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Il duplice volto di Dio nella tradizione ebraica

Il duplice volto di Dio nella tradizione ebraica

Amore e Psiche
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In precedenza mi sono soffermata sul simbolismo della rosa che, in comune agli altri fiori esprime il concetto di circolarità con in più la complessità suggerita dalla disposizione dei petali che si chiudono verso il centro.

deserto (dal latino deserere che significa abbandonare)
deserto (dal latino deserere che significa abbandonare)

 

L'impenetrabilità del centro rimanda ancora una volta alla definizione dell'Essere nella cultura mediorientale, per lo più d'ispirazione mazdeico-persiana. Prendendo spunto dalla natura e dal comportamento dei fiori in particolare nell'arco della giornata (il loro schiudersi alla luce del mattino e il rinchiudersi col sopraggiungere delle tenebre) ha contribuito senz'altro a sviluppare il concetto di Dio. Dio è l'irraggiungibile, il centro impenetrabile allo sguardo profano. Il fiore non può essere che in rapporto al sole, espressione vitale di Dio protetto dal suo stesso vigore e pertanto non osservabile ad occhio nudo.

La nostra cultura contemporanea ci ha portati ad associare il Mistero alla notte più buia che fagocita ogni sembianza. Ma il vero mistero per le antiche popolazioni nomadi, figlie del deserto, è proprio racchiuso nella luce. La luce crea l'effetto illusiorio dei miraggi, genera il caldo opprimente che soffoca ogni respiro, appesantisce fino allo stremo il passo umano e alimenta il deserto. Il deserto è figlio del sole ed è ostile all'uomo. E' l'espressione di Seten, l'avversario, contro cui gli Ebrei che avanzavano in cerca della terra promessa dovevano lottare. E' nel bagliore il duplice volto di Dio, del Dio buono e del Dio nefasto e quest'ultimo concetto se da un lato ha arricchito nell'immaginario collettivo la figura di Lucifero (colui che porta la luce, in rapporto al pianeta Venere ma anche all'energia vitale del sole che sprigiona la sua bellezza con l'alba), dall'altro nel suo significato più nefasto, Satana (il signore degli inferi dove il fuoco è tortura eterna).

Il doppio aspetto di Dio di solito si è portati ad associarlo alla civiltà indù che prendendo spunto da ciò ha espresso concetti ben più ampi che hanno investito il campo medico. Ciò che è farmaco è anche veleno e l'immunità dipende dall'uomo e dal percorso spirituale che vorrà intraprendere. Ma a ben guardare, il bacino di estrazione di tali principi è proprio il Medioriente. Per raggiungere il sole ed elevarsi a lui bisogna danzare e danzare ruotando intorno al proprio centro. la velocità di tale danza produce l'estasi che porta l'uomo ad innalzarsi dalla condizione fenomenica e a raggiungere il suo centro che è espressione di Dio, (danza derwish d'ispirazione sufi da phos-photos= luce, quindi di matrice persiana). La velocità di tale danza circolare produce come effetto l'annullamento di ogni colore che viene inglobato nel bianco che è per definizione la somma di tutti i colori ed espressione positiva della luce .

Anche le donne ebree danzano ruotando intorno al proprio centro e con le braccia alzate e i palmi aperti. Ma la loro è una danza armonica e lenta che tende verso il cielo. Tutto ciò che è posizionato in alto appartiene a Dio, anche gli angeli e la lotta di Giacobbe contro l'angelo (espressione di Seten, l'avversario, ossia l'aspetto misterioso di Dio) è una vera e propria prova iniziatica che conferma la prodezza spirituale di quell'Israelita che sviluppa la conoscenza di Dio in toto. Concludo dicendo che il Mistero appartiene all'Uno perché l'Uno è concentrazione di energia. Il molteplice invece è dispersione. Le tradizioni lunari di matrice matriarcale rappresentate egregiamente dalla greca Ecate che esprime la mutevolezza del volto lunare, la sua proprietà cangiante, verranno anche in base a quanto espresso poc'anzi per la maggiore soppiantate dalle tradizioni solari.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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