Petrini: "In fase 2 per terapie intensive ancora più lavoro"
"C'è stata una grande sofferenza degli anestesisti rianimatori, che in questo momento non possono però rallentare: ci viene chiesto un impegno ancora maggiore per la fase 2".
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"C'è stata una grande sofferenza degli anestesisti rianimatori, che in questo momento non possono però rallentare: ci viene chiesto un impegno ancora maggiore per la fase 2".
E' una singolare new entry nella scuderia Ferrari. Non ha quattro ruote, non corre su pista, ma ha lo stesso un 'Cavallino' nel Dna.
La Regione Lazio ha approvato l'elenco dei laboratori di analisi, pubblici e privati, presenti nel Lazio che dal 30 aprile sono in grado di effettuare test sierologici per l’identificazione di anticorpi diretti contro il virus Sars-CoV-2.
"Entro fine mese la provincia di Bergamo potrà contare su 4mila tamponi al giorno.
Durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero verde contro la violenza di genere e lo stalking, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%). Lo fa sapere l'Istat. Nel 60,6% dei casi le chiamate arrivano tra le 9 e le 17; quelle durante la notte e la mattina presto, solitamente in numero minore, hanno raggiunto il 17,5% durante il lockdown. Il confronto tra il 1° marzo e il 16 aprile 2020 e lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia un forte aumento delle richieste di aiuto, anche se - precisa l'Istat - non è possibile stabilire se ciò sia espressione di un aumento della violenza subita. Su tale incremento ha, infatti, influito anche l’intensificazione della campagna d’informazione sul tema mirata a far emergere una maggiore consapevolezza da parte delle donne nel volere uscire da una violenza pressante e cogente o una maggiore capacità a utilizzare gli strumenti utili per chiedere sostegno. La crescita delle richieste soprattutto nel Lazio e in Toscana. Per il Lazio, il tasso di incidenza passa dal 6,8 del 2019 al 12,4 dello stesso periodo del 2020, per la Toscana, dal 4,8 all’8,5 per 100 mila abitanti. Seguono Piemonte (da 5,2 a 6,6), Liguria (da 4,1 a 7,2) e Lombardia (da 4,1 a 6,9). Anche nelle regioni del Sud il tasso di incidenza regionale cresce in misura rilevante: con riferimento all’utenza in generale, in Puglia si passa da 3,2 a 6,0, in Sardegna da 3,9 a 6,6. Si chiama al 1522 per chiedere aiuto in caso di violenza e/o stalking, per segnalare casi di violenza ed emergenza (2.013 chiamate, pari al 40% delle chiamate valide tra il 1° marzo e il 16 aprile 2020), per chiedere informazioni sul servizio stesso (1.423, il 28,3%), per avere informazioni sui centri antiviolenza (654, il 13%). È elevato anche il numero di coloro che si rivolgono al servizio per chiedere assistenza di tipo sociale o psicologica, pari al 17,1% (con 858 casi). Al numero verde antiviolenza si rivolgono anche persone che non trovano un ascolto adeguato alle diverse richieste di sostegno. Questa tipologia di telefonate è cresciuta in proporzione di più nel periodo 1°marzo - 16 aprile 2020 rispetto agli anni precedenti (+7,8 punti percentuali), probabilmente come effetto della stessa campagna televisiva. Le denunce per maltrattamenti in famiglia tra il 1° e 22 marzo sono invece diminuite del 43,6%, quelle per omicidi di donne del 33,5%, tra le quali risultano in calo dell'83,3% le denunce per omicidi femminili da parte del partner. Anche in questo caso il periodo considerato - precisa l'Istat - è troppo breve per poter dare una valutazione complessiva delle motivazioni che sono dietro la diminuzione di denunce e omicidi di donne.
Durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero verde contro la violenza di genere e lo stalking, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019.
Ottenere il rilascio di un certificato o del codice fiscale, richiedere dei rimborsi, registrare un atto: si può fare tutto in modalità semplificata e senza bisogno di recarsi allo sportello.
di Assunta Cassiano
"Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti. L'incertezza ha caratterizzato tutti i Paesi, chi ha già scelto lo ha fatto chiudendo in anticipo". Lo ha detto il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, nel corso dell'informativa in Senato, in merito alla ripresa del campionato di calcio di Serie A. "Abbiamo sempre mantenuto la linea di prudenza e se il campionato riprenderà - sottolinea ancora il ministro - dovranno essere adempiuti alcuni compiti fondamentali. Nel calcio non ci può essere distanza ed è fondamentale ci sia l'autoisolamento in caso di positività", ha ribadito Spadafora in merito all'obbligo di quarantena di tutta la squadra nel caso di una sola positività al coronavirus deciso dal Cts. E proprio dal Comitato tecnico scientifico, continua il ministro, "sono arrivate le osservazioni sul protocollo. Il comitato chiede la quarantena di squadra in caso di un calciatore positivo, chiede di affidare la responsabilità ai medici dei club per l'attuazione del protocollo e chiede che l'enorme numero di tamponi per i calciatori non vada a impattare sui cittadini. Le osservazioni saranno prese in considerazione dalla Figc che riadatterà il protocollo per la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio". "Sono consapevole dell'importanza sociale del calcio e della passione che c'è in questo Paese. Ne riconosco l'importanza, rappresenta una grande industria nel nostro Paese. Ma - commenta ancora - ho trovato eccessivo l'inasprimento del dibattito". Per quanto riguarda i fondi a favore del comparto, "tra risorse ordinarie e straordinarie il governo stanzierà nel decreto circa 1 miliardo di euro di risorse per il sostegno allo sport". Nel decreto sarà inoltre "prevista anche una riduzione del 50% degli affitti degli impianti sportivi privati da marzo a luglio 2020".
"Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti.
"Nei prossimi 6 mesi potrebbero morire ogni giorno ulteriori 6.000 bambini per cause prevenibili a causa della pandemia di Covid-19, che continua a indebolire i sistemi sanitari e a interrompere i servizi di routine".
"Questo virus ci sta spiazzando con caratteristiche che non avevamo mai visto".
"Il virus non entra attraverso la pelle, è tutto ciò che noi tocchiamo e portiamo alla bocca.
"I malati arrivano a centinaia, tutti insieme, in ospedale. Gravissimi. Il tasso di mortalità è pazzesco: uno ogni sei di chi entra in Rianimazione non ce la fa".