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Fuscaldo ospita il FAI

Fuscaldo ospita il FAI

Cultura Calabra
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Fuscaldo, rinomato borgo del Tirreno cosentino, che come un guanto si protende dai vellutati monti verso il mare, ha ospitato il FAI nella giornata d'autunno che si e' celebrata il 15 ottobre.

Fuscaldo, Torre dell'Orologio
Fuscaldo, Torre dell'Orologio

Per l'occasione il centro storico ha accolto visitatori e soci del FAI che grazie alle guide messe a disposizione dalla Fondazione hanno potuto ammirarne storia e bellezza. Celebre agli occhi della Cristianita' per aver dato i natali a Vienna di Fuscaldo, madre di San Francesco da Paola, Fuscaldo vanta una varieta' di opere e aristi artigiani degni di nota. La giornata del FAI d'autunno era volta a divulgare la preziosita' dei portali delle dimore gentilizie, opere dei maestri scalpellini fuscaldesi che dal '300 al '500 hanno lasciato i loro esempi migliori. La loro fama si estese in tutta la Calabria Citra che all'epoca arrivava fino a Sapri e riecheggio' presso le piu' prestigiose famiglie di Napoli. L'arte di intagliare la pietra deve nel territorio di Fuscaldo le sue origini alle cave di estrazione della pietra arenaria o tufo.

Anticamente si contavano dieci cave, oggi ancora in parte visibili dietro il castello. Il tufo e' friabile e facile da lavorare per questo molto sfruttato in Eta' barocca della quale a Fuscaldo vi sono numerose tracce. I palazzi nobiliari Valenza, Calabria e Vaccari, nonostante l'incuria accumulatasi nei secoli e giunta visibile fino a noi, mostrano ancora oggi la loro imponenza rimarcata dall'impronta barocca che sotto l'influsso della cultura spagnola diede i migliori esempi. Scalpellini ma anche intarsiatori e intagliatori del legno hanno lasciato l'impronta della loro ingegnosita' ammirabile ancora oggi sui portali con ricche e sfarzose lavorazioni. Tra gli edifici sacri spiccano la chiesa Madre e la chiesa della Confraternita dell'Immacolata. Nella prima risaltano i pulpiti in legno sul rivestimento interno bianco scandito dalla presenza di affreschi che mostrano una certa attenzione del passato rivolta anche alla pittura sacra. La seconda per quanto contenuta nelle domensioni mostra in tutta la sua opulenza l'arte barocca.

La Confraternita aggregava muratori, scalpellini, intagliatori e intarsiatori di fama che si avvalevano di collabirazioni con note maestranze di fuori. La cornice dei monti accresce di fascino il territorio dominando dalle vertiginose sommita'. Il paesaggio esprime elevazione e scandisce i luoghi segnati dal passaggio nella storia del mistico paolano. La cultura calabra va compresa in relazione alla spinta verticale della terra che suscita stupore e avvicina l'uomo a Dio. Cave e grotte suggellano il legame con l'ancestrale respiro di sacralita' che ancora sopravvive nell'ultimo scalpellino di Fuscaldo, Luigi Coscarella. Come rivela il nome, la localita' deve la sua origine a una fonte calda la cui presenza collega alle terme Luigiane. Lo scalpellino e l'ultimo intagliatore danno luce al mistero, traggono la forma dall' idea racchiusa nella grotta dell'interiorita'. Impregnano di senso il luogo raccogliendone lo spirito culturale ravvisabile nell'aneddoto secondo cui un fascio di luce percorse il buio della casa di Vienna di Fuscaldo, comunicandole che sarebbe nato dal suo ventre il Santo di Paola.

Luigi Coscarella, l''ultimo scalpellino di Fuscaldo
Luigi Coscarella, l''ultimo scalpellino di Fuscaldo

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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