Caso Delmastro, ex sottosegretario aggiorna dichiarazione patrimonio: c'è cessione 'Le 5 Forchette'
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Caso Delmastro, ex sottosegretario aggiorna dichiarazione patrimonio: c'è cessione 'Le 5 Forchette'

Politica
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(Adnkronos) - Andrea Delmastro Delle Vedove chiarisce la sua posizione sul caos che ha portato alle sue dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Sabato 28 marzo, il deputato di Fratelli d'Italia ha aggiornato la sua documentazione patrimoniale sul sito della Camera, aggiungendo la compartecipazione del 25% delle quote della società

srl 'Le 5 Forchette', datata 16 dicembre 2024, che poi cederà il 24 novembre 2025 a favore della 'G&G srl', di cui era diventato socio al 100%, si legge ancora, il 3 novembre 2025. Il 27 febbraio 2026, poi, Delmastro cede totalmente le quote di partecipazione indiretta detenute nella 'G&G srl' nella 'Le 5 Forchette Srl'. 

Sempre sabato 28 marzo, Delmastro ha aggiornato la sua dichiarazione patrimoniale "rispetto alla dichiarazione presentata in data 22/10/2024" aggiungendo, alla data del 30 marzo 2024, del 27 settembre dello stesso anno e del 31 marzo 2025, la comproprietà di un fabbricato a Biella, portando a tre il numero delle comproprietà 'nuove'. Non solo, perché dal 23 aprile del 2025 l'ex sottosegretario ha dichiarato di essere comproprietario di altri tre fabbricati a Lozzolo, in provincia di Vercelli. "Sul mio onore - ha aggiunto in calce al documento Delmastro - affermo che la dichiarazione corrisponde al vero". 

A quanto si apprende da fonti della presidenza, l'Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia, che si è riunito oggi, ha approvato all'unanimità l'avvio di un ciclo di audizioni sulla vicenda dell'ex sottosegretario alla Giustizia Delmastro e nell'ambito dell'inchiesta sul clan Senese, già affrontata dalla Commissione durante il filone che ha riguardato le operazioni 'Affari di Famiglia' e 'Hydra'.  

La Commissione, a quanto si apprende, procederà alla richiesta di ascolto della Procura di Roma, delle forze dell'ordine, polizia e Gdf, Dap, l'Ucis, della scorta e dello stesso ex sottosegretario, "nel rispetto dei principi di rigore, trasparenza e tempestività che ne caratterizzano l'azione istituzionale".  

Le stesse fonti sottolineano che "la decisione è stata assunta con piena condivisione da parte della maggioranza, in particolare modo da Fdi, che ha altresì evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle modalità con cui informazioni relative a un'indagine in corso, di particolare delicatezza, siano state diffuse a mezzo stampa". Nel quadro delle proprie attività, la Commissione svolgerà inoltre una missione a Milano il 16 aprile, nel corso della quale saranno approfonditi anche i profili connessi all'indagine 'Hydra'. "La Commissione - si apprende dalle stesse fonti - ribadisce il proprio impegno a garantire il pieno accertamento dei fatti, nel rispetto delle prerogative dell'autorità giudiziaria e a tutela della correttezza delle istituzioni". 

"Io penso che l'ex sottosegretario Delmastro debba venire il prima possibile" in audizione in Commissione Antimafia "perché potrebbe darci elementi di quadro sulla vicenda che non interferiscono con le indagini; noi non possiamo né vogliamo interferire con le indagini", afferma il senatore del Pd e capogruppo in Commissione Antimafia Walter Verini al termine dell'Ufficio di presidenza. 

L'accusa per Mauro e Miriam Caroccia, indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla società 'Le 5 Forchette' che gestiva il ristorante 'Bisteccheria d'Italia' di via Tuscolana a Roma e di cui è stato azionista anche l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che ha poi rivenduto le quote, è di aver "trasferito e reinvestito" nella srl "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". E' quanto si legge nel capo di imputazione dell'indagine della Dda di Roma in cui si procede per le accuse di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Attività illecita aggravata dal fatto di averla "commessa al fine di agevolare l'associazione di stampo mafioso" facente capo al gruppo dei Senese. Secondo l'accusa, padre e figlia, nel dicembre del 2024, avrebbero 'investito' nella Srl al fine di "permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche" e "di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni". 

I primi interrogatori davanti ai pm della Dda di Roma sono previsti per metà settimana. A piazzale Clodio saranno ascoltati dai magistrati Mauro Caroccia, che sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, azionista della Srl. 

"Da una verifica documentale possiamo escludere che qualsiasi somma di denaro proveniente dalla camorra sia stata mai utilizzata nella operazione della società 'Le 5 Forchette Srl' e la famiglia Senese non ha nulla a che fare con questa storia né prima né dopo le dismissioni delle quote societarie ad opera dei legittimi detentori", afferma l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro e Miriam Caroccia. 

Si susseguono le reazioni. "Appare evidente che le dimissioni di Delmastro e il tentativo di relegare a una ‘leggerezza’ il fatto che un membro del governo fosse nella stessa società in cui un clan della camorra riciclava denaro non siano sufficienti. Il quadro, anche alla luce di quanto emerge in queste ore, si fa sempre più grave. Delmastro, che fino a pochi giorni fa era sottosegretario alla Giustizia con delega al Dap, deteneva quote in una società legata ad ambienti mafiosi: una circostanza preoccupante e allarmante che mina la credibilità dell'intero governo", dichiara la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. "Per questo - insiste la leader dem - è urgente che Giorgia Meloni venga in Parlamento a chiarire al Paese l'intera vicenda. È inaccettabile il silenzio in cui si è trincerata, ritenendo chiusa la questione con le dimissioni di Delmastro". 

Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, interviene in un video sui social. "Allora c'è da chiedersi: Giorgia Meloni l'hai fatto dimettere, sei stata costretta a farlo dimettere, e finisce qui la storia? Te lo tieni nel partito? E gli altri tre dirigenti che fine hanno fatto? Li tenete nel partito? Tutti contenti adesso?", si chiede l'ex premier. "Meloni qual è la tua posizione? Quali decisioni prenderai? Perché non ce le vieni a dire in Parlamento e ti assumi la responsabilità politica? Smettila di scappare", conclude Conte. 

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