Dopo le elezioni di Roma 2021, "abbiamo già detto chiaramente, e io tendo a non venir meno alle cose che dico agli elettori, che non faremo apparentamenti e non faremo alleanze. La ragione è che, al di là delle mie preferenze personali, questa lista è stata votata da cittadini di centro, di destra e di sinistra,
"Darò supporto comunque a chiunque diventerà sindaco, con idee e proposte, come sempre facciamo, ma d'altro canto - spiega Calenda - sarà un lavoro nazionale che è molto importante perché esce rafforzato da questa esperienza ed è un lavoro che dobbiamo proseguire nel solco di un approccio riformista e pragmatico che non sposa l'idea che bisogna o abbracciare i populisti o abbracciare i sovranisti. Io non credo che quell'idea sia corretta, anzi credo che da quell'idea derivi l'ingovernabilità dell'Italia, tant'è che poi siamo costretti a chiamare Mario Draghi".
"Tutto quello che sto dicendo è soggetto a ciò che sappiamo al momento e che può cambiare anche di molto. Il dato fondamentale è che esiste un'area di riformismo pragmatico che non si accontenta dell'offerta politica attuale, che a Roma ha avuto un'affermazione molto significativa. Non so se saremo al 18 e mezzo o al 20,5 ma è un dato che per una lista civica non ha precedenti nelle elezioni romane", ha continuato.
Calenda ha iniziato il suo discorso ringraziando "lo staff, i volontari e tutte le persone che ci hanno aiutato in questo anno molto faticoso e molto bello di campagna elettorale, forse una delle più lunghe a memoria d'uomo. Abbiamo provato a dare a Roma la campagna che merita in termini di contenuti e di indipendenza: una sola lista fatta di persone per bene".
Per Calenda, "il nostro obiettivo non era una testimonianza ma arrivare a governare Roma e se da un lato siamo contenti di essere arrivati a questo risultato che - e lo dico per i tanti che ci hanno creduto - apre una fase di lavoro anche a livello nazionale, dall'altro dispiace che i numeri attuali non ci vedano al ballottaggio".
