Bce, piano anti-Covid e tassi invariati - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
02
Lun, Ago

Bce, piano anti-Covid e tassi invariati

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

In questa fase critica legata al coronavirus  la Banca centrale europea decide di tenere fermi al minimo storico i tassi e non apporta nessuna modifica agli interventi di politica monetaria e alle aste di liquidità. E' in vista una accelerazione per gli acquisti anti-crisi.

Sono le conclusioni della riunione del Consiglio direttivo della Bce che ha confermato l'intenzione di condurre gli acquisti netti di attività nell’ambito del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp), mantenendo la dotazione finanziaria totale di 1.850 miliardi di euro, almeno sino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, finché non riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus.  

Tuttavia, alla luce di una valutazione condotta su condizioni di finanziamento e prospettive di inflazione, "il Consiglio direttivo - si legge nel comunicato finale - si attende che nel prossimo trimestre gli acquisti nell’ambito del Pepp siano condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi di quest’anno". 

Acquisti che saranno condotti "in maniera flessibile in base alle condizioni di mercato" ma anche - conferma l'Eurotower - "nel tempo, fra le varie classi di attività e i vari Paesi" al fine di "sostenere l’ordinata trasmissione della politica monetaria". La Bce conferma la possibilità - in caso di condizioni di finanziamento favorevoli - di non "utilizzare appieno la dotazione" da 1.850 miliardi ma anche quella di 'ricalibrare' il programma se dovesse servire per "contrastare lo shock negativo della pandemia sul profilo dell’inflazione". Il Consiglio direttivo ribadisce poi di essere "pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si avvicini stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria". 

LAGARDE - E nel 2021 l'economia dell'Eurozona è stimata in crescita del 4% per poi recuperare il prossimo anno il 4,1% e crescere del 2,1% nel 2023. Sono le nuove stime macroeconomiche della Bce illustrate dalla presidente Christine Lagarde. Rispetto alle precedenti stime di dicembre 2020 (nel triennio rispettivamente +3,9, +4,2, e 2,1%) le previsioni - ha spiegato - "sono perlopiù immutate mentre i rischi sulla crescita a medio termine sono più bilanciati". 

Inoltre, "nella dotazione del programma anti-pandemico Pepp sono rimasti circa 1.000 miliardi, ma se non servirà non li useremo tutti" dice Lagarde, sottolineando la flessibilità degli interventi, che potrebbero essere anche rivisti al rialzo "se necessario".