Conte e no M5S alle armi per Ucraina, reazione Pd: "E' un Vannacci, vuole rompere"
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Conte e no M5S alle armi per Ucraina, reazione Pd: "E' un Vannacci, vuole rompere"

Politica
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(Adnkronos) - Giuseppe Conte annuncia il no del M5S al sostegno per il riarmo dell'Ucraina. La posizione espressa dal Movimento 5 Stelle suscita immediate reazioni, in particolare nel Pd. La differenza tra le varie posizioni nel campo largo sul conflitto scatenato dalla Russia secondo Conte rappresenta un nodo che verrà sciolto con le

primarie. Dal Partito Democratico, però, arrivano risposte immediate. "Bene. Si prenda atto che c’è chi vuole rompere la coalizione. Su una materia per noi del Pd del più alto valore, cioè il futuro dell’Europa e la sicurezza del nostro continente", scrive sui social Lia Quartapelle. 

“Stare con l’Ucraina, significa difendere l’Europa. La pace passa dal ripristino del diritto internazionale stravolto dall’aggressore Putin. Il centro sx sa la differenza tra Russia e Ucraina e chi si candida a guidarlo può stare solo da una parte senza alternative", le parole di Simona Malpezzi, senatrice del Pd. "Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa", le parole di Filippo Sensi. "A meno che non punti di nuovo a una alleanza gialloverde. Gli italiani l’hanno già conosciuta, purtroppo. Se ne facesse una ragione", aggiunge. 

Le parole di Conte vengono evidenziate anche da Carlo Calenda. "Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre", afferma il leader di Azione. 

Conte "è libero di stare dalla parte della Russia, dell'aggressore", osserva Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia. "Noi non partecipiamo alla guerra ma è giusto aiutare gli ucraini a difendersi. Poi se Conte decide di stare dalla parte della Russia... Magari chieda al suo alleato, il Pd, se sono d'accordo. Questa è la loro grande contraddizione. Decidano, dicano che vogliono fare in politica estera", dice il vicepremier alla Versiliana. 

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