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Dalla giustezza alla giustizia. Evoluzione ed involuzione delle civilta’

La giustizia è l'applicazione della giustezza

Amore e Psiche
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La giustizia è l'applicazione della giustezza.

La giustizia è l'applicazione della giustezza
La giustizia è l'applicazione della giustezza

 

La parola giustizia oggi la troviamo presente diffusamente quale fine ultimo di una societa’ realmente evoluta, mentre la parola giustezza oggi e’ quasi del tutto sconosciuta. Tale parola richiama il senso della misura e ci riporta indietro nel tempo, a un’epoca in cui l’uomo viveva in sintonia con l’ambiente, in un rapporto di equilibrio con esso.

La dea della Giustizia è rappresentata con la bilancia a sottolineare il senso della misura che implica il concetto di responsabilita’ dell’uomo inserito nel proprio ambiente, responsabilita’ da ricondurre quindi anche a lui stesso. Per gli antichi non c’era alcuna interruzione ne’ discrepanza tra cio’ che e’ personale e cio’ che e’ di tutti. L’uomo viveva parallelamente la sua dimensione intima e quella comunitaria che comunicavano in virtu’ dell’impostazione culturale su cui era basato il sociale e il privato. Non esistevano barriere. Si era tutti parte di un unico sistema che includeva la Natura nei suoi molteplici aspetti.

Con l’avvento del Neolitico pero’ l’equilibrio su descritto subisce le prime incrinature. Lo studio primitivo delle piante e la conversione dell’uomo da piantatore a coltivatore fa si’ che il privato prenda piede nell’ambiente circostante, richiedendo le prime legiferazioni a definire il proprio spazio e lo spazio comunitario. E’ questo il punto di partenza verso la proprieta’ privata che verra’ trattata e definita dai primi codici giuridici delle civilta’ mesopotamiche e successivamente dal mondo ebraico.

Il senso della proprieta’ crea forti squilibri nel rapporto uomo ambiente. Se nelle civiltà primitive cacciatoriali l’individualita’ era una fonte di ricchezza per tutti e veniva catalizzata oltreché rappresentata dalla figura ieratica dello Sciamano, lo sviluppo dell’agricoltura sposta l’attenzione sul singolo che entra in conflitto col mondo circostante, frastagliando la geografia sociale. Il singolo sì arricchisce o impoverisce a seconda delle situazioni e nascono le citta’, luoghi di scambio di merce e moneta. Il criterio di giustezza viene cosi’ sorpassato da quello di giustizia in cui la misura intesa come equilibrio cede il passo al bisogno di far interagire le parti in causa attraverso l’intervento della Legge.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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