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Una sfera ruota nei cieli, nel sistema solare! Pianeta terra sostanza universale. Sopra la terra nascono, fioriscono e periscono civiltà. Ognuna crea una propria immagine del mondo. Ogni civiltà presenta al mondo forme religiose, arti, culture differenti con interpretazioni moltiformi della vita.
I linguaggi sono molteplici. La visione alta viene intessuta sapientemente dal poeta – colui che coltiva la parola e le immagini – ancor più se ispirate… Leggere una civiltà è cosa ardua. Ciascuna di esse ha maturato modelli, strutture dissimili di visioni del mondo. Oggi giorno che si parla sempre di più di mondo multipolare e culturale occorre accostarsi ai numerosi saperi e cercare capire intendimenti differenti dello stare nel mondo onde evitare contrasti, conflitti, equivoci.
Ciascuna civiltà ha edificato un linguaggio suo proprio. Leggiamo cosa ci ricorda Ernst Jünger in merito:
“… Ma sull’altro versante, là dove la lingua esprime ciò che i sensi e l’intelletto comprendono, l’uomo la domina consapevolmente, con energia creatrice. Delle opere umane, il linguaggio è la più grande – un tappeto in cui l’intero mondo è intessuto e disegnato. Alle sue forme, ai suoi colori, ideogrammi e geroglifici, oltre al genio dei popoli e ai grandi maestri, hanno collaborato innumerevoli ignoti e innominati. Fra tutti gli edifici, il linguaggio é il più saldo ed il più antico – un castello incantato con labirinti e segrete, con osservatori astronomici e saloni di rappresentanza, dalle cui finestre lo sguardo corre lontano, alla storia e alla preistoria. Quale felicità, che esso ci sia stato conservato in mezzo alla distruzione. Nelle sue camere che sopravvivono indistruttibili riposa la piena eredità del passato. Colui che in esso è a casa propria non si abbandonerà mai agli elementi inferiori, e sarà sempre confortato da ricchi doni.
Il linguaggio non è soltanto rivelazione né soltanto dono, ma anche opera ed espressione. Perciò i tratti del corpo umano sono stampati in esso come caratteri tipografici in un libro.
Da essi è possibile trarre conclusioni sulla vita e sull’evoluzione dell’uomo, così come dalle impronte nello scisto cristallino é possibile ricostruire le forme di animali oramai estinti.
In modo analogo, il corpo umano ha lasciato nel linguaggio tracce che stimolano l’osservazione e l’interpretazione. Se cediamo a questa seduzione, qualche reperto che scopriamo nel reame del linguaggio potrà forse procurarci ricchezze insperate”.
La terra gira e ci ritroviamo catapultati in India! Nel video di oggi si parlerà grazie alla presenza di Giuliano Boccali di: L’AMORE NELLA POESIA INDIANA attraverso i capolavori della letteratura classica.
Mentre la poesia d’amore occidentale, fin dai lirici greci, è ispirata dalle vicende personali dei poeti, Saffo, Archiloco, Catullo o John Donne… la passione indiana per le categorie fa sì che in poesia sia cantato l’amore concreto di un uomo e di una donna astratti. Davanti a noi è così evocata una galleria di personaggi emblematici, colti nei momenti più significativi del rapporto: la fanciulla ingenua innamorata per la prima volta, la traditrice seducente e infida, gli amanti alla prima notte d’amore, gli sposi intrisi di nostalgia perché il marito è lontano e magari sopraggiunge il monsone che ne ritarderà di due mesi il rientro…
I testi fondamentali della poesia classica sono le quartine indipendenti, dove i diversi temi e motivi svolti in brevi scenette dal sapore quasi teatrale o in assorte descrizioni di carattere contemplativo; in queste grande parte ha la natura,consona o contrastante ai sentimenti dei protagonisti. Nell’incontro, i requisiti della poesia d’amore indiana classica si renderanno evidenti grazie alla lettura di strofe scelte dai capolavori della letteratura del subcontinente. Ne offriamo in anticipo due esempi:
Dalla “Centuria” di Amaruka (VIII sec. d.C.), 4 “Con gli occhi malinconici, chini, umidi d’amore, ora socchiusi come un fiore inboccio, ora sfrontati, inquieti dalla timidezza, per un attimo distolti quasisvelassero la folla di emozioni che si cela in cuore – dimmi chi è, bambina l’uomofelice su cui posi oggi lo sguardo ?”
