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Mar, Giu

Armenia, Antonia Arslan: "Situazione delicata, spero si eviti confronto violento"

Esteri
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"Mi dispiace infinitamente". Antonia Arslan esordisce così se le si chiede di quello che sta accadendo in Armenia. "Non posso pensare neanche vagamente all'idea di un confronto vero e proprio", dice la scrittrice all'Adnkronos, con il pensiero che corre alle strade e alle piazze di Erevan e con l'auspicio che possa prevalere "il buon senso", che si possa evitare "un confronto violento" in una "situazione così delicata" su cui pesa il recente passato. 

E' un rischio che esiste? "Temo che un po' il rischio ci sia perché - dice - il Paese è sotto choc per la guerra persa. La situazione del Nagorno Karabakh non è ancora totalmente definita poiché non sono ancora stati definiti del tutto i confini". Antonia Arslan, nata a Padova e di origini armene, pensa a chi è tornato a Stepanakert. 

"Sono tornati indietro, con una tenacia incredibile hanno riaperto le scuole, la radio, la tv, l'elettricità, tutto questo funziona - racconta l'autrice de 'La Masseria delle allodole' - ma le frontiere non sono ancora ben definite". Ed è anche per questo che l'auspicio è che "su questa situazione delicatissima non si innesti un confronto violento nella capitale". 

E la Russia? "Alla Russia interessa tenere tranquilla l'Armenia perché il suo baluardo nel Caucaso - osserva Arslan - La Georgia è sempre instabile, l'Azerbaigian ormai risponde alla Turchia". "L'Armenia - conclude - è l'unico Paese del Caucaso che la Russia può considerare suo alleato". 

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