Furto banche dati, Ronzulli in procura come teste: "Mai chiesto dossier a Pazzali"
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Furto banche dati, Ronzulli in procura come teste: "Mai chiesto dossier a Pazzali"

Politica
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(Adnkronos) - "Dopo aver letto le ricostruzioni giornalistiche in cui venivo coinvolta, da non indagata, ho chiesto di essere ascoltata dai magistrati. La procura aveva già inteso e oggi ha preso definitivamente atto che non ho mai fatto richiesta di alcun dossier a Enrico Pazzali. Ho chiesto di essere ascoltata per sgombrare il campo

da ricostruzioni fantasiose, allusioni e tesi che mi vedrebbero accostata ai cosiddetti spioni, questo è totalmente falso". Lo afferma Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, sentita per oltre un'ora come testimone nell'inchiesta sui presunti dossieraggi illeciti.  

"Questa mattina ho raccontato come sono andati i fatti e ho spiegato chiaramente che non ho mai commissionato al presidente della fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali alcun controllo su una professionista", diversamente da come appare in un'intercettazione finita agli atti dell'inchiesta. Il suo nome compare in un'intercettazione, ma la senatrice - sentita dal pm Francesco De Tommasi - ha ribadito di non aver "mai chiesto" a Enrico Pazzali, titolare della Equalize, alcun controllo. "Le ricostruzioni fantasiose sono quindi false: non ero a conoscenza che Pazzali aveva un'agenzia investigativa, cosa che ho scoperto dalla stampa; non avrei avuto alcun motivo di chiedere informazioni su una professionista che stimo e che conosco da tantissimi anni".  

E aggiunge: "Se sono stati chiesti dei controlli su di lei sono stati fatti in totale autonomia da qualcun altro, non so con quale obiettivo ma non escluso che fosse quello di cercare di screditarla. Le allusioni che ho letto sui giornali sono infondate, fuori dalla realtà e chiunque mi abbia definito spiona o cliente di Pazzali ne risponderà in tribunale, a tutela della mia immagine e della mia onorabilità e integrità".  

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