(Adnkronos) - Dov’eravamo rimasti con la nuova legge elettorale? Nei due mesi trascorsi dall’incardinamento in commissione Affari costituzionali alla Camera, tra riunioni della maggioranza e audizioni che hanno smontato alcuni punti dello Stabilicum, qualcosa è effettivamente cambiato, tanto che ieri è stato
Ancora: è stato eliminato il ballottaggio, e sono stati introdotti dei parametri per il voto all’estero. Proprio su quest’ultimo punto c’è stato ieri un dibattito in commissione, con il Pd che vuole vederci chiaro, perché quello che c’è scritto può voler dire tutto e nulla, e Fratelli d’Italia che si è difesa spiegando che le norme introdotte servono per evitare frodi elettorali. Le opposizioni unite, però, non si sono lamentate solo per questo. Al netto del testo, i problemi riguardano soprattutto i tempi. Il 3 giugno, infatti, riprenderanno le audizioni, ma dureranno solo un giorno, perché già il 4 in commissione verrà adottato il testo base, che il 26 giugno approderà nell’aula della Camera, come deciso nella capigruppo di ieri. A questo proposito, la presidente dei deputati dem, lanciando un appello a Fontana, denuncia il fatto che la scelta di portare il provvedimento in aula già il 26 rischia di comprimere il lavoro parlamentare e impedire un esame approfondito e trasparente. Insomma, il clima sembra tutt’altro che collaborativo.
