Boccia: "Conte è il passato? Chi lo dice sbaglia" - il Centro Tirreno
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
07
Mar, Dic

Boccia: "Conte è il passato? Chi lo dice sbaglia"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

"Chi dice che Conte è il passato non solo è ingeneroso, ma sbaglia. Significa non capire il sentimento popolare che c’è intorno all’esperienza umana e politica che abbiamo fatto. Basta farsi un giro nei nostri circoli e nei quartieri popolari per capirlo".

Lo dice Francesco Boccia, Pd, ex ministro degli Affari regionali nel Conte II in un'intervista al 'Corriere della sera'.  

A chi gli domanda se veda l'ex premier come un federatore o leader del Movimento, "deciderà Conte cosa fare - risponde -. Penso che resti valore aggiunto di una coalizione di centrosinistra che oggi abbiamo il dovere di costruire". Quanto a Renzi, "il dato oggettivo è che ha portato la destra al governo del Paese, sia pure un governo di unità nazionale. E lo ha fatto tradendo gli elettori del Pd, perché lui e i parlamentari di Italia viva sono stati eletti da una comunità che non avrebbe mai consentito il ritorno della destra al governo. Renzi lo rimuove, ma è in Parlamento con i voti del Pd". 

Il Pd è ostaggio delle correnti, come accusa Decaro? "Il nodo non sono i tre ministri, che hanno lunga esperienza amministrativa e di governo, ma se le correnti contribuiscono o no al dibattito culturale. Quando non lo fanno più e si occupano solo della loro sopravvivenza, inizia la fine delle organizzazioni stesse. La crisi dell’Associazione nazionale magistrati è solo l’ultimo degli esempi", risponde Boccia. "Ripartendo dal lavoro di Zingaretti abbiamo bisogno di diventare un partito nuovo, non un nuovo partito, come disse Togliatti nel ‘44. Oggi come allora è necessario portare gli ultimi dalla protesta al governo". Quanto alle possibilità di Stefano Bonaccini di conquistare il Nazareno, "quando sarà il momento ci confronteremo senza ambiguità, ora è lunare la discussione sul congresso". 

"E' giusto - continua Boccia - che il premier Mario Draghi continui sulla linea del rigore. Quando c'è una pandemia di questa portata chi ricopre funzioni pubbliche non deve nascondere la verità, ma anteporre la salute e la vita agli interessi economici". Quanto alla discontinuità invocata da Matteo Salvini, il leader della Lega "è in campagna elettorale permanente e propone ricette magiche che non ci sono".