Minori, Meritocrazia Italia: "Prima di punire serve educare"
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Minori, Meritocrazia Italia: "Prima di punire serve educare"

Politica
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(Adnkronos) - "Il dibattito di oggi è tutto spostato sulla punibilità. Si discute se abbassare l’età, se presumere l’imputabilità, se riempire le carceri minorili. Ma nessuno si ferma a fare la domanda che conta: cosa abbiamo costruito prima?". Lo sottolinea in una nota Meritocrazia Italia, presieduta da

Walter Mauriello, sottolineando che "prima di punire serve educare". "Oggi mettiamo in mano a bambini di 5 e 6 anni uno smartphone e lo lasciamo solo davanti a una giungla. Una giungla fatta di algoritmi, di contenuti violenti, di sfide idiote, di bullismo 24 ore su 24. Li mettiamo 'in pasto' allo scibile informativo dei social senza regole, senza filtri, senza adulti che spieghino - prosegue - Su questo fronte lo Stato è stato assente. Nulla è stato fatto per regolamentare questo mondo. Nessuna legge sulla responsabilità delle piattaforme, nessuna educazione digitale nelle scuole, nessun supporto reale alle famiglie. Abbiamo delegato l’educazione di un’intera generazione a TikTok e Instagram". 

"E adesso, dopo anni di silenzio, ci svegliamo e la risposta è solo la punizione. Dopo averli abbandonati, li vogliamo processare come adulti. Non c’è cosa più sbagliata e ipocrita - continua - Lo Stato oggi raccoglie la distrazione di anni. Raccoglie il vuoto educativo, il fallimento della scuola, l’assenza dei genitori oberati dal lavoro e l’indifferenza della politica. Noi lo avevamo detto. Meritocrazia Italia 4 anni fa ha depositato una proposta di Testo unico per la riforma dell’accesso ai social".  

"Un testo di visione, non di emergenza. Con regole sull’età di accesso, con doveri precisi per le piattaforme, con educazione civica digitale obbligatoria e con percorsi di recupero per i minori devianti - continua - Oggi vediamo che diversi Paesi europei e non solo stanno andando in quella direzione. Qui invece si preferisce la legislazione d’urgenza alla legislazione della visione. Si rincorre la cronaca invece di prevenirla. Educare, insegnare, seguire, accudire. Prima di punire". "La sicurezza si costruisce a monte. Si costruisce a scuola, in famiglia, nelle comunità. Si costruisce dando ai ragazzi alternative, merito, regole chiare e adulti di riferimento. Punire è l’ultima spiaggia, non la prima risposta", continua. "Una società che punisce senza aver prima educato, è una società che ha già fallito - conclude - Chiediamo al parlamento e al governo di aprire un confronto vero. Basta spot. Serve un piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza che metta al centro la prevenzione, il merito e la responsabilità di tutti: Stato, scuola, famiglia e piattaforme". 

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