S perde ancora pezzi. Il senatore Francesco Mollame lascia infatti il gruppo 5 Stelle a Palazzo Madama per passare al Misto. "Ho sempre cercato di svolgere al meglio il mio ruolo ma nei tempi più recenti non ho più condiviso la strada intrapresa dal M5S.

 

Forza Italia sembra accelerare sulla scelta del nuovo capogruppo alla Camera, al posto di Mariastella Gelmini, diventata ministro degli Affari regionali nel governo Draghi. Domani sera, alle 19, apprende l'Adnkronos, sarebbe stata convocata infatti l'assemblea dei deputati azzurri con all'ordine del giorno la nomina del capogruppo e dei suoi vice, compreso il vicario.

 

"La situazione è molto chiara: ho detto, sin da quando ho presentato la mia candidatura, che non c'era nessuna alternativa allo slittamento delle elezioni amministrative, in ordine alle dichiarazioni perentorie del Presidente Mattarella. Dal momento che, secondo il Capo dello Stato, il voto nazionale è impraticabile, è evidente che sarebbe stato ridicolo far votare alle amministrative e non alle politiche".