Si può tradurre in cinese ‘aspetto la vita del mondo che verrà’ dal Credo niceno-Costantinopolitano?
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Si può tradurre in cinese ‘aspetto la vita del mondo che verrà’ dal Credo niceno-Costantinopolitano?

Il senso della vita
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Si può tradurre in cinese ‘aspetto la vita del mondo che verrà’ dal Credo niceno-Costantinopolitano?
Si può tradurre in cinese ‘aspetto la vita del mondo che verrà’ dal Credo niceno-Costantinopolitano?

 

(di Antonella Tommaselli)

Riflessione del mondo di Eumeswil

Oh, la Cina! Se in passato la Cina destava stupore al viaggiatore ancor oggi questo paese non cessa di ridestare interesse a chi si reca in loco… e non solo! Una volta era una vera avventura arrivarci!

Nel lontano 2007, nei mesi di ottobre e novembre, a Prato si organizzò una mostra denominata proprio Oh, la Cina! Quel che rimane di tale mostra è una preziosa raccolti di testi pubblicati, un agevole volumetto, assai ben articolato e ricolmo di scritti, articoli che ci aprono a comprendere il paese in questione. Il curatore della mostra e del libro è Gianni Limberti! Lo ritroviamo, noi del mondo di Eumeswil, ad alcuni anni di distanza non solo dalla mostra pratese, ma da quando scrisse un saggio sugli Annali di Eumeswil dedicato al tema: Oriente ed Occidente. Per tutto il 2011 il mondo di Eumeswil svolse un ciclo di conferenze su tale argomento e al termine pubblicò un volume. Gianni Limberti all’epoca scrisse un testo: Il paese delle dottrine. Lo abbiamo incontrato nuovamente di recente, stavolta in presenza, per registrare il video che oggi vi proponiamo. Grazie a Gianni Limberti e alla direzione della biblioteca Roncioniana abbiamo avuto l’onore ed il piacere di visitare il luogo, di venire a conoscenza del suo archivio di pregio, ma anche di dar vita all’incontro che vi presenteremo. Facciamo presente che la Biblioteca Roncioniana è un’istituzione culturale di Prato, situata in un edificio storico in piazza San Francesco. All’interno della biblioteca, all’ingresso al primo piano il visitatore è accolto da un calco a inchiostro di un’antichissima lapide cinese. Così apprendiamo dalle parole di Limberti e dal testo OH, la Cina:

”Intanto dobbiamo subito dire che possiamo esporre un oggetto così singolare grazie alla disponibilità e alla determinazione di un amico, il dottor Luigi Ricci, che, andando nell’agosto (2007) in Cina, ha avuto la cortesia di soddisfare una nostra richiesta e la pazienza di andare al Museo Provinciale di XI’an (l’antica capitale Chang-An, oggi capoluogo dello Shaanxi), individuare la stele fra le migliaia ivi esposte e trovare chi è stato capace di fare il calco a inchiostro con una tecnica che risale a molto tempo addietro.

In questa lapide, che risale all’VIII secolo, vi è illustrata la dottrina cristiana e vi è narrato l’insediamento della comunità dei cristiani nestoriani in Cina”.

Ed ecco che siamo giunti all’argomento del nostro video con Gianni Limberti: ”Si può tradurre in cinese ‘aspetto la vita del mondo che verrà – dal Credo niceno-Costantinopolitano?”

Un tema assai particolare… Una storia di fughe… Di drastici mutamenti culturali avvenuti in più paesi, di visioni assai diverse culturali e spirituali. Il video con Gianni Limberti sarà arricchito da un suo testo posto al termine del presente scritto.

La Cina era in passato un grande mistero e lo è ancor oggi! La sua potenza non si è esaurita. Poco sappiamo della sua attuale cultura… I nomi Seres, Kitai, Caraibi, Cataio o Mangi sono quelli con i quali si fa riferimento allo Stato Giallo… Una cultura che seppe far sognare non solo ed esclusivamente Marco Polo…

Per tutti noi diviene sempre più importante aprirsi alle conoscenze delle altrui culture. In un saggio di Mircea Eliade così ci viene spiegato:

“Alfred North Whitehead ha sostenuto che la storia della filosofia occidentale non è stata, in definitiva, che una serie di annotazioni sulla filosofia platonica. Egli, però ritiene che ormai è difficile che il pensiero occidentale possa mantenersi in questo “splendido isolamento“. Infatti l’epoca moderna si differenzia troppo da quelle che l’hanno preceduta; essa è caratterizzata dal confronto con lo “sconosciuto” ed il “diverso”; con universi insoliti, non familiari, esotici o arcaici. […]

Come si è rilevato più di una volta, il mondo occidentale sta mutando radicalmente proprio in seguito a queste scoperte ed incontri. Dalla fine del secolo scorso, le ricerche degli orientalisti hanno reso sempre più familiare all’Occidente gli aspetti eccentrici e favolosi delle società e delle culture asiatiche. Dal canto suo, l’etnologia moderna ha scoperto dei mondi spirituali oscuri e misteriosi, degli universi che, anche se non sono il prodotto di una “mentalità prelogica” (come aveva creduto in un certo periodo il Levy-Bruhl), appaiono essere singolarmente diversi dal paesaggio culturale familiare agli Occidentali.

[…] Dopo la seconda guerra mondiale, l’incontro con gli “altri”, con gli “sconosciuti”, divenne, per gli Occidentali, una fatalità storica, anzi, da qualche anno, gli Occidentali non solamente avvertono sempre più vivamente gli effetti di un paragone con “gli stranieri”, ma si rendono anche conto che capita loro di essere dominati da essi. Questo non significa necessariamente che saranno asserviti o sopraffatti ma solamente che sentiranno la pressione di spiritualità “diversa”, non occidentale. Infatti l’incontro, o lo scontro, tra civiltà è sempre, in ultima analisi, un incontro tra spiritualità, anzi tra religioni.

Un vero incontro implica il dialogo. Per aprire un dialogo valido con i rappresentanti delle culture extra-europee, è indispensabile conoscere e comprendere queste culture. L’ermeneutica e’ la risposta dell’uomo occidentale, la sola risposta intelligente, alle sollecitazioni della storia contemporanea, al fatto che l’Occidente è costretto (staremmo per dire: è condannato) a fare un confronto con i valori culturali degli “altri”. Ora, in questo caso specifico, l’ ermeneutica troverà un prezioso alleato nelle storie delle religioni. Quando la storia delle religioni sarà diventata quella “disciplina totale” che dovrebbe essere, si comprenderà che, sia il mondo dell’ “inconscio”, sia i mondi “diversi” dei non Occidentali, sono sul piano dei valori e dei comportamenti religiosi che si possono meglio analizzare.

[…] Accostarsi a un simbolo, a un rito o a un comportamento arcaico come a situazioni esistenziali, significa già riconoscervi una dignità umana e un significato filosofico.

[…] Se la scoperta dell’inconscio, (che per Jung – aggiungiamo noi di Eumeswil in questo passaggio è sempre religioso), ha imposto all’uomo occidentale un confronto con la propria “storia” segreta ed embrionale, l’incontro con le culture extra-occidentali lo costringerà a penetrare assai profondamente nella storia dello spirito umano e forse anche indurlo a assumere questa storia come parte integrante del suo essere. Infatti, il problema che già ora si pone e che si porrà in termini sempre più drammatici agli studiosi della prossima generazione, e’ il seguente: con quali mezzi, si può recuperare tutto ciò che è ancora recuperabile della storia spirituale dell’umanità? E questo, per due ragioni: 1) perché l’uomo occidentale non potrà vivere indefinitamente privato di una parte importante di sé stesso, della parte costituita da quei frammenti di una storia spirituale di cui è incapace di decifrare il significato e il messaggio: 2) perché prima o poi il dialogo con gli “ altri”, ossia con i rappresentanti delle culture tradizionali asiatiche e primitive, dovrà svolgersi non più in un linguaggio empirico e utilitaristico di oggi (capace di esprimere soltanto realtà sociali, economiche, politiche, mediche, ecc), ma in un linguaggio culturale capace di esprimere realtà umane e valori spirituali. Un tale dialogo è inevitabile; è una fatalità storica. Sarebbe una tragica ingenuità credere che esso possa continuare indefinitamente al livello mentale che ora si svolge […].

Mircea Eliade (data della pubblicazione del libro, da dove abbiamo tratto i seguenti passaggi, 1962).

Si potrebbe arrivare a ipotizzare che abbiamo sempre più necessità di “ricercatori spirituali” di coloro che, ridestando la realtà ontologica, tentano di essere e quindi, in modo consapevole e cosciente, per diversi gradi ed in alcuni frammentari momenti, possono essere guidati dalla Realtà Superiore foriera di Vera Vita. L’umanità si cela nell’uomo spirituale… e non carnale. Si può essere spirituali pur senza saperlo…, ma i pensieri, le parole, le opere possono rivelarlo a terzi…

Ed ora lasciamo spazio al testo ricapitolativo di Gianni Limberti al video dove è presente e protagonista.

A.T. del mondo di Eumeswil

VIDEO. Si può tradurre in cinese ‘aspetto la vita del mondo che verrà’ dal Credo niceno-Costantinopolitano? Con Gianni Limberti

 

Leggi anche: Associazione Eumeswil


 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

Visita il Sito: Associazione Eumeswil

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