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Sab, Lug

Fmi: per Italia possibile +4,25% Pil nel 2021

Economia
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"Le prospettive per l'economia italiana dipendono dall'andamento della pandemia e dalle politiche di sostegno" e "i tempi e la forma della ripresa economica rimangono pertanto incerti". Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto periodico sull'Italia, che ipotizza una crescita del nostro Pil nel 2021 al 4,25% purché ci sia un livello "avanzato del programma di vaccinazione entro la fine dell'estate". La ripresa potrebbe vedere una partenza d'anno "debole seguita da un'accelerazione nell'ultima parte dell'anno". 

Il Fondo ipotizza un "ritorno alle condizioni pre-Covid di gran parte dell'economia italiana", sostenuto dagli impegni di spesa nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza che può "stimolare nel medio termine la crescita ben al di sopra del trend precedente" alla crisi. L'Fmi segnala comunque la possibilità che molte aziende "debbano affrontare un debito eccessivo" con andamenti divergenti che le costringerebbero "a ridimensionarsi o chiudere, causando licenziamenti e maggiore disoccupazione". 

Spingere sugli investimenti, ma con una "spesa efficiente e accompagnata da riforme a favore della crescita, potrebbe aiutare l'Italia a recuperare il terreno perduto sulla produttività e accelerare la transizione verso un'economia più verde, più intelligente e più giusta" scrive il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto, in cui segnala le possibilità offerte dal Recovery Plan che potrà "aumentare la domanda, contribuendo a compensare parte della produzione persa a causa della pandemia e mitigare il rischio di danni economiche permanenti" post-pandemia. 

Il Fondo ipotizza uno slittamento degli investimenti pubblici, "che consentirebbe di avere più tempo per preparare i progetti e aumentare l'efficienza della spesa" mentre "gli incentivi fiscali previsti potrebbero essere uno strumento efficace per sostenere gli investimenti su piccola più ridotta da parte del settore privato". Ma l'Fmi torna anche a invocare "riforme ben definite per modernizzare la pubblica amministrazione e razionalizzare le procedure civili e il sistema giudiziario": in particolare una riforma fiscale globale promuoverebbe la crescita e l'inclusione, affrontando nel contempo l'evasione fiscale. 

"La pandemia ha inferto un duro colpo alla popolazione e all'economia italiana" ma "la risposta politica è stata generalmente efficace nell'attenuare l'impatto della crisi sanitaria" sottolinea ancora il Fondo Monetario, segnalando come "l'andamento delle vaccinazioni dovrebbe essere accelerato e le misure di sostegno dovrebbero essere gradualmente ridotte" con l'allontanarsi della crisi e il rafforzamento della ripresa economica. Per il Fondo "gli stimoli saranno necessari anche dopo la fine della crisi sanitaria per limitare le ferite permanenti sul mercato del lavoro e sullo stock di capitale e per costruire un'economia più verde, più intelligente e più giusta". 

E ancora: "Un aumento dei tassi di interesse a lungo termine negli Stati Uniti potrebbe far rialzare i tassi di interesse reali europei e italiani più rapidamente di quanto giustificato dalla bassa inflazione sottostante e dal persistente eccesso di capacità" evidenzia il Fondo Monetario nel rapporto 'Articolo IV sull'Italia', che segnala anche "potenziali passività di bilancio, che si potrebbero concretizzare se la qualità del prestito dovesse deteriorarsi notevolmente, limitando la capacità delle banche di erogare prestiti per sostenere la ripresa".