Sanremo, Noemi: "Porto sul palco la nuova me" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Mar, Giu

Sanremo, Noemi: "Porto sul palco la nuova me"

Arte e Cultura
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"Come descriverei la nuova Noemi? Appassionata, consapevole e... rossa, quello non cambierà". E' una Noemi con una nuova, potente energia quella che si appresta a calcare il palco dell'Ariston portando in gara al 71mo Festival di Sanremo il brano 'Glicine', scritto dalla giovane e talentuosa Ginevra Lubrano, Francesco Fugazza, Tattroli e Dario Faini.

Un momento di rinnovamento profondo, quello della cantante romana, al secolo Veronica Scopelliti, che lei racconta così: "Sono partita da me, dalla mia testa e dalla voglia di fare chiarezza e di mettermi a fuoco come artista e come persona. Mi sembrava di aver perso la messa a fuoco su di me, sul mio corpo, e sono ripartita dal mio equilibrio mentale, cercando di capire cosa volevo cambiare". 

Una volta riuscita a fare "questa pulizia su di me, ho recuperato la passione anche sulla mia musica, mi sono messa al lavoro per far sì che quello che avevo in mente diventasse realtà. Il mio corpo l'ho fatto tornare com'era, atletico e sano, e anche musicalmente ho cercato di uscire fuori dal mio guscio, sono entrata in contatto con l'underground, che io ascoltavo molto, ed è stato un modo molto bello per far entrare in contatto il pop e l'underground. Entrando in contatto con persone nuove, sono riuscita a ridefinire la mia identità musicale", spiega Noemi. 

'Glicine' si inserisce proprio nel solco di una nuova sonorità, anche vocale. "E' un brano potente -dice l'artista- Profondo, e nello stesso tempo contemporaneo. E' uno dei pezzi che mi hanno fatto conoscere Ginevra ed è un pezzo con cui ho capito che potevo avvicinarmi ad un fraseggio diverso, ad una melodia diversa, anche vocalmente". E racconta un'aneddoto: "C'è una frase della strofa durante la quale, mentre provavo, la voce mi si è 'girata' da sola in un falsetto mentre io l'avrei cantata a voce piena. Ho capito in quel momento che anche se queste canzoni erano diverse da me, potevo farlo, potevo cambiare". 

Un brano che racconta la sua rinascita ("Il glicine è molto forte, ha delle radici molto profonde, però ha anche questa fioritura meravigliosamente fragile, con cui io identifico la paura", dice), che non è solo una storia d'amore finita ma qualcosa di più profondo. "Al primo ascolto può sembrare una canzone che parla di una storia d'amore finita, ma poi alla fine io mi sento molto vicina alla fragilità di questo sentimento che viene raccontato, al buio e poi alla nascita di quella luce e di quella forza".  

E se deve raccontare le emozioni nel salire sul palco dell'Ariston in questo anno così strano, lo fa così: "Sono vibrazioni di grande emozione, mi sembra di fare tutto per la prima volta. Forse perché ho un tipo di consapevolezza diverso rispetto alle altre volte, anche di coscienza, e sono molto contenta perché è un Sanremo importante e spero di poter lanciare dal palco un'energia bella e positiva". Un'energia che, nella sera dei duetti, dividerà con Neffa, in uno dei maggiori successi dell'artista, 'Prima di andare via'. "Ho sempre amato Neffa perché, dietro quella sua apparente leggerezza, nasconde sempre testi e messaggi profondi, e anche le sue sonorità r&b", dice Noemi.  

Il cambiamento è evidente, non solo musicalmente e vocalmente, ma anche dal punto di vista fisico. Un 'new look' e un dimagrimento che hanno colpito molto i fan dell'artista. "Sono contenta se vengo capita e apprezzata, ma non bisogna piacere a tutti, i detrattori ci sono sempre, ed è giusto anche che ci siano perché é sinonimo di democrazia -spiega Noemi- Ma io ci tenevo che arrivasse il messaggio forte e chiaro che 'vai bene se vai bene a te'. C'è il diritto di sentirsi bene bel nostro corpo, l'importante è che la nostra testa sia pulita ed equilibrata". Perché adesso "mi sembra di essere in un nuovo giardino, ogni giorno guardo le cose con la meraviglia che è necessaria. E tutto questo mi fa sentire che ho qualcosa in più da dare. La novità è verità", conclude l'artista romana.  

di Ilaria Floris