Coronavirus Lombardia, 617 morti e 560 persone in terapia intensiva
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Coronavirus Lombardia, 617 morti e 560 persone in terapia intensiva

Coronavirus Lombardia, 617 morti e 560 persone in terapia intensiva

Salute e Benessere
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"Sono 617 i morti positivi al coronavirus in Lombardia", 149 in più rispetto ai 468 di ieri.

Coronavirus Lombardia, 617 morti e 560 persone in terapia intensiva
Coronavirus Lombardia, 617 morti e 560 persone in terapia intensiva

 

Lo ha riferito in diretta Facebook l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Secondo l’aggiornamento dei numeri regione per regione, diffuso a livello nazionale, in Lombardia risultano ad oggi 900 pazienti Covid-19 dimessi e guariti. 

In Lombardia "i dati vedono ancora una crescita dei contagi da nuovo coronavirus e degli ospedalizzati - ha detto Gallera - I casi positivi sono arrivati a 7.280, cioè 1.489 in più, che è una crescita molto ampia rispetto a ieri. Ma avevamo segnalato che il dato di ieri, solo 300 nuovi positivi, non teneva in considerazione i risultati dei tamponi che erano arrivati in serata". "La riduzione di un giorno non deve farci gioire - ha spiegato - né si può ritenere negativa un'ampia crescita. La valutazione si fa in arco temporale più ampio".  

"Gli ospedalizzati" per nuovo coronavirus in Lombardia "sono 3.852 e possiamo dire che è un dato che cresce di circa 500 in più al giorno. E' un dato enorme - ha sottolineato - anche perché il sistema è molto sotto pressione e ogni giorno 500 persone in più sono complesse da gestire". "Questo è però un dato che rimane costante nel tempo, non cresce in modo esponenziale - ha puntualizzato - Da una settimana è circa 500 ricoverati al giorno. Si tratta di un elemento che gli statistici evidenziano. Non è un dato in crescita come alcuni algoritmi potrebbero prevedere. E' troppo presto per capire se è un segno da prendere in considerazione, ma prendiamo atto". 

In Lombardia, inoltre, "aumentano le persone" con Covid-19 "ricoverate in terapia intensiva: siamo a 560, con un incremento di 94" rispetto a ieri. "Questo è sicuramente il dato più preoccupante perché le terapie intensive sono sempre più sotto stress. I posti oggi disponibili per i pazienti con coronavirus sono 610. Noi ogni giorno ci alziamo e cerchiamo di aprire un numero posti che sia maggiore anche di solo poche unità rispetto alle esigenze dell'intero sistema. Negli ultimi due giorni abbiamo aperto altri 43 letti di terapia intensiva arrivando a 920" ha spiegato Gallera. 

"E l'obiettivo - ha sottolineato - è di aprirne ancora altri 100-150 almeno, prima di qualche azione più massiccia che stiamo esplorando come creare un'area all'interno della fiera piuttosto che in un'altra location dove collocare un numero molto ampio di posti letto di terapia intensiva. Stiamo lavorando anche con la Protezione civile per recuperare i respiratori e dobbiamo ottenere anche il personale dedicato. Vediamo ora i tempi e i modi per questa grande realizzazione che ovviamente consentirebbe al nostro sistema di riuscire ad approcciarsi in un modo diverso" all'emergenza Covid-19. 

L'assessore ha poi voluto ribadire, per fare chiarezza dopo notizie secondo le quali nelle terapie intensive sotto pressione si sceglie chi salvare, che in Lombardia non c'è "nessuna linea guida per privilegiare alcuni malati rispetto ad altri. Il personale fa le valutazione sulle singole criticità dei pazienti". "Il lavoro dei medici - ha precisato - è teso a curare tutti i pazienti. Non c'è un medico che non stia dando il massimo per offrire il meglio delle cure e tutti sono impegnati al massimo". 

Tra i cittadini "sta crescendo la consapevolezza dell’emergenza" coronavirus, da poco dichiarata pandemia dall’Organizzazione mondiale della sanità. "Gli italiani stanno comprendendo che la battaglia riguarda tutti e che va giocata fino in fondo - ha poi rilevato - Tutti insieme dobbiamo continuare ad impegnarci per bloccare la diffusione di questo virus. Bisogna evitare di contagiare e di essere contagiati".

Author: Red AdnkronosWebsite: https://ilcentrotirreno.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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