Dalle “Cinquanta strofe del ladro” attribuite a Bilhana (XI-XII sec.) N 21 “Oggi, ancora, il senso abituale confuso dalle cento lusinghe ricordo nelle paroledi lei, tremante di sfinimento dopo l’amore, il discorso della mia amata, dolciparole rimescolate pronunciate timidamente con suono indistinto”
Giuliano Boccali ci intratterrà in modo sublime facendo scuola sulla poesia indiana aiutandoci a cogliere la sua piena bellezza.
Giuliano Boccali è stato professore di Indologia e Lingua e letteratura sanscrita presso l’Università di Milano e ha insegnato anche Filologia iranica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È presidente onorario dell’Associazione italiana di studi sanscriti. Si è occupato di letteratura indiana classica, in relazione ai grandi poemi epici tradizionali. I suoi studi sono rivolti all’estetica letteraria e figurativa, alla poesia indiana classica, in particolare ai temi della natura e dell’amore, e allo status delle passioni nella cultura dell’India tradizionale. Ha curato l’edizione italiana di numerosi classici della letteratura indiana (Bilhana, Kalidasa, Jayadeva, Hala). Le sue ricerche riconducono le tradizioni letterarie e filosofiche dell’Asia meridionale a interrogativi di carattere universale, quali il desiderio, la bellezza, l’esperienza del silenzio e le configurazioni dell’immaginario religioso. Accanto alla ricerca filologica e all’attività accademica, ha svolto un’intensa opera di divulgazione culturale, collaborando a lungo con il domenicale de “Il Sole 24 Ore” e dirigendo collane editoriali dedicate all’Oriente antico. Tra i suoi libri: Il silenzio in India. Un’antologia (a cura di, Milano-Udine 2017); Arte e letteratura nelle società in Asia. Aspetti tradizionali e «Renaissance orientale». Ediz. italiana, inglese e francese (a cura di, con Maria Angelillo, Roma 2017); La storia di Siva e Parvati (a cura di, Venezia 2018); Il dio dalle frecce fiorite. Miti e leggende dell’amore in India (Bologna 2022); Tutto è sacro in India (nuova ed., con Sabrina Ciolfi, fotografie di Christopher Taylor, Milano 2022); Eros, passioni, emozioni nella civiltà dell’India (a cura di, con Malgorzata Sacha e Raffaele Torella, Roma 2023); Un mondo diverso per davvero. La letteratura classica indiana (Milano 2025).
Da noi in Occidente la poesia di amore dove l’amato è senza volto, privo di un nome proprio diviene “lo sposo” per eccellenza. Tale poesia scaturisce dai grandi mistici. Il tema dell’Amore è rivelazione da parte di Amore.
San Giovanni Della Croce scrive e commenta, ad es.: FIAMMA D’AMORE VIVA
Le “canzoni” al suo interno ci dice il curatore del testo:”raccoglierebbero le parole del rapimento amoroso, o ciò che più da presso si apparenta a quel residuo verbale, a quel margine, che dell’amore mistico vorrebbe intendere per se’”…
Ed ecco che la fiamma d’amore viva trasfigura l’uomo, l’umanità…
Impossessarti nuovamente e sempre e di nuovo di poesia e di poesia d’amore ci porta a vivere nel suo immediato in un “altro mondo”… un mondo di affetti, di emozioni, d’amori possibili…
Oh, fiamma d’amore viva che teneramente ferisci l’anima mia nel più profondo centro, poiché non sei più schiava, ora, se vuoi, finisci, rompi il velo a questo dolce incontro!
Oh,cautero soave! Oh deliziosa piaga! Morbida mano! Tocco delicato! che sa di vita eterna e ogni debito paga! Morte, uccidendo, in vita le hai mutato.
Oh, lampade di fuoco! Nei vostri splendori quelle profonde caverne del senso, che era cieco e oscuro, con mirabili premure presso l’Amato dan luce e calore!
Quanto mite e amoroso ti svegli nel mio seno, dove segreto e solo tu dimori: nel tuo respiro gustoso, di bene e gloria pieno, come delicatamente m’innamori!
A.T. del mondo di Eumeswil
VIDEO. Amore nella poesia indiana classica. Con Giuliano Boccali
L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger.
L’Associazione si fonda su tre pilastri:
CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.
TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.
RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)