Prodi: "Schlein può battere Meloni, primarie aperte fanno ridere"
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Prodi: "Schlein può battere Meloni, primarie aperte fanno ridere"

Politica
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(Adnkronos) - "Penso che Elly Schlein possa battere Giorgia Meloni, ma deve avere un'ampiezza di azione e di coalizione necessaria per batterla". Romano Prodi si esprime così a Otto e mezzo su La7 rispondendo alle domande sull'eventuale 'duello' tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Pd, Elly Schlein, alle

prossime elezioni. Il campo largo dovrà scegliere un leader: Schlein o Giuseppe Conte? Tra la segretaria dem e il leader M5S potrebbe spuntare un outsider? "Le primarie aperte a tutti mi fanno ridere. O si è tutti d'accordo su un Papa straniero, o a guidare tocca il leader del partito più grande", afferma Prodi. 

Capitolo programma: "La patrimoniale sarebbe una bellissima cosa, ma non si può fare. Ribadisco che quando si parla di tasse e migrazione poi vince la destra. O facciamo una riflessione seria su quale può essere un modello economico diverso oppure vince la destra con il modello Thatcher, che va ancora avanti. Le disuguaglianze, però, aumentano sempre di più e prima o poi queste situazioni scoppiano", dice l'ex premier. "Parlo a livello europeo: la sinistra perde perché non ha un progetto per ridurre le ingiustizie. Se non punta all'equità, che sinistra è?", si chiede. 

Si discute anche della posizione dell'Italia in un contesto internazionale ad alta tensione. "Sul riarmo il problema è non solo quanto denaro spendi, ma come decidiamo di spenderlo. Un esercito comune europeo rappresenta una sintesi, anche per non buttare via i fondi. L'Europa non arriverebbe al livello di Cina e Usa, ma potremmo difenderci a sud ed est. Meloni non vuole la difesa comune? Allora spenderà sempre più nella difesa nazionale per contare sempre meno".  

In ambito Nato, è dirompente l'azione degli Stati Uniti: "La Nato l'ha rotta Trump, non noi. Sia chiaro: se è un'alleanza, gli alleati devono parlare; se c'è un solo paese dominante e gli altri devono tacere, non è più un'alleanza. Se avessimo un esercito europeo avremmo invece un dialogo con lui". 

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