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La lirica, la fanciullezza dell'anima e il fiato della strada

La lirica, la fanciullezza dell'anima e il fiato della strada

Invito alla lettura
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E' nei momenti di crisi che l'uomo e' portato a riscovare l'infanzia dove la dimensione della fanciullezza assume connotati rassicuranti.

La lirica, la fanciullezza dell'anima e il fiato della strada
La lirica, la fanciullezza dell'anima e il fiato della strada

L'infanzia e' un guscio pieno che contiene l'essenza della vita. Nel tempo, crescendo, la persona si arricchisce di quel surplus rispetto al quale indietreggia in sicurezza. La stabilita' e' nell'essenza che da bambini coincide con il nucleo familiare interpretato come casa. La casa di un bambino e' il suo mondo e solo crescendo il mondo anche solo in senso figurato diviene la casa. L'artista spesso e' portato a identificare l'infanzia con una visione del tempo bucolica o idilliaca e a rintanarsi in una condizione di regressione emozionale che lo consegna a una lettura introspettiva ed archetipica della realta'.

Myricae

La regressione sul piano emozionale e' molto forte nei poeti spesso fraintesi e ridimensionati a vaabobondi delle nuvole, quasi la poesia fosse un vizioso modus vivendi adeguato a una classe sociale in grado di beneficiare del privilegio di aleggiare sul mondo. In realta'la poesia e' la sintesi di uno scontro attutito dalla bellezza, tra la durezza del mondo filtrata sul piano emozionale e quindi soggettivizzata e il sognante mondo ancestrale che corrisponde all'infanzia dell'anima. Gli archetipi sono condensazione di poesia tradotta in immagini, esemplari di una semplicita' che denuda i canali delle emozioni, divenendo specchio riflettente l'umana sensibiita'. Quanto piu' una poesia e' nuda, concisa, ermetica, tanto piu' riesce a colpire il cuore dei lettori e a penetrarlo. L'alfabeto simbolico dell'infanzia risorge nelle epoche di trapasso nel suo minimalismo protettivo. Lo sgretolamento del bagaglio di certezze naufraghe nel delirio di un orizzonte nebuloso che si affaccia, frena la conoscenza acquisita e compressa in strati che sempre piu' assumono le fattezze di scomodi involucri o abiti nei quali ci sentiamo a disagio. L'esigenza di un alfabeto nuovo coincide con un bisogno di rinnovamento che riparta dalle radici e affinche' cio' si concretizzi, deve passare attraverso la soglia di una illuminante rivisitazione del corredo immaginifico dell'infanzia.

Ritratto di Pasolini

La sicurezza veicola il sacro nella sua ordinaria straordinarieta' che, al di fuori di ogni convenzionale accademismo letterario fa risorgere l'uomo. Nella sua Poetica del Fanciullino Pascoli estrinseca in chiave lirica lil moto interiore di ricongiungimento con l'inafferrabile radice al di fuori di un computo temporale. La sua poesia non e' fuga bensi espressione di una ristrutturazione necessaria. Di un'analfebetizzazione che spogli l'uomo di ogni eccesso. In termini di esigenza che non puo' essere interpretata in chiave puramente estetica, riaffiorera' per vie traverse nella poetica di Pasolini. L'anamnesi dell'espressivita' pasoliniana riporta a un greto di spiritualita' ateistica. Da qui il soggetto viene introdotto a una forma di coralita' che non debilita l'individuo e il cui linguaggio trascende gli orpelli linguistici. Nell'ultimo passo con accenti di pura autenticita' rifonda l'uomo.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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