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Un solo tipo di gonfiore addominale, tante le cause

Un solo tipo di gonfiore addominale, tante le cause

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Il gonfiore addominale è uno dei sintomi più comuni che si manifesta sia nell’uomo che nella donna, ma le cause possono essere diverse: dall’alimentazione al comportamento a tavola. Leggete l’articolo per saperne di più.

Un solo tipo di gonfiore addominale, tante le cause
Un solo tipo di gonfiore addominale, tante le cause

 

Il sintomo più diffuso: le cause

Quando il gonfiore non vi fa vivere bene né con voi stessi, né in mezzo agli altri, bisognerebbe prendere provvedimenti, ma da dove iniziare? Per farlo nel modo più opportuno, bisognerà ritrovare le cause, che purtroppo non sono poche.

Durante le visite con i pazienti sono diverse le domande da porre per capire se il gonfiore possa essere provocato dalle cattive abitudini alimentari o da problemi fisiologici, è proprio questo il primo step da affrontare per trovare il rimedio giusto.

Il primo punto da modificare, che può causare gonfiore addominale, è la masticazione veloce. Se il cibo, piuttosto che essere triturato viene ingerito interamente, quando arriva nell’intestino viene fermentato dalla flora batterica intestinale generando così gas che aumentano il gonfiore; inoltre, masticare velocemente limita l’assorbimento di nutrienti, aumenta l’introito di aria e, soprattutto, non ci fa percepire il vero sapore del cibo.

Altra causa di gonfiore addominale potrebbe essere la stitichezza, infatti, se non siamo regolari nelle funzioni alvine, non riusciamo ad espellere i gas che si accumulano nell’intestino, a causa delle normali fermentazioni intestinali. È tipico delle persone che soffrono di stitichezza accumulare gas intestinali che ostacolano anche la corretta alimentazione, in quanto il soggetto tende a mangiare di meno ed a nutrirsi con carboidrati e lieviti, che peggiorano la condizione. 

Non solo le condizioni fisiologiche alterate, ma anche la quantità e la frequenza del cibo che mangiamo possono causare gonfiore addominale, poiché si può sviluppare un’infiammazione da cibo. Questa si genera quando mangiamo sempre gli stessi alimenti, che fanno superare il livello soglia tollerato dall’organismo e generano infiammazione, liberando quindi le citochine infiammatorie BAFF e PAF ed incrementando il valore delle IgG. Nel caso in cui dovesse esserci un’infiammazione da cibo, il gonfiore addominale si presenta anche a digiuno, mentre se si presenta dopo i pasti una delle cause più frequenti è data dal consumare la frutta subito dopo pranzo o cena; infatti, questa insieme al cibo appena ingerito aumenta le fermentazioni intestinali e genera spesso anche meteorismo.

Infine, per limitare il gonfiore addominale, sarebbe buona prassi mantenere un buon equilibrio della flora batterica intestinale, evitando che si generi disbiosi. Difatti, quando l’equilibrio fra i batteri che proteggono la mucosa intestinale si perde, a causa delle cattive abitudini alimentari, dello stress, delle infezioni, dell’abuso di farmaci e di antibiotici, la flora batterica intestinale si altera generando disbiosi e creando le condizioni per la proliferazione di germi patogeni che causano la formazione di quantità elevate di gas intestinale, che siano a carattere fermentativo o putrefattivo.

Rimedi alimentari e naturali

Per porre termine a questa spiacevole sensazione di gonfiore, è possibile modificare alcuni atteggiamenti che abbiamo menzionato prima, a partire dalla masticazione: più lentamente masticheremo, maggiore sarà il benessere psicofisico che ne deriverà: i cibi verranno digeriti, aumentando sia l’assorbimento di sostanze nutritive, sia migliorando il gonfiore. Importantissimo, per la regolarità intestinale è il consumo di fibre ad ogni pasto ed un’ottima idratazione, bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno, praticando anche la ritualità, ovvero perdendo almeno 10 minuti del proprio tempo in bagno, in modo da far abituare il corpo. Solo svuotandoci completamente, sarà possibile annullare quella sensazione di palloncino nella pancia.

Inoltre, il variare l’alimentazione è uno dei rimedi per evitare che si presenti un’infiammazione da cibo; scegliendo ogni giorno un alimento diverso, appartenente a categorie alimentari diverse, il corpo riesce a tollerare la quantità di quel cibo che gli stiamo offrendo. Solitamente consiglio il test per valutare le reattività alimentari, sia il Quasa che il test Recaller, a seconda del paziente che ho di fronte; in seguito a questo, sarà possibile stilare una dieta che possa abbassare e debellare l’infiammazione da cibo generata da noi stessi a tavola.

Infine, il consumo frequente di zuccheri e lieviti, lo stress, l’assunzione di antibiotici senza l’aggiunta di un probiotico, danneggiano l’equilibrio intestinale, che bisognerà rimettere a posto tramite l’eliminazione di zuccheri semplici e farine raffinate, gestendo lo stress anche attraverso la pratica di un’attività fisica costante tale da farci scaricare le tensioni e limitando l’assunzione di farmaci quando non è necessario.

Oltre a ciò, esistono anche diversi rimedi omeopatici da poter scegliere, ed essendo qualificato in questo tipo di medicina spesso consiglio l’Argentum nitricum 4 CH, se è presente anche flatulenza addominale al mattino al risveglio e gas dopo aver mangiato cibi zuccherini, il Kali carbonicum 4 CH, se si hanno anche dolori addominali e se si soffre di stipsi, il Lycopodyum 4 CH, se si soffre di meteorismo, infine, rimedio alla portata di tutti è il carbone vegetale attivo in grado di assorbire i gas intestinali in eccesso.

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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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