Italia, quale onesta'?
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Italia, quale onesta'?

L'Italia. Quale onestà?

l'Opinione
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In Italia abbiamo bisogno di gente capace, più che di gente onesta. Avevamo Craxi, poi in nome di quelli che rincorrevano l'onestà, ha persco credito e la casta di prima l'abbiamo sostituita con la nuova, d'oavanguardia.

L'Italia. Quale onestà?
L'Italia. Quale onestà?

 

Quando sento parlare di onestà e nominare la serie di proclami basati su di essa, mi vengono i brividi. Come avveniva alle soglie dell'Età Moderna, l'onestà in un'Italia afflitta dal male dei particolarismi significa ragionare e produrre in termini faziosi legati neanche più allo statuto protocollato degli ideali di partito, ma a favore di una cerchia ristretta di persone che agiscono in nome proprio e per se stesse, pretendendo di cambiare il mondo.

Quanto c'è di vero all'interno della Seconda Repubblica a proposito delle guerre giudiziarie passate sotto il patrocinio del Tribunale di Milano con l'operazione di grande di risonanza mediatica che portava il nome di "Mani pulite", non lo sapremo mai. Toghe rosse e prima ancora accordi taciuti con grandi lobby e servizi segreti hanno iniziato a polverizzare quello che era il patrimonio collettivo del significato di giustizia legato a quello di onestà. E da lì, la caduta degli dei a incominciare dal grande Di Pietro che ci aveva fatto sognare un'Italia libera e diversa in tutto, una volta eliminato il suo unico nemico: Berlusconi. Temi affrontati e poi a seguire, indagini archiviate. Grandi personaggi illusori in nome dell'onestà, poi d'un colpo scomparsi per rimettere al loro posto se non i soliti nomi, le loro marionette. E poi Travaglio e infine il Grillo che ha fatto sognare un'Italia fuori dalle righe, un'Italia dai porti chiusi poi diventati aperti, libera e libertina in nome della legalità che avrebbe tolto la prostituzione dalle strade per poi ficcarla negli hotel con bambole e bamboli allo scopo di concedere sesso meccanico.

Quale onestà? L'avessimo posta prima questa domanda... quale onestà sarebbe mai possibile senza moralità? E cosa sarebbe la moralità in Italia? Inseguire una legalità impraticabile, soltanto per prendere voti? Non è di onestà o di una realtà affine che abbiamo bisogno, ma di menti capaci di saper coltivare nella cultura del compromesso il giusto per tutti o quasi. Soprattutto qui al Sud e in Calabria di questo c'è bisogno e non del solito eroe contro tutti, votato e propagandato al fine di lasciare tutto immutato. Perché in un'Italia abituata ai traffici e a sperimentarsi culturalmente in tale prospettiva si va avanti soltanto trovando la giusta misura e non con gli inciuci sottobanco subito sgamati dal giochetto dei telefonini. Abbiamo bisogno della figura dello stratega politico che sia mediatore e conosca tutti i linguaggi possibili, da quelli delle grandi Istituzioni incravattate a quelli della manovalanza di pescheria. L'onestà è la propaganda di chi vuole tutto immutato per portare avanti i soliti nomi anche da morti. Perché certi signori non tramontano mai e restano in vita tramite i volti e i nomi, che portano avanti, anche se non geneticamente familiari.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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