Covid, Richeldi: "Preoccupa pressione sui pronto soccorso"
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Covid, Richeldi: "Preoccupa pressione sui pronto soccorso"

Covid, Richeldi: "Preoccupa pressione sui pronto soccorso"

Salute e Benessere
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In questo momento "preoccupa la pressione sui pronto soccorso, dobbiamo trovare assolutamente una modalità per cui non ci sia questa pressione.

Covid, Richeldi:
Covid, Richeldi: "Preoccupa pressione sui pronto soccorso"

 

Serve una medicina del territorio che prenda in mano la situazione per pazienti meno gravi. L'intasamento dei pronto soccorso è un pericolo che va evitato, anche perché c'è un rischio: le altre malattie non sono andate via, e con l'inverno alle porte arriveranno anche altri virus respiratori". Lo sottolinea Luca Richeldi, direttore dell'unità di Pneumologia del Policlinico Gemelli Irccs di Roma e componente del Comitato tecnico-scientifico (Cts) sull'emergenza coronavirus, ospite di 'Agorà' su RaiTre. 

La situazione del pronto soccorso del Policlinico Gemelli, in particolare, "non è allarmante ma c'è tensione, abbiamo 50 persone in terapia intensiva e 200 ricoverate nel Covid-Hospital", ha aggiunto. In Italia, dal l'ultimo report del ministero della Salute, il rapporto tra positivi e tamponi effettuati sfiora quota 14% e "gli epidemiologi dicono che questo numero dovrebbe stare sotto il 3% per avere una epidemia sotto controllo. Ora ci sono regioni che sono intorno al 6-7% e altre intorno al 20-25%. Abbiamo veramente in alcune Regioni d'Italia una situazione che non deve essere lasciata andare fuori controllo", ha rimarcato Richeldi.  

Sulla questione di fare o meno solo i tamponi ai sintomatici, ipotesi caldeggiata da alcuni Governatori di regione, "fare tamponi solo ai sintomatici non è una resa ma un necessario e temperato cambio di strategia, i sintomatici sono le persone che necessitano di più di essere diagnosticate, uno perché devono essere curati e poi perché devono essere isolati per la loro carica virale alta".  

Per quanto riguarda la situazione nelle scuole, Richeldi ha affermato: "Siamo il Paese che ha tenuto le scuole chiuse più a lungo. Questa scelta ha consentito di portare il numero dei contagi a livelli più bassi in Ue. Per i dati che abbiamo in questo momento possiamo tenerle aperte con tutte le attenzioni, ad esempio: l'uso delle mascherine, i tamponi, l'isolamento e la quarantena".  

Author: Red AdnkronosWebsite: https://ilcentrotirreno.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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