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Il mantello e lo squarcio delle tenebre

San Martino e il povero, Vittore Carpaccio

Amore e Psiche
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Dividere il proprio mantello per cederne una parte a una persona bisognosa, significa riconoscere l'altro emissione della stessa fonte di luce.

San Martino e il povero, Vittore Carpaccio
San Martino e il povero, Vittore Carpaccio

 

Sul piano immaginifico il mantello non e' solo la proiezione del calore interiore, esso esprime anche la protezione che discende dall'Alto e consente di entrare in comunione con Dio. I cavalieri ricevono con la cerimonia d'investitura il mantello dell'ordine di appartenenza che simboleggia la fedelta' ma anche rigore ed obbedienza ai precetti interiori. L'investitura cavalleresca e' difatti una rinascita che squarcia il manto di fitte nebbie che ammantano il mondo e lo legano all'illusione della dimensione profana, per eleggere l'investito a una nuova vita, di aderenza a Dio. Mantello e luce interiore contrastano la volgarita' e abbondanza del mondo fenomenico in cui l'apparire conta piu' dell'essere. La cerimonia d'investitura e' una vera e propria iniziazioe e,come tale, abbraccia il germoglio di una nuova esistenza. Il cavalierato religioso percorre un cammino parallelo a quello riservato alle maestranze di costruttori alla base della Massoneria. Mentre i primi sono in stretto rapporto con la professione di fede, i secondi sono svincolati da un credo specifico e hanno come obiettivo la riedificazione del tempio interiore ascrivibile a tante culture antiche e alla base di ogni singolo cammino iniziatico. Il mantello con l'intervento della fede nella storia si nobilita ulteriormente, divenendo impegno e promessa non solo nella sfera civile e militare ma innanitutto morale e religiosa.

Il servizio e l'opera di dedizione verso gli altri non esprimono un sentimento di compartecipazione al dolore del mondo, ma sono il mezzo con cui il cavaliere interviene operativamente a favore del prossimo. La definizione di prossimo che estrapoliamo dai Vangeli mette in realta' una barriera tra la persona e l'altro, barriiera che crolla grazie all'ingresso nel cavalierato. Qui il bisognoso rappresenta il riflesso della nostra natura primordiale che nella sua nudita' e' rivestita della luce divina. Spartire il proprio mantello col mendicante significa abbracciare la propria natura divina che divene trofeo di una vita retta, non da esibire bensi' da conservare nella memoria, proteggere e difendere ad ogni costo. L'eroicita' che si nasconde dietro gli ordini cavallereschi non e' solo a livello concettuale ma ha un risvolto pratico nella lotta quotidiana da condurre in primis contro il proprio ego che genera presunzione e tracotanza. Le dame che compaiono negli ordini sono gigli di purezza, madri al servizio di ogni persona incontrino lungo il cammino spirituale che viene quindi adottata nel segno del Cristo. Esse danno corpo e sostanza a quanto il Messia pronuncio' dalla croce alla Madre ai suoi piedi, eletta madre di tutta l'umanita'. C'e' molto di medievale nell'investitura delle dame negli ordini cavallereschi. Il dolore per la perdita di un figlio che sovente allora si verificava in campo di battaglia, trova nella Fede la sua risoluzione. La Madonna ancora oggi e' il termine di confronto che permette di entrare in un rapporto di profonda empatia col mondo.

 

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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