Alito pesante? Quando dietro ad un banale disagio può nascondersi altro!
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Alito pesante? Quando dietro ad un banale disagio può nascondersi altro!

Alito pesante? Quando dietro ad un banale disagio può nascondersi altro!

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Alitosi: si tratta solo di disagio personale? Il problema, molte volte, non è solamente quello di dover approcciarsi con altre persone e sentirsi in imbarazzo, ma può essere anche altro, soprattutto se, dopo un’accurata igiene orale , il problema persiste. In questo articolo vi ho descritto cosa può nascondersi dietro un banale alito pesante, e quali accortezze prendere. Buona lettura!

Alito pesante? Quando dietro ad un banale disagio può nascondersi altro!
Alito pesante? Quando dietro ad un banale disagio può nascondersi altro!

 

Alitosi: che fastidio!

Solitamente, il problema dell’alitosi è strettamente correlato all’alimentazione che si svolge. Di fronte all’alitosi, la prima cosa da fare, che consiglio sempre ai miei pazienti, è agire sulle regole base dell’alimentazione, in primis; se il problema invece persiste, nonostante una prima correzione alimentare, allora è necessario considerare altri fattori che leggerete più avanti.

Innanzitutto, è necessario curare la masticazione, che deve essere lunga e attenta, in modo che gli alimenti vengano digeriti correttamente. Per fare questo è necessario posare la forchetta tra un boccone e l’altro senza riprenderla in mano prima di aver ingoiato completamente il boccone. Questo è essenziale perché si formi il bolo alimentare, ovvero quella “poltiglia” di materiale nutritivo che contiene l’impasto di cibo masticato, impastato e imbevuto di saliva, che si forma in bocca prima della deglutizione. Le componenti presenti nella saliva che servono per favorire la digestione sono sali minerali, in particolare cloruri e bicarbonati di sodio, potassio e calcio, enzimi (amilasi, mucina, lisozima, lipasi) ed immunoglobuline: proprio tutte queste componenti servono a favorire la prima fase della digestione, in modo tale che il cibo venga ben lavorato e proceda nello stomaco per la seconda fase della digestione.

Cause dell’alitosi

Le cause sono però davvero tante, e vanno dalla semplice ingestione di alimenti particolari, come l’aglio e la cipolla, a vere e proprie patologie. In effetti, come avevo accennato prima, l’alitosi può denotare uno stato di sofferenza dell’organismo: essa riflette un problema locale, denti cariati o affetti da piorrea, così come una cattiva igiene orale. Anche nel momento in cui non si cura l’igiene del cavo orale, si ha un ristagno interdentale di residui alimentari degradati dai batteri della placca; un dente cariato, ad esempio, può trasformarsi in un piccolo serbatoio di detriti alimentari, che come tutte le sostanze organiche in via di decomposizione producono cattivi odori. Se durante la giornata la saliva e i sorsi d’acqua contribuiscono a ripulire i denti ed il cavo orale da queste sostanze, allontanando sia i residui alimentari che i batteri, d’altra parte, durante le ore notturne tale flusso salivare viene meno rispetto a come lo era durante il giorno, e ciò spiega, almeno in parte, come mai l’alito cattivo sia particolarmente comune al risveglio e nei fumatori (il fumo, oltre a contenere sostanze che conferiscono all’alito un odore sgradevole, favorisce la secchezza delle fauci).

L’alitosi tipica delle infezioni rino-faringee (riniti, sinusiti, faringiti) e di alcune malattie polmonari (bronchiectasia, ascesso polmonare) è dovuta alla presenza di materiale mucopurulento e necrotico. L’alito cattivo può essere anche espressione di una patologia epatica avanzata, ed in questo caso assume un odore simile al pesce (alitosi ammoniacale), o di insufficienza renale (quando ricorda quello dell’urina); più gradevoli sono le esalazioni fruttate della chetoacidosi diabetica. Anche l’assunzione di alcuni farmaci, come certi antibiotici, può conferire all’alito un odore poco piacevole.

Agire sull’alitosi di può!

Innanzitutto, ciò che consiglio ai miei pazienti è masticare lentamente, mangiare semplicemente prima di ogni pasto un pezzotto di frutta o verdura non cotta e non condita. Va bene anche un morso di mela, un pezzo di carota, un pomodorino, un gambo di sedano: così un’attenta masticazione di frutta e verdura fibrose è di aiuto per mantenere denti e gengive sane e nel prevenire l’alitosi.

Utili sono i rimedi come Mercurius solubilis 9 CH di cui prendere 3-4 granuli 2 volte al giorno da sciogliere sotto la lingua per cicli terapeutici di circa 10 giorni ripetibili. In qualità di medicinale omeopatico, Mercurius va utilizzato a bocca pulita e cioè lasciando passare almeno 10-15 minuti dall’aver mangiato, bevuto e fumato. Lo stesso vale anche per la menta e la liquirizia senza la necessità di estremismi ma solo con un minimo di buon senso evitando di lavarsi i denti o di bere un caffè subito dopo aver sciolto i granuli sotto la lingua. E’ utile anche un’azione di depurazione generale dell’organismo utilizzando ad esempio un prodotto come Depur H di cui prendere 1 capsula a prima colazione e una a cena per cicli di circa un mese serenamente ripetibili. Questo prodotto unisce insieme l’azione dell’inositolo a quella di un complesso fitoterapico dall’azione drenante e depurativa.

Per quanto riguarda le altre malattie dell’apparato digerente, è opportuno diagnosticarle e pensare ad agire a monte del problema, andando ad eliminare la causa che le ha scatenate e di conseguenza il problema dell’alitosi correlato andrà via. Agire sull’alimentazione riducendo i livelli di infiammazione da cibo con una dieta di rotazione settimanale personalizzata sul proprio profilo alimentare è uno dei meccanismi più utili per agire stimolando il metabolismo in modo da ridurre l’accumulo di liquidi, modulare la resistenza insulinica periferica e mobilizzare le riserve di grasso.

Con l’effettuazione di specifici test presso il mio studio è possibile con un unico esame valutare sia i livelli di infiammazione da cibo dosando due citochine infiammatorie come BAFF e PAF e analizzare il proprio profilo infiammatorio in base a livelli di immunoglobuline G specifiche per il cibo.

Quindi, avere delle abitudini alimentari il più possibile corrette nella propria quotidianità è uno stimolo positivo anche per il benessere della nostra mente e controllare l’infiammazione, sia rispettando il proprio profilo personale che tramite un corretto stile di vita, non può che essere di ulteriore supporto per vivere una vita non solo sana, ma anche serena. Ricordiamoci che è molto importante ridurre gli zuccheri semplici, le farine raffinate, ed evitare tutto ciò che possa sviluppare insulino-resistenza e sviluppo di infiammazione da cibo. Alternare nella propria dieta fonti di proteine quali pesci e uova in prevalenza, a seguire carni bianche e frutta secca, e cercare di evitare tutti quei cibi che aumentano il grado di infiammazione. E’ essenziale l’associazione di tanta frutta  verdura, prevalentemente crude, piena di sostanze anti-ossidanti, minerali e vitamine, ed è inoltre importante integrare omega-3, anti-infiammatorio naturale, e bere più di 2 L di acqua al giorno. Infine, cereali integrali, tuberi e legumi contenenti proteine a scarso valore biologico, ma ricchi in fibre, ferro e calcio e fondamentali a fornire energia, con un basso impatto sull’andamento glicemico giornaliero.

Vi ricordo che è uscito il mio secondo libro su “La dieta anti-infiammatoria”, pertanto vi invito a visitare il mio sito www.francescogarritano.it , andare nella sezione e-commerce per prendere possesso del mio nuovo libro.

Fonti bibliografiche:

  • Lassale C., Batty G.D., Baghdadli A., Jacka F., Sanchez-Villegas A., Kivimaki M. et al., Healthy dietary indices and risk of depressive outcomes: a systematic review and meta-analysis of observational studies. Mol Psychiatry. 2018 Sep 26.

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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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