Covid, report su terapie intensive: la situazione delle regioni
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
22
Gio, Ott
Visita il sito "il Centro Tirreno.com"
News - Arte e Cultura Eventi
Visita il sito "Nutrizione"
Nutrizione - Salute & Benessere
Visita il sito "La finestra sullo Spirito"
Approfondimenti di Cultura
Visita il sito "Partner"
Partner - il Centro Tirreno

Covid, report su terapie intensive: la situazione delle regioni

Covid, report su terapie intensive: la situazione delle regioni

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Le terapie intensive al momento tengono, grazie a aumento dei posti letto deciso per decreto. L’Abruzzo, però, è già in affanno perché ha saturato il 150% dei posti letto aggiuntivi effettivamente implementati.

Covid, report su terapie intensive: la situazione delle regioni
Covid, report su terapie intensive: la situazione delle regioni

 

E' quanto rileva il 24esimo report settimanale 'Instant' dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica, campus di Roma. "Sono aumentati i posti letto in terapia intensiva, ma non il numero degli anestesisti-rianimatori", avverte il report.  

Analizzando quanti di questi posti letto aggiuntivi sono già occupati da pazienti Covid-19 si evidenzia che "l'Abruzzo ha già esaurito questa capacità". In questa Regione, quindi, precisa il report "si stanno utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid -19". "Si avvicinano, alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%) - evidenziano gli esperti - Le altre Regioni non presentano al momento particolari criticità, con tassi di saturazione della capacità lontani dal valore massimo. L’Umbria registra un tasso di saturazione pari a zero poiché al momento non ha implementato alcun posto aggiuntivo". 

"Dobbiamo considerare che le attuali dotazioni di terapia intensiva (e il relativo personale) devono essere sufficienti per i pazienti Covid ma anche per quelli non Covid. Non possiamo immaginare di dedicare nuovamente una risorsa critica dell’Ssn alla pandemia: questo era giustificabile nell’emergenza a marzo, ora non sarebbe giustificabile perché andrebbe a ledere il diritto alla tutela della salute e quindi il rispetto dei Lea per tutti i cittadini", sostiene Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale della facoltà di Economia dell’università Cattolica.  

Il report ha avviato un’analisi di confronto tra il numero di anestesisti e rianimatori per posto letto in terapia intensiva prima e dopo l’implementazione dei posti letto previsti dal Dl 34 e l’acquisizione di nuovo personale a valle di bandi per l’acquisizione di personale medico. "Prima dell’emergenza sanitaria il rapporto in Italia tra anestesisti e rianimatori e posti letto di terapia intensiva era di 2,5 - ricorca il report - Se consideriamo la risposta strutturale delle regioni, ovvero l’acquisizione di personale tramite bandi per posizioni a tempo indeterminato e determinato, e l’incremento di posti letto previsto dal Dl 34 il rapporto scende a 1,6 (-0,9), con rimarcate differenze regionali".  

Il valore più basso si registra per Calabria e Marche: 1,4 anestesisti per posto letto di terapia intensiva. Al contrario la regione che mantiene il rapporto più alto è il Friuli Venezia Giulia, con 2 unità per posto letto. La regione che registra la riduzione più alta è la Valle d’Aosta (-1,7), passando da 3,5 anestesisti e rianimatori per posto letto prima dell’emergenza a 1,8. Al contrario, Veneto e Molise registrano il decremento minore, passando rispettivamente da 1,9 a 1,6 e da 2 a 1,7. 

"È necessario evidenziare - sottolinea Cicchetti - come a fronte dell’aumento dei posti letto di terapia intensiva manca ad oggi un aumento in egual misura del numero degli anestesisti, venendo a minare il rapporto consolidato tra personale anestesista e posto letto in terapia intensiva". 

Author: Red AdnkronosWebsite: https://ilcentrotirreno.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
News: Italia, Estero, Politica, Arte e Cultura, Eventi, Sport, Salute, Tecnologia, Amici Estero

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002
il Cntro Tirreno.it - Salute & Benessere

Seguici anche su Facebook