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Dom, Giu

Afghanistan, Biden e Nato annunciano ritiro truppe

Esteri
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Gli Usa e la Nato annunciano il ritiro delle truppe dall'Afghanistan. "Ho deciso di concludere la più lunga guerra americana"e di "riportare le nostre truppe a casa". Così il presidente Joe Biden ha annunciato l'inizio del ritiro delle truppe Usa e alleate dall'Afghanistan, che avrà inizio a partire dall'1 maggio e si concluderà entro l'11 settembre, 20esimo anniversario degli attacchi di Al Qaeda agli Usa. Il ritiro, ha assicurato Biden, avverrà in modo "responsabile e sicuro". 

In Afghanistan "abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, abbiamo consegnato bin Laden alla giustizia un decennio fa: da allora le nostre ragioni per rimanere sono diventate sempre meno chiare" ha detto il presidente americano. L'obiettivo della guerra era "chiaro" e "la causa era giusta", ha proseguito Biden, ricordando le ragioni che spinsero gli Usa, nell'ottobre del 2001, ad attaccare l'Afghanistan dei talebani, divenuto una base per le attività terroristiche di Al Qaeda, che poche settimane prima aveva attaccato gli Stati Uniti.  

"I talebani devono sapere che se ci attaccheranno difenderemo noi stessi e i nostri partner con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione" è l'avvertimento lanciato dal presidente Biden, che ha riferito di avere informato in anticipo l'ex presidente George W. Bush della sua decisione. All'inizio del suo discorso, Biden aveva sottolineato che stava parlando dallo stesso luogo della Casa Bianca dal quale l'allora presidente Bush, nell'ottobre del 2001, annunciò l'inizio dei bombardamenti Usa sull'Afghanistan, dopo gli attacchi di Al Qaeda di poche settimane prima. 

NATO - "Riconoscendo che non c'è soluzione militare alle sfide che l'Afghanistan ha davanti a sé, gli alleati hanno deciso che inizieremo il ritiro delle forze della missione 'Resolute Support' dal primo maggio" ha dichiarato poi il consiglio ministeriale del Nord Atlantico, dopo le riunioni della Nato di oggi a Bruxelles. 

Il ritiro delle truppe Nato dall'Afghanistan "non è una decisione facile e comporta rischi", ma "l'alternativa è essere preparati per un impegno militare a tempo indefinito, potenzialmente con l'impiego di più truppe Nato" ha sottolineato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa nel quartier generale dell'Alleanza.  

DI MAIO - Di "storica decisione" ha parlato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Si è appena conclusa una giornata storica per la Nato, dopo 20 anni di presenza in Afghanistan si è raggiunta una decisione storica: dal primo maggio inizierà il ritiro delle truppe della Nato da quel Paese e quindi anche quelle italiane" ha detto il ministro degli Esteri in una dichiarazione da Bruxelles al termine di una riunione dell'Alleanza e mentre il presidente Biden annunciava contemporaneamente da Washington il ritiro dei militari americani.  

Il ritiro "inizierà il primo maggio ed entro settembre, nella data iconica dell'11, vedremo il ritiro totale del contingente della Nato" ha detto Di Maio, ribadendo che ritirarsi "non vuol dire che lasceremo solo il popolo afghano, che continueremo a sostenere: significa cambiare approccio".  

Nel pomeriggio, il ministro degli Esteri ha ringraziato i militari italiani in Afghanistan e nel mondo, assicurando che l'Italia "non abbandonerà mai il popolo afghano". E ancora: "Vorrei dire un grande grazie a tutti i soldati italiani che sono impegnati nelle missioni di pace nel mondo. Li ringrazio e sono orgoglioso di loro". 

"Voglio anche dire - ha aggiunto - che non abbandoneremo mai il popolo afghano, che continueremo ad aiutare anche di più con progetti di cooperazione allo sviluppo, con il sostegno alle imprese ed alla società civile, la tutela dei diritti umani". 

CAPO CIA - Nel giorno dell'annuncio del ritiro dall'Afghanistan, il nuovo direttore della Cia William Burns avvisa che questo danneggerà la capacità dell'agenzia di raccogliere informazioni di intelligence nel Paese. "E' un dato di fatto", ha detto in un'audizione al Senato. 

"La nostra capacità di tenere la minaccia sotto controllo in Afghanistan, che sia di al Qaeda o dello Stato Islamico, ha enormi benefici dalla presenza delle truppe nostre e della coalizione sul terreno - ha spiegato l'ambasciatore, che è il primo diplomatico a guidare l'agenzia - quando arriverà il momento in cui i militari americani si ritireranno, la capacità degli Stati Uniti di raccogliere informazioni ed intervenire sulle minacce diminuirà. E' un dato di fatto". 

"Questo significa, per essere onesti, che avremo un rischio significativo quando le forze militari americane e della coalizione si saranno ritirate" ha concluso Burns. Che ha comunque assicurato che, anche dopo il ritiro, la Cia manterrà una posizione nella regione tale da permettere di "anticipare e contrastare ogni tentativo" da parte dei gruppi terroristici di "recuperare la capacità di attaccare obiettivi americani", che al momento non hanno, dopo anni "di costante pressione della lotta al terrorismo". 

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