Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
14
Mer, Nov
0 New Articles

Abbiamo 47 visitatori e nessun utente online

Annunci AdSense
Home 1
Annunci AdSense
art-top

Studio sullo sguardo. L’anima sacra e il carattere della sfuggenza

Raffaello Sanzio - La Piccola Madonna Cowper

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Nelle condizioni di vita normale, ossia quando siamo totalmente assorbiti dalla dimensione del quotidiano, i nostri occhi e la nostra vista sono assopiti nella matericita’ e assorbiti dalla contingenza

Raffaello Sanzio - La Piccola Madonna Cowper
Raffaello Sanzio - La Piccola Madonna Cowper

 

La luce e il buio che ci attorniano e nei quali ci troviamo immersi non sono che l'abbraccio alternato di due idee antiche e recuperate dal nostro bagaglio ancestrale. L'esperienza nella contingenza crea la sostanza del reale e spinge verso innumerevoli sviluppi che aprono a nuove e interrogate ricerche. Qui, in questa realta’ siamo infiniti nella possibilità di crearci e creare, ma è altrove che ci misuriamo con l'evoluzione e l'espansione di altri infiniti mondi. L'infinito acquista quindi in ulteriori prospettive la valenza di vaghezza in cui coabitano luce e tenebra e in tale ottica alimenta il desiderio della nostra espansione. Eppure, anche qui nella dimensione del nostro solito e familiare quotidiano ci troviamo a confrontarci con impensabili e improvvisi fenomeni. Quanto sappiamo delle potenzialita’ della nostra mente è paragonabile a uno spillo in un granaio. Sappiamo,e  ce lo conferma la scienza, che il nostro cervello non viene sfruttato in toto, ma solo per una ridotta percentuale, giusto quella che ci serve per nuotare nel nostro oceano. Eppure, per chi ha particolari finestre che mettono in comunicazione la sensibilita’ propria con insondati misteri, la mente e’ preparata a ricevere oltreche’ ad annoverare.

Non sono, in merito a quanto annunciato, pochi coloro che riferiscono di aver visto transitare con la coda dell’occhio, mentre erano assorbiti dai loro impegni, anime nella propria dimora. Il fatto che lo sguardo colga non un semplice riflesso ma l'intera forma nel suo vago apparire indica che la mente è preparata ad accogliere quanto da lì a poco sta per verificarsi. La mente sa in anticipo e la stessa scienza parla della particolare dote premonitiva che solo pochi individui sfruttano. Il fatto curioso e’  il comportamento della vista che di traverso coglie, come se strappasse un segreto a qualcuno.

La vista si nutre di luce e vede ciò che l'attraversa, Non a caso si parla di occhi come specchio dell'anima. La vista coglie e riflette ciò che a  tutti è concesso vedere. Ma se vogliamo andare oltre il tangibile, è del buio che gli occhi si nutrono per penetrante i misteri dello spirito. I grandi savi per antonomasia sono vecchi e non vedenti. La vecchiaia prepara al distacco e la cecita’ consente di cogliere la sostanza delle cose.

In base a quanto sopra detto, lo sguardo obliquo nell’arte associato ai santi e alle figure eremitiche evidenzia non solo il carattere nobile della santita’ conclamata, come si era portati a sostenere nel Rinascimento con l’attribuzione ormai assodata del termine Madonna alla Madre del Cristo. La Madonna e le figure sacre sono ritratte con sfarzosi costumi che li calano nella contingenza insieme a figure storiche contemporanee a quella dell’artista pittore e di contorno ai soggetti principali rappresentati. La preziosita’ dell’anima incontra la raffinatezza materiale portando alla ribalta la temporalita’ della Chiesa. Cio’ più che nel Medioevo in cui le immagini apparivano piatte e poco plastiche, ferme a una concettualita’ simbolica che col Rinascimento assume  sfumature ontologiche.

Al di la’ di tutto, la sfuggenza dello sguardo e’ un richiamo alla dimensione oscura che i grandi mistici del passato sono riusciti a penetrare e a tramandare con epistolari e confessioni. Guardare senza focalizzare, apre ad altre percezioni e non ha solo il semplice significato di dominare il mondo. Chi incrocia e centra con lo sguardo gli occhi dell'altro instaura con questi un dialogo o un confronto sullo stesso piano. La sfuggenza invece indica superiorita’ e mette in guardia.

Nel Cristianesimo bizantino gli occhi suscitano l’impressione della trasversalita’ e potenziano l'appartenenza all'Assoluto che si manifesta attraverso lo sguardo che sembra abbracciare l’universalita’ e al contempo  esprime il principio basilare dell’umilta’ nel Credo ortodosso.

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Annunci AdSense
art-bot

Seguici anche su Facebook

Annunci AdSense
sidebar
Annunci AdSense
sidebar
Ti potrebbero interessare anche:
home 2