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La Sacra Reliquia. Cura e rimedio ai mali del corpo, dello spirito, del mondo
(di Antonella Tommaselli)
Riflessione del mondo di Eumeswuil
Per chi ama la natura, la primavera è il dolce schiudersi alla stagione del suo risveglio, fiorire e fruttificare. Già alcune infiorescenze sono scomparse dai cespugli ed alberi e le foglie hanno sostituito i fiori.
Se l’osservazione passa dal mondo della natura e tende lo sguardo all’essere umano, nasce spontanea una domanda interiore: l’uomo può vincere l’effimero, il caduco e sopravvivere alle stagioni della vita e alla morte? Questo chiedersi, interrogarsi interiormente è fonte di una ricerca che diviene più impellente via via che non si è più giovani, quando il lutto è sceso nella propria vita, all’interno della propria famiglia, quando un qualcuno è spirato innanzi ai nostri occhi oppure quando la malattia è balenata furtiva nella nostra esistenza, mutandone il senso e procurando un forte scossone, uno shock esistenziale. La vita trascorre proprio tra il vivere ed il morire. Pochi sono coloro che hanno il coraggio di guardare in faccia alla morte, di prenderne atto. Chi fermamente vi rimugina e vi pensa instaura nuove ricerche personali, prova ad esplorare nuove vie e linguaggi per vedere, valutare se è possibile prolungare la propria esistenza per sempre. Si entra allora in contatto col mondo della spiritualità e di molteplici vie che si diramano verso il tutto inteso come energia cosmica o verso l’Uno, l’Assoluto. In Occidente e non solo, la tradizione vuole che il santo, il beato, il martire abbiano sconfitto la morte, seguendo le orme del Cristo risorto. Questo cammino porta anche il corpo a trasmutarsi tanto che esiste il culto delle reliquie. Sopra Careggi, vi è il Monastero di Santa Maddalena de’ Pazzi. Il suo corpo giace incorrotto da secoli. Vi sono persone che si recano oranti a chiedere “grazie”, intercessioni, aiuti… Vi sono altri che instauranno un rapporto, una relazione con la Santa e quel corpo pietrificato diviene amico, tanto che pare sorridere. Si può giungere a credere che Maddalena mostri, riveli col volto, lo stato di quiete e di beatitudine che aveva raggiunto in terra, nel corso della propria vicenda umana. Il viso ora dimostra un lieve sorriso. Può essere un santo adirato col mondo intero? Può avere i muscoli in continua tensione? Essere sempre arrabbiato? Accigliato? È’ difficile a credersi! Chi contempla la Bellezza si acquieta, si rilassa. Santa Maddalena diceva: “Lascia entrare la Carità nel tuo cuore e potrai tutto”. La carità è parola poco usata,quasi vetusta, ma ha una valenza diversa dal comune amore. Lega la sposa allo sposo di unità tale da modificare anche il corpo. In che modo? p. Serafino Tognetti apre un suo scritto sulla preghiera del cuore, un paragrafo intitolato: “Il pellegrinaggio del cuore” mettendo in evidenza quanto segue:
”Noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo con il battesimo, e se viviamo in grazia di Dio dobbiamo pensare e supporre che lo Spirito del Signore sia in noi e quindi siamo abitati dallo Spirito Santo, siamo il tempio di Dio. “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che abita in voi? Glorificate dunque Dio nei vostri corpi” (1 Cor 6,19).
Dobbiamo avere una maggiore coscienza di chi siamo. Il nostro corpo è tempio, e un tempio contiene Dio. Allora io chi veramente sono? Sono Dio? Sono mezzo uomo e mezzo Dio? Cosa dunque sono?”
Fin dalla antichità ognuno si è posto alla ricerca di chi è in realtà! Una delle più grandi indagini da compiere…
Padre Serafino Tognetti appartiene alla comunità – “I figli di Dio” – comunità fondata e costituita da don Divo Barsotti. In un opuscolo informativo su quest’ultimo e sulla sua spiritualità si inizia a leggere:
“La situazione del mondo è talmente grave che nessun uomo può dire di poterlo liberare da tutte le forze disgreganti dell’essere. Mi trovo sopraffatto: cose posso mai fare? Non dobbiamo avere paura, né ritirarci. Dobbiamo credere che Colui che salva il mondo è sempre Lui”.
Ed ecco che se il mondo e l’uomo sono imperfetti, vi è la possibilità però di seguire vie ardite verso il perfettibile. A ricordarcelo sono i santi attraverso anche le loro reliquie.
Oggi Guido Scatizzi ci parlerà, attraverso il video che abbiamo realizzato grazie al suo apporto, de: La sacra reliquia cura e rimedio ai mali del corpo, dello spirito, del mondo. Un video assai raro e che nuota controcorrente nel presente mondo,sempre più dimentico di santi e reliquie… Guido Scatizzi è in grado di aprirci ad altri mondi e visioni grazie anche al suo linguaggio fresco, brioso, colto, accattivante, dinamico, mai prolisso. il nostro ospite ci porterà a riflettere anche sulla sepoltura… Chi avrà il coraggio di immergersi in tale viaggio, ne uscirà diverso, trasformato.
Il mondo odierno dimentica il corpo come “tempio di Dio” e dimentica anche “ l’eterno riposo” da donare ai defunti… Basti pensare che a Bagno a Ripoli, un comune adiacente a Firenze, stando a quanto riportato in alcuni giornali, pare che il “nuovo Viola Club” sorga su una necropoli…
Già, nel lontano 6 gennaio 1982 a Wilflingen, Ernst Jünger terminò di scrivere un romanzo: Il problema di Aladino. Ecco la sinossi del testo tratta dal retro di copertina:
SINOSSI
Un giovane prussiano fin de race, ancora mosso da qualche residuo impulso aristocratico-militare, cresce nell’esercito della Polonia comunista. E un giorno passa all’Occidente. Non si aspetta né «più libertà», né un mondo a lui affine. Sa di essere solo: è un «anarca», uno spirito stirneriano mimetizzato nel regno della macchina. E proprio qui trova l’impresa adatta a lui: una multinazionale delle pompe funebri, che gestisce la morte come un problema industriale su vasta scala. Con freddezza e praticità, si dedica al progetto di uno sterminato cimitero centrale del pianeta, da situare in Turchia. Là, in cunicoli senza fine, nascerà un immane club dei morti, che affluiscono a migliaia da ogni paese. Talvolta sono intere sette che si prenotano, nella speranza di una quiete indisturbabile accanto al loro guru. Nella sua creativa vecchiaia, Jünger è rimasto non meno temibile e provocatorio di quando, adolescente, fuggì di casa per arruolarsi nella Legione Straniera. Questo suo recente romanzo (1982) è un apologo beffardo e penetrante su un mondo, il nostro, che non sa bene cosa fare della morte. E tanto basta a svelare la sua inconsistenza. Come sempre, con demonica percettività, Jünger non si oppone frontalmente a ciò che lo circonda ma vuole spingerlo all’estremo. La sua formula è quella di svellere le basi del mondo nichilista con una carica di nichilismo ancora maggiore. Non è forse il mondo segretamente ossessionato dall’immagine di scavatrici che sventrano le tombe? Non è forse vero che «il terreno si muove verso la capitale» e nessun luogo di riposo è garantito per sempre? A questo risponde il sogno di «Terrestra», la multinazionale delle pompe funebri di cui qui si racconta la lugubre ed esilarante avventura.
Il libro merita di essere letto e riletto. E’ e sarà sempre assai attuale. Riportiamo solo un passaggio invitandoVi a leggere il testo da soli… :
“Un indistinto desiderio di altri mondi è antico come l’uomo stesso. Oggi ha una fisionomia tecnica; l’attesa dei visitatori alieni e del loro atterraggio occupa da qualche tempo l’immaginazione. Dobbiamo prenderla sul serio, se non altro come sintomo.
Strani oggetti volanti vengono descritti, messi in dubbio, smascherati come illusione ottica. Fanno da esca e da motore alla fantasia; d’altra parte denotano l’esistenza di un sogno. L’apparato automatico corrisponde allo spirito del tempi. Anche la fine del mondo, una visione propria dei cambi di millennio, si presenta come una catastrofe tecnica.
Singolare e’ l’attesa dei visitatori alieni proprio oggi, quando l’esplorazione astronautica sembra aver dimostrato non solo l’ inabitatezza, ma anche l’inabitabilità delle stelle. Proprio in questo si rivela la profondità del desiderio. Sempre più intensamente sentiamo che il semplice potere della tecnica e il suo godimento da parte nostra non ci soddisfano. Sentiamo la mancanza di ciò che un tempo erano gli angeli, e dei doni degli angeli.
Non penso, del resto, che la tecnica sia in contraddizione con la grande svolta. Ci condurrà fino al muro del tempo e verrà trasformata nella propria essenza. La meta dei razzi non sono mondi sconosciuti, ma il loro senso è quello di scuotere l’ antica fede; il suo aldilà non è bastato”.
E’ molto importante allora intensificare la coscienza! Termine di cui si sente parlare sempre più spesso,sopratutto dal secondo conflitto mondiale in poi, ma di cui poco o niente si conosce…
Ed è proprio la ricerca della Verità porta ad osservare che come diceva Ouspensky:
“L’uomo ha dei momenti casuali di autocoscienza, ma non ha il dominio su di essi.
Essi vanno e vengono da sé essendo dominati da circostanze esterne e associazioni o emozioni fortuite. Sorge il problema: è possibile arrivare al controllo di questi momenti fugaci di coscienza, evocarli più spesso e farli durare più a lungo, o renderli perfino duraturi?”
Questi interrogativi sono assai preziosi e pertinenti! Se anche oramai, si dice che il cosmo è cosciente e può operare… Ma se l’uomo non è cosciente che avviene? Ma è il cosmo cosciente o l’Assoluto…? La coscieza penetra nel cosmo e in alcuni esseri? E nel caso, in che modo?
Ecco che il cammino per vivere alla Presenza riveste oggi e sempre un valore inestimabile …
Forse le sacre reliquie sapranno rivelarci almeno un arcano…!
Guido Scatizzi Guido Scatizzi: ha conseguito la licenza e il dottorato in utroque iure presso la Pontificia Università Lateranense e la laurea in Giurisprudenza presso l’Alma Mater Studiorum -Università di Bologna. Si è inoltre diplomato presso lo Studium della Congregazione delle Cause dei Santi, abilitante alla qualifica di postulatore. Attualmente è avvocato canonista presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco, nonché Delegato per la Toscana della Gebetsliga – Unione di Preghiera Beato Carlo per la Pace e la Fratellanza dei Popoli.
A.T. del mondo di Eumeswil
VIDEO. La Sacra Reliquia. Cura e rimedio ai mali del corpo, dello spirito, del mondo. Con Guido Scatizzi
L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger.
L’Associazione si fonda su tre pilastri:
CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.
TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.
RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